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Ibrahimovic Zlatan; Lagercrantz David - Io, Ibra | Da bambino la madre picchiava il piccolo Zlatan con un cucchiaio di legno, rompendoglielo in testa. Lui si consolava rubando biciclette e lasciando a bocca aperta i ragazzi più grandi con il pallone tra i piedi. All'Ajax lo accusarono di aver causato di proposito l'infortunio di un compagno che gli toglieva spazio. Nell'agosto del 2006 scandalizzò l'Italia lasciando la Juventus per l'Inter in piena Calciopoli. Tre anni e altrettanti scudetti dopo volò verso la squadra dei suoi sogni, il Barcellona, ma con Guardiola il rapporto non decollò. Dietro l'angolo c'era l'ennesimo colpo di teatro e il ritorno a Milano, stavolta con la maglia rossonera... In "Solo Dio può giudicarmi" - dichiarazione tatuata sul suo fianco sinistro - Zlatan Ibrahimovic racconta per la prima volta i suoi numeri fuori e dentro il campo, gioie e follie di una vita sempre sopra le righe.
Media Voto: 4.33 / 5Fabrizio (29-01-2012) La personalità di Ibra andava raccontata: un ragazzo nato nei sobborghi multirazziali (che - dice - non potrà mai levare dalla sua vita, nel bene o nel male) e che è asceso alle realtà più alte del calcio mondiale.
Un bell'esempio di "volere-potere" condito con tanti episodi di cretinate giovanilistiche, che oggi anche lui ora riconosce...
Forse non sarà il miglior giocatore al mondo, di certo è uno dei più schietti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mattia Lietti (22-12-2011) Un grande libro! Consigliato dal mio professore di italiano che questa volta ci ha proprio azzeccato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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