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Avallone Silvia - Acciaio | Premio Campiello Opera Prima 2010. Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d'uscita. Poi un giorno arriva l'amore, però arriva male, le poche certezze vanno in frantumi e anche l'amicizia invincibile tra Anna e Francesca si incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta un'Italia in cerca d'identità e di voce, apre uno squarcio su un'inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5Lory Koine_95@yahoo.it (10-04-2012) Un libro veramente stupefacente, nell'odierno panorama italiano di nuovi autori. Originale per stile, indovinata e avvincente la trama, mai una sbavatura. Un moderno impianto neorealista che non fa sconti, non si nasconde in facili moralismi, ma riesce a esprimere con grande accuratezza un pezzo della storia del nostro paese, quella di adesso, e del nostro privato attraverso uno spaccato sociale di rara maestria. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alex (21-02-2012) Forse se l'avessi letto quando avevo 14 anni l'avrei apprezzato tantissimo. Perchè in effetti il libro è ben scritto e la storia talmente verosimile da poter essere coinvolgente.. però io i miei 14 anni forse non me li ricordo nemmeno più e il punto di visto del libro è talmente adolescenziale che alla fin fine a me ha fatto l'effetto di un libro per ragazzini. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alberto-Irene (19-01-2012) Lettura lenta, macchinosa e noiosa. Scritto come se l'autrice volesse raccontarci una realtà mai vissuta, ma senza riuscirci. Tutt'altro che avvincente. Sono d'"ACCIAIO" quelli che sono riusciti a leggerlo tutto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tiziana (03-01-2012) francamente il libro è un po' lento e noioso, a volte ha qualche guizzo di vita, ma in generale scorre monocorde Voto: 2 / 5 |  |  |  |
backstreets79 (27-12-2011) 360 pagine piatte come un'asse da stiro, con personaggi e situazioni stereotipati, zero trama, nessun senso. Scritto peraltro in modo volgare e sciatto con dialoghi da soap opera. Se questa è la nuova stella della letteratura italiana siamo davvero messi male. Evitabilissimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ELISA (28-09-2011) La lettura scorre veloce, nonostante ogni riga sia un pugno nello stomaco. Mostra una realtà che non vorremmo vedere eppure percepiamo che non è invenzione...che purtroppo esiste anche se è lontana anni luce da noi. Mi è piaciuto, un romanzo da leggere anche se molto crudo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
enza (12-09-2011) Molto ben costruito. Attraverso le voci di due ragazzine l'autore affronta i temi dell'adolescenza. Dalla difficoltà di inserimento in una società fatta solo di apparenze, la solitudine, al problema di una maturità da raggiungere forse troppo presto. La storia è avvincente.
Libro che ha meritato di essere tra i finalisti del premio Straga. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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