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In un panorama epico fatto di deserti, harem e labirintici agglomerati urbani traboccanti di vita e di miseria, si dipana la storia di due anime schiave, portate l'una nelle braccia dell'altra da un destino nato e cresciuto per restare eterno. Lei è Dodola: bambina, poi donna, poi madre imprigionata in un mondo di uomini. Lui è Zam, orfano che nella ragazza - e nelle storie della cultura e della mitologia islamica con cui lei lo crescerà - troverà un amore assoluto, viscerale, indispensabile. Dai miseri villaggi a sud della prosperosa Wanatolia, al deserto popolato di nomadi e criminali, all'opulenza del Palazzo del terribile Sultano, Habibi ("mio amato") traccia nelle morbide curve della calligrafia araba una parabola sul nostro rapporto col mondo naturale, sull'abissale divario tra primi e terzi mondi, sull'eredità comune di cristianesimo e islamismo e, soprattutto, sulla magica, insostituibile forza del racconto.
AG (08-11-2011) L'ho finito di leggere da poco nell'edizione originale e non ho parole. Dopo un capolavoro come Blankets era difficile superarsi. Thompson ci riesce, regalandoci una delle più straordinarie opere narrative degli ultimi venti anni. C'è tutto: la condizione umana, il peccato, la purezza, l'importanza della narrazione... con il tema preponderante della schiavitù. Una storia d'amore potente, struggnete e priva di qualsiasi sensazione di già sentito o già visto. E in più un lavoro di ricerca scrupolosissimo, con trovate grafiche geniali, un'intimità che instaura una condizione di comunione col lettore... Insomma, con tutta probabilità la più grande graphic novel di tutti i tempi (ne sono convinto). Qui 5 significa davvero 5. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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