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Brunel Philippe - Ciao amore. Tenco e Dalida, la notte di Sanremo |
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Titolo | Ciao amore. Tenco e Dalida, la notte di Sanremo |
| Autore | Brunel Philippe | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,88
(Prezzo di copertina € 17,50 Risparmio € 2,62)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2012, 174 p., rilegato | | Traduttore | Vulpius G. |
| Editore | Rizzoli
(collana Di tutto di più) |
| | Disponibile anche in ebook a € 11,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La notte del 27 gennaio 1967, Luigi Tenco fu ritrovato senza vita nella sua camera nella dépendance dell'Hotel Savoy a Sanremo. Un suicidio, apparentemente. Solo poche ore prima aveva presentato, in coppia con la cantante francese Dalida, Ciao amore, ciao al Festival della canzone ed era stato eliminato. L'improvvisa scomparsa di Tenco sconvolse l'opinione pubblica, lasciando un segno profondo nella memoria collettiva italiana. Eppure l'inchiesta venne chiusa in tutta fretta. Nelle luci sfavillanti del Casinò di Sanremo, dove all'epoca si svolgeva il Festival, nella celebrazione festosa della musica leggera, e dell'immenso business che essa portava con sé, quella scena di sangue, infatti, proprio non ci sarebbe voluta. A quarant'anni di distanza un giornalista francese, voce narrante di questo emozionante libro d'inchiesta, viene invitato a scrivere un reportage sul caso di Tenco e Dalida, anche lei suicida nel 1987. Superando presto l'iniziale disinteresse per avvenimenti così lontani, viene catturato dagli innumerevoli aspetti misteriosi. E così che si butta a raccogliere tutti i documenti e a cercare i testimoni ancora viventi. Ma, a ogni passo della sua indagine, vengono alla luce ulteriori buchi e contraddizioni nella versione ufficiale dei fatti. In "Ciao amore" Philippe Brunel scandaglia la vicenda tragica di Tenco che, con il passare del tempo, sembrava archiviata con una soluzione affrettata e di comodo.
Romolo Ricapito (22-02-2012) Un libro che ricostruisce la storia della notte maledetta nella quale Tenco si suicidò durante il Festival di Sanremo. Ma si suicidò davvero? Il libro confuterebbe questa tesi, adombrando tre possibili colpevoli: Morisse, il marito di Dalida. La stessa Dalida. E un ipotetico ladro, che forse intendeva appropriarsi dei 6 milioni vinti da Tenco al casinò. Il giornalista incontra un cronista del Secolo XIX , cugino del cantautore, che gli affida un cd con delle foto rare della scena dell'omicidio. Da esse si vedrebbe qualcosa di vischioso che esce dal naso di Tenco. Non materiale cerebrale, ma...
Da un articolo commissionato da un altro giornalista, nasce questo reportage, poco riuscito laddove i problemi crepuscolari di colui che l'ha scritto si incastrano con quelli dei mitici cantanti di una stagione d'oro. O che pareva essere tale. La figura di Tenco viene fuori come quella di un ragazzo fortunato e colto che, fatta fortuna con il cinema (2 i film interpretati) si dedica alla musica totalmente, dopo avere regalato una villa alla madre . Villa che esiste ancora adesso e che è abitata dalla nipote di Tenco. Dalida è descritta come una donna votata all'autodistruzione .Viziata, ignorante (sono le parole di Tenco a definirla così) e bugiarda. Ella avrebbe mentito sulla notte del "delitto". Perché secondo l'autore la morte di Tenco fu un omicidio, rapidamente coperto dai media che volevano esso non inficiasse la manifestazione top degli anni Sessanta: il mitico Festival presentato quell'anno da Mike Bongiorno. Una ricostruzione parziale, o parzialmente accettabile nella quale si accenna a Valeria, la vera donna di Tenco che compare nel libro brevemente, fingendosi per telefono la sorella. In mancanza di certezze, l'autore tenta di ricostuire la verità, ma non ci riesce. Riesce di più a svelare alcuni retroscena dello show business di quegli anni e dell'industria discografica, che allora come adesso imponeva gli artisti anche attraverso le play list delle radio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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