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Nigro Raffaele - Fernanda e gli elefanti bianchi di Hemingway | A metà degli anni Cinquanta, Ernest Hemingway è ormai prostrato da un'esistenza trascorsa sull'orlo del baratro. Quando però Fernanda Pivano lo informa che in Lucania si aggira una strana bestia bianca, a metà tra un elefante e un mammut, la sua indole di cacciatore ha un brusco sussulto: non può mancare al safari più eccitante della propria vita. La Lucania è "una terra meravigliosa e sconosciuta in cui ci si può imbattere in tante diavolerie che hanno dell'incredibile". Così Hemingway sbarca in Italia e intraprende un viaggio al Sud che è ricerca di una belva enorme ma sfuggente. E che, per il vecchio scrittore, sarà anche l'occasione per la più inattesa e intensa delle storie d'amore. Nel suo nuovo romanzo, Raffaele Nigro racconta un episodio forse accaduto davvero forse no, appreso dalla Pivano nello spazio di una notte in auto da Milano a Roma. E ci rivela che viviamo in una terra di confine tra aspirazione alla felicità e ansia di morte e che il presente non può essere mai disgiunto dal passato. Un sentimento che appartiene a Hemingway, ma anche all'umanità intera, incarnato e descritto dalla grande letteratura del Novecento.
Media Voto: 1.5 / 5ladybrett (16-05-2011) per quanto prometta bene (l'idea alla base della storia è molto carina e stuzzica l'hemingwayano), purtroppo alla fine non lascia il segno. che sia la narrazione non proprio graffiante, che sia la quantità di luoghi comuni che pervadono il ritratto di ernest, qualcosa alla fine non lo consegna al cuore. si salvano alcuni momenti poetici, ma troppo sparsi. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
alberto alonline@inwind.it (25-03-2011) È un libro per il quale è difficile credere che l'autore abbia realmente letto a fondo o avvertito la grandezza del pensiero di Hemingway.
La presenza di Hemingway, come anche quella della Pivano, sembrano solo pretesti per parlare di altro, un altro di cui si stenta a capire quale sia in realtà il pensiero dell'autore.
Abbozzi di richiami al passato (peraltro alquanto prevedibili e scontati), una descrizione della Lucania che non riesce a far cogliere la bellezza o l'importanza storica di questo territorio, una metafora palesemente forzata dell'elefante bianco fanno pensare a un libro alquanto lontano dalla "letteratura".
E poi c'è una certa ambizione, che sfocia quasi in presunzione, nel voler dare una voce alla Pivano e, cosa ancor più assurda e discutibile, a Hemingway.
Se proprio si ha del tempo, meglio rileggere un racconto di Hemingway. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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