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Roversi Paolo - Milano criminale. Il romanzo | Via Osoppo, Milano, 27 febbraio 1958. Una banda di rapinatori assalta un furgone portavalori in una sequenza degna di Hollywood che resterà impressa nella memoria collettiva. Per Antonio Santi e Roberto Vandelli, due bambini del quartiere che assistono sbalorditi all'azione, è il giorno della vocazione. Il primo entrerà in polizia e darà la caccia ai più pericolosi criminali degli anni futuri, dal ladro gentiluomo Lampis (il Solista del Mitra) al folle e geniale Carminati. Il secondo diventerà il bandito più imprendibile e carismatico che l'Italia ricordi. Attraverso il loro duello e le loro storie private, Paolo Roversi ricostruisce, con un ritmo e una scrittura che non danno tregua, un'epoca indimenticabile della nostra storia recente e ci guida alla scoperta di una Milano dal fascino irresistibile.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Mauro (25-04-2011) Bello e coinvolgente. Racconta in modo brillante un pezzo controverso della storia recente della città. I personaggi sono ottimamente tratteggiati. Consigiliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (12-04-2011) Libro gradevole e ben scritto. Belle le atmosfere,le musiche e i personaggi.Forse troppo frettoloso nel raccontare alcuni eventi.Nel complesso buono! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dani (25-03-2011) Spassoso! Personaggi e scene splendidi: musica, locali, strade e colpi criminali. Gran atmosfera. Un bel romanzo non solo per chi ama il genere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
etty (22-03-2011) E sì eventi e anni complicati! Io c'ero.
Ho finito di leggere e mi è piaciuto come hai saputo tessere storie diverse e complicate, dal punto di vista dei personaggi, Lampis, Vandelli ecc.
Molto interessante l'escamotage del rapporto tra le figure di Carla e Antonio, in cui fai vivere posizioni ideologiche opposte in un confronto tra i due che si sviluppa nella loro quotidianità. Carla è la prima figura femminile che si staglia nei tuoi romanzi, c'è anche Nina, ma ha un ruolo troppo subalterno al capo!
Sei riuscito a inserire fatti gravissimi come Piazza Fontana, Parenti, il poliziotto ucciso negli scontri di cui hai dato una terribile ricostruzione, persino i concerti, una carrellata in successione di eventi, attorno ai personaggi che li interpretano dall'interno degli uffici della questura e nella strada, nei quartieri, al Due o al Becca.
Lo stile della scrittura è secco, senza letture sociologiche e psicologiche, tutto ruota nel succedersi degli eventi, troppi, non c'è il tempo della riflessione. Il linguaggio è idoneo, semplice per i poliziotti, dialettale e del milieu per i delinquenti.
Hai rappresentato dinamiche convulse che non lasciano spazi e tempi di riflessione come era in quegli anni. Questo romanzo è molto diverso da Pesce mangia cane, come in un quadro di Pollock convivono tanti colori, tante linee e punti, o gocce, tutti sulla stessa tela! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Martina (22-03-2011) Questo romanzo non parla solo di criminali come potrebbe far credere il titolo ma crea un universo. Io ci ho respirato Milano e oltre ai due eroi, il buono e il bandito, ho apprezzato anche i due personaggi femminili: Carla la moglie del poliziotto e Nina "la donna del boss". Un libro che racconta la Milano di ieri con i misteri che ancora oggi non sono stati svelati... Bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca (15-03-2011) ho amato tutti i personaggi di questo sorprendente romanzo sulla malavita milanese degli anni sessanta e settanta. ho amato la scrittura, che ha un ritmo e una facilità rari. e ho amato perfino milano, che qui ha un fascino impensabile, per chi la conosce poco come me. molto simile a romanzo criminale, ma secondo me più avvincente (sicuramente del libro) e più inaspettato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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