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Falcone Maria; Barra Francesca - Giovanni Falcone un eroe solo. Il tuo lavoro, il... |
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Titolo | Giovanni Falcone un eroe solo. Il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi sogni, il nostro futuro |
| Autore | Falcone Maria; Barra Francesca | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,88
(Prezzo di copertina € 17,50 Risparmio € 2,62)
|  | | Dati | 2012, 208 p., rilegato |
| Editore | Rizzoli
(collana Di tutto di più) |
| | Disponibile anche usato a € 8,75 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 9,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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23 maggio 1992: la strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre uomini della scorta, scosse l'Italia come un terremoto immane, segnando le coscienze e dimostrando l'urgenza di una reazione intransigente e senza tentennamenti contro la mafia, da parte delle istituzioni e della società civile. Da vent'anni Maria Falcone si dedica a mantener viva la memoria di suo fratello con un'attività intensa che serva a tutti, ma specialmente ai giovani, come educazione alla legalità. È un'opera meritoria perché fu proprio grazie al lavoro di Giovanni che lo Stato trovò finalmente il modo per combattere con efficacia il fenomeno mafioso. Eppure - come traspare nelle pagine di questo libro in cui Maria, affiancata dalla giovane giornalista esperta di mafia Francesca Barra, rievoca la vita di suo fratello - Giovanni Falcone si trovò molto spesso solo nel suo cammino. Solo quando insinuarono che si prendeva troppa confidenza con Buscetta. Solo quando i diari di Chinnici furono utilizzati per gettare ombre sul suo operato. Solo quando fu costretto a "mettere i piedi sul sangue del mio amico più caro", Ninni Cassarà. E poi fu sempre solo perché rinunciò a una vita normale, tanto da doversi spesso tenere a distanza dall'adorata moglie Francesca, da cui pensò addirittura di divorziare pur di tutelarne l'incolumità. Premessa di Leonardo Guarnotta, ricordo di Loris d'Ambrosio, postfazione di Sergio Lari. Giovanni Falcone nasce il 18 maggio 1939 in una splendida casa nel quartiere di origine araba la Kalsa, prima che venisse sventrato dai bombardamenti. Una casa con affreschi e arazzi alle pareti. Dal balcone potevi ammirare la facciata della Chiesa della Santissima Trinità della Magione.
Iniziano da qui i primi ricordi di Maria Falcone, la sorella del grande magistrato assassinato dalla mafia il 23 maggio del 1992 nella Strage di Capaci. Ricordi raccolti nel libro Giovanni Falcone un eroe solo. Il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi sogni, il nostro futuro, scritto insieme alla giornalista Francesca Barra, pubblicato da Rizzoli. Maria Falcone, come lei stessa dichiara nella parte conclusiva del volume, ha voluto ripercorrere i momenti salienti della sua vita con il fratello Giovanni e della sua avventura umana per raggiungere il maggior numero di giovani in tutta Italia. Da anni è infatti impegnata con la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone (nata nel dicembre 1992) per portare nelle scuole progetti di educazione alla legalità.
Giovanni Falcone conosce Paolo Borsellino all'età di 13 anni, giocando a calcio nel campetto di cemento dell'oratorio. Si ritroveranno più tardi sui banchi dell'università. Ma Falcone da ragazzo incrocierà anche quelli che diventeranno i futuri esponenti della mafia siciliana. Dirà Falcone riferendosi agli uomini d'onore: "Sono nato nello stesso quartiere di molti di loro. Conosco a fondo l'anima siciliana. Da una inflessione di voce, da una strizzatina d'occhi capisco molto di più che da lunghi discorsi." Maria Falcone ci racconta l'adolescenza di suo fratello Giovanni che dopo il Liceo Classico frequenta per alcuni mesi l'Accademia Navale di Livorno. Tornato a casa si iscrive a Giurisprudenza. Laureatosi con il massimo dei voti, supera l'esame per entrare in Magistratura e assume il primo incarico come pretore a Lentini. Sono i primi passi professionali di Falcone che nel 1966 diventa sostituto procuratore della repubblica e giudice presso il Tribunale di Trapani. Incarico che ricopre per dodici anni, dal 1966. In questi anni abbraccia nuovi orizzonti culturali e politici, si avvicina ai principi del comunismo sociale di Berlinguer. Nel 1979 ritorna a Palermo ed entra nel gruppo di lavoro del giudice Rocco Chinnici. I primi successi, l'affermarsi del suo metodo di lavoro. Ma anche le prime delusioni, i primi veleni, le invidie del palazzo, un certo ostracismo mediatico. Nelle parole della sorella Maria appare sempre limpido il profondo amore di Giovanni Falcone per la patria e il suo senso dello stato, sentimenti imparati nel contesto familiare sin dall'infanzia, e poi coltivati negli anni con i fatti, attraverso il lavoro, il rispetto dell'autorità.
Accanto agli aneddoti del Falcone privato, che per esempio collezionava piccole papere comperate in giro per il mondo, che amava lo sport, sopratutto il nuoto, emerge potente l'eredità di una figura "alta" che, come scrive la coautrice del libro Francesca Barra nella prefazione al volume, ha aiutato le generazioni future a diventare adulte confrontandosi con un esempio positivo.
Impreziosiscono il volume una premessa di Leonardo Guarnotta, un ricordo di Loris D'Ambrosio e una postfazione di Sergio Lari.
A cura di Wuz.it
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788817056175
Giovanni Falcone un eroe solo. Il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi sogni, il nostro futuro
23 maggio 1992: la strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre uomini della scorta, scosse l'Italia come un terremoto immane, segnando le coscienze e dimostrando l'urgenza di una reazione intransigente e senza tentennamenti contro la mafia, da parte delle istituzioni e della società civile. Da vent'anni Maria Falcone si dedica a mantener viva la memoria di suo fratello con un'attività intensa che serva a tutti, ma specialmente ai giovani, come educazione alla legalità. È un'opera meritoria perché fu proprio grazie al lavoro di Giovanni che lo Stato trovò finalmente il modo per combattere con efficacia il fenomeno mafioso. Eppure - come traspare nelle pagine di questo libro in cui Maria, affiancata dalla giovane giornalista esperta di mafia Francesca Barra, rievoca la vita di suo fratello - Giovanni Falcone si trovò molto spesso solo nel suo cammino. Solo quando insinuarono che si prendeva troppa confidenza con Buscetta. Solo quando i diari di Chinnici furono utilizzati per gettare ombre sul suo operato. Solo quando fu costretto a "mettere i piedi sul sangue del mio amico più caro", Ninni Cassarà. E poi fu sempre solo perché rinunciò a una vita normale, tanto da doversi spesso tenere a distanza dall'adorata moglie Francesca, da cui pensò addirittura di divorziare pur di tutelarne l'incolumità. Premessa di Leonardo Guarnotta, ricordo di Loris d'Ambrosio, postfazione di Sergio Lari.
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