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Severino Emanuele - Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia | Un bambino di appena quattro anni nascosto sotto il tavolo di una grande cucina, nell'attesa degli eventi che diventeranno poi la sua vita. È questa la prima immagine che appare a Emanuele Severino quando, errando tra i ricordi, riavvolge i fili della propria esistenza. Errando, appunto, perché il ricordo è di per sé falso e distratto. Tra aneddoti e suggestioni, riaffiorano l'infanzia a Brescia e gli anni della guerra; la scomparsa prematura di suo fratello Giuseppe, arruolatosi come "volontario" sul fronte francese, e l'incontro con Esterina, "la ragazza più bella di Brescia", che sarebbe diventata sua moglie, la controversia con la Chiesa, che nel 1970 proclamò l'insanabilità delle posizioni del filosofo con quelle della dottrina cattolica, e l'evoluzione del suo pensiero. "Il mio ricordo degli eterni" è lo sguardo dell'autore che per la prima volta si posa, delicato e ironico, su frammenti della sua vita, illuminando via via luoghi, volti ed esperienze, perché "ciò che se ne va scompare per un poco. Ma poi, tutto ciò che è scomparso riappare".
alida airaghi (02-06-2011) Per il filosofo Severino ricordare è alterare, errare:" E' una parte del grande sogno in cui il mondo esiste." E questa sua biografia risulta,quindi,un errore:"Trapelano,in queste mie pagine, vanità e puerilità", qualcosa che allontana dalla verità,addirittura nella falsità dello stile:"Ho nostalgia del linguaggio pesante e duro dei miei scritti." E ancora:"Pubblicare un'autobiografia è dar confidenza al prossimo. Che a volte la merita,altre no".Ma non sempre chi legge la narrazione di una vita altrui lo fa per banale curiosità:a volte può sperare in un'illuminazione, desidera imparare qualcosa dall'esistenza di un Maestro.Ecco che allora la vita di un filosofo può risultare davvero un insegnamento,non solo nei particolari biografici (la famiglia d'origine,siculo-bresciana,con il padre ufficiale dei bersaglieri e poi bancario; un fratello maggiore morto in guerra; la moglie amatissima,conosciuta a sedici anni e sposata a ventidue; due figli, e un'intera esistenza dedicata alla ricerca,allo studio, all'insegnamento universitario. Non solo,quindi, nelle vicende della quotidianità:l'amore per la musica e per la letteratura(soprattutto Leopardi e i tragici greci),gli incontri con i grandi pensatori italiani ed europei (Gadamer,Levinas tra gli altri),le polemiche e gli scontri ideologici con altre teorie filosofiche (tra cui,fondamentale,quella con le gerarchie della Chiesa),i viaggi. Ma essenzialmente le graduali conquiste filosofiche,l'avvicinarsi al nucleo tematico del suo pensiero:l'oltrepassamento del nichilismo,inteso come "alienazione essenziale",
secondo cui le cose vengono dal nulla e vi ritornano; la critica al cristianesimo, al capitalismo,al tecnicismo; l'approfondimento di parole chiave(l'incontrovertibile,il rimedio e il riparo). E in particolare la sua tesi più originale e discussa, ma inevitabilmente più affascinante: l'eternità di tutti gli essenti, per cui "se tutto è eterno,tutto è legato a tutto,sì che,se un filo d'erba non fosse,nulla sarebbe." Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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