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Andreoli Vittorino - Il denaro in testa | Il denaro sul "lettino" dello psichiatra: un personaggio capace di riempire la testa dell'uomo come in una possessione che cancella ogni identità e ogni norma di comportamento civile. Il denaro nell'analisi di uno psichiatra e non di un economista, dunque di chi si occupa di salute della mente e non di tecniche per garantire il benessere economico dell'individuo e dell'intera comunità. E in questa invasione di campo si scopre che il denaro è fonte di malattia. Per chi è povero ma anche per chi ha i forzieri pieni. Vite che ruotano intorno ai soldi, al desiderio di possederli, alla paura di perderli: l'ossessione, la dipendenza, l'angoscia, il lutto... si finisce per ridurre una società al denaro come misura del valore non solo delle cose, ma della stessa persona. L'uomo a una sola dimensione. Nella follia da denaro si corre il rischio di sostituire le banconote agli affetti, che assumono un prezzo in euro. In questa situazione emerge un bisogno di felicità che non è direttamente legato a stati di ricchezza o povertà. Non si tratta di una strategia consolatoria in un momento di crisi dell'economia nazionale e mondiale, ma di un modo per ritrovare il significato della vita e delle relazioni interpersonali.
Media Voto: 3.8 / 5MAuro (04-02-2012) Argomento molto interessante, perccato che non è stato trattato nella maniera giusta. Poteva essere scritto meglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Califano g.calif@libero.it (17-06-2011) Per chi come me parla da anni di "malattia dei soldi", averlo trovato in libreria è stata una conferma non desiderata.
Un libro di chi studia la mente che sembra scritto per chi ha definito un Corpo dello Stato "mentalmente disturbato".
Un esempio di come si può affrontare un tema senza cadere nella polemica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Aurelio (23-04-2011) Un libro assolutamente straordinario. Forse non per come è scritto ma per ciò che vi è scritto. Per la prima volta uno psichiatra denuncia una classe politica, senza mai fare un solo nome, descrivendola come fortemente malata in termini psichiatrici. Una denuncia fortissima a mio avviso e decisamente coraggiosa. Uno scritto che tra decenni potremmo ricordare con coraggio dicendo "Andreoli se ne era accorto e lo aveva denuniciato".
Complimenti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Federica Macchi (17-02-2011) Una lettura sostanziosa, nutriente e trascinante.
Un saggio "umano", nonostante l'argomento, dove chi scrive si ricorda (e ricorda a chi legge) fino all'ultima parola , di essere un UOMO prima ancora che un UOMO DI SCIENZA. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M.T. (14-02-2011) Mi aspettavo dei casi clinici sul tema del denaro e sul suo uso ed invece ho letto un excursus a tratti un po' confusionario su esperienze personali dello psichiatra; un avvitarsi tra pietas, etica senza morale e buoni propositi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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