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Deaver Jeffery - L' addestratore | Ryan Kessler, un poliziotto frustrato con un'eccessiva propensione all'alcol e il grilletto facile. Joanna, sua moglie, una donna anonima e fin troppo riservata. Maree, la sorella di quest'ultima, affascinante e instabile, irresistibilmente attratta da uomini e situazioni a rischio. Come nel più crudele dei reality, i tre si ritrovano rinchiusi in un luogo inaccessibile e segreto, mentre un cacciatore di informazioni professionista, l'efferato e implacabile Henry Loving, tenta con ogni mezzo di rintracciarli per estorcere loro i dati riservati richiesti da una misteriosa "Fonte". Ben presto, però, nella struttura sorvegliata che dovrebbe garantire la protezione dei tre innocenti - o presunti tali - si risvegliano vecchi rancori e verità inattese cominciano ad affiorare. Chi è davvero la Fonte? Un prete sospetto che usa i risparmi dei suoi sprovveduti fedeli per finanziare il terrorismo islamico? Un senatore repubblicano in corsa per le prossime presidenziali? O un pericoloso psicopatico già amante di Maree? E ancora, che cosa sa Amanda, la figlia diciassettenne del poliziotto Ryan? È possibile che sia lei il vero obiettivo di Loving? Corte, l'agente federale incaricato di gestire il programma di protezione, che con Loving ha in sospeso una partita personale, per Incastrarlo si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un'agenzia di sicurezza governativa. E parallelamente, da appassionato di giochi di logica e di intelligenza, studia con puntiglio le mosse del suo avversario.
8 recensioni presenti. Media Voto: 2.62 / 5Robin (10-05-2012) Trama avvincente che tiene incollati al libro senza mai far calare l'attenzione. Mi è piaciuto moltissimo, anche per il fatto di essere diverso dai suoi soliti racconti.
Geniale la struttura del racconto, quella dei personaggi e i tanti colpi di scena. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Persefone78 hellraiser78@libero.it (19-12-2011) Bah, questi ultimi libri di Deaver non mi stanno piacendo per niente, ok che è lo stile dell'autore ma sembrano tutti uguali, se uno ha letto gli altri libri riesce facilmente ad indovinare cosa succede con i famosi "colpi di scena" col risultato che il libro diventa banale e scontato. Probabilmente se non avessi letto tutti gli altri libri di deaver avrei dato un voto maggiore, ma da sua fan piu di 2 non mi sono sentita di dargli...Speriamo in nuove idee per i libri futuri :( Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Claudio (13-12-2011) Bel libro, con tutti gli elementi che hanno reso famoso Deaver. Non capisco tutte le critiche rivolte agli ultimi romanzi, mi sembra anzi che riesca ancora a trovare nuove idee nonostante siano vent'anni che pubblica romanzi.
L'unico difetto di questo romanzo credo sia l'eccessiva artificiosità in qualche punto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (16-11-2011) E' da "La finestra rotta" che Deaver non scrive un thriller di livello. "La strada delle croci" era piacevole, dove il voto saliva (tanto) grazie a ottimi colpi di scena finali. Qui, assieme a "Il filo che brucia", si tocca un livello quasi imbarazzante. Una storia di "protezione testimoni" indegna persino per una puntata riempitivo di un mediocre telefilm thriller; noiosa, allungata fino all'inverosimile e priva di idee. Mi aspettavo un finale che potesse risollevare le sorti del libro, ma niente da fare. C'è voluta una vita per finirlo. La lacuna dello scrittore è sempre la solita: non è mai capace di creare personaggi "veri", killer o investigatori che siano, dei quali ci si può "attaccare" (odiare/amare). Anche qui, il killer è scialbo e anonimo. Forse sarebbe ora di provare a cambiare le carte in tavola, ogni tanto. Pessimo. Non consigliato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Claudio (27-10-2011) Non è il peggior Deaver ma quasi si avvicina. Incomincio a matutare l'idea che solamente la serie di Lincoln Rhimes non deluda, tutt'altro.
Farò il possibile per dimenticare questo prodotto letterario con due uniche note positive:a) un punto in piu' perche la scrittura di Deaver è sempre pulita e leggibile nonostante trama e soggetto. b) non aver speso nulla perchè avuto in prestito dalla Biblioteca Comunale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marcello marcello.bezzi@uniroma1.it (17-10-2011) Forse un po' dispersivo e contorto, ma per gli amanti del genere coinvolgente dall'inizio alla fine.Uno dei migliori per il Deaver degli ultimi tempi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
dario (04-10-2011) Non raggiunge i livelli eccelsi di altri suoi romanzi, migliora rispetto al pessimo James Bond. Libro "normale" e questo non è da Deaver, buon finale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
vladimir (24-09-2011) NIENTE Jeff, non ci siamo. Ormai è da "Finestra rotta" che non leggo un tuo romanzo decente.
L'addestratore è prevedibile. Noioso. E per dirla alla buona è una brutta copia di "La dodicesima carta" e "La bambola che dorme", eppure nell'intervista a Repubblica avevi detto di aver impiegato 143 pagine solo di appunti per stilare la trama con i colpi di scena: ne valeva la pena?
Si intuiscono 30 pagine prima.
Che fin ha fatto il più grande scrittore dei giorni nostri? Bella domanda.
La colpa oltre che essere la tua è del tuo editore. Non si possono far uscire ¾ romanzi l'anno.
Dovresti tornare a scriverne solo uno, ma buono.
Ormai, opere come: l'uomo scomparso, lo scheletro che balla, la luna fredda, sono solo dei bei ricordi.
Notti passate a capire. Giornate ( una al massimo 2) con il romanzo tra le mani.
Mai uno sbadiglio.
Mentre adesso guardo e mi domando: "quanto manca alla fine?" Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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