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Baricco Alessandro - Seta |
Lavilledieu, nella Francia meridionale. Anno 1861. Hervé Joncour è un allevatore di bachi da seta, ma quando l'epidemia attacca prima gli allevamenti europei, poi quelli del vicino Oriente, si spinge fino in Giappone per procurarsene di contrabbando. E in quella terra ai confini del mondo incontra una fanciulla bellissima e misteriosa che segna la sua vita. Da quel momento, lasciando a casa la moglie Helen, si sobbarcherà viaggi estenuanti e pericolosi per seguire un sogno impossibile che si concluderà tristemente sulle rive di un lago.
Recensioni 1 - 20 di 136 recensioni presenti. Media Voto: 3.68 / 5Marek (22-04-2009) Intricato ma affadinante...Ho passato due belle ore! Voto: 3 / 5 |
Eleonora... (03-02-2009) Nonostante i numerosi e sgradevoli commenti io trovo seta uno dei più emozionanti, appassionanti e travolgenti romanzi che abbia mai letto...La semplicità e la purezza con cui viene descritto questo amore impossibile mette in risalto ancora una volta la genialità di baricco, facendone risaltare il suo carattere poetico e romantico...( come si pò anche notare nel libro oceano mare ed il pianista sull'oceano).Nonostante sia un racconto abbastanza corto, tanto corto che io l'ho letto in un pomeriggio di settembre, in quei pochi minuti di lettura riesce ad arricchirti notevolmente, lasciandoti dentro un qualcosa di speciale, un sentimenti incancellabile...
A tutti quelli a cui non è piaciuto bè... io consiglio vivamente di rileggerlo... magari provando a riguardare con maggiore attenzione le pagine, come l'eccezionale lettera d'amore , potreste cambiare idea... e capire il vero significato che si racchiude in tale romanzo...poi per carità ... ognuno ha i suoi gusti e pareri....
Magari posso sembrarvi esagerata ma questo racconto per me è stato è rimarrà sempre uno dei migliori...
... ed ora prorpio come la soffice seta scivola lentamente via... io vi saluto e vi ringrazio di aver letto il mio commento... Ciao!!!!!!!!!! Voto: 5 / 5 |
luca (25-10-2008) Nel complesso non mi ha entusiasmato. Oceano mare resta l'opera meglio riuscita, a mio parere. Una storia gradevole, un amore impossibile, un amore a tutti i costi, una vita vissuta guardandola scivolare via. Ma su tutto resta il grandissimo talento di Baricco che nel raccontare è un maestro e regala ancora una volta un esempio di come sia possibile trasformare in prosa certi attimi di poesia. Voto: 3 / 5 |
:) (08-09-2008) Non lo so...mi sembra realmente "un libro fatto di niente"....quasi vuoto...sì,scenografico,d'atmosfera, le parole sono tessute con maestria a costruire l'incanto dell'oriente e il fascino che lo avvolge,ma oltre al piacere della descrizione sfugge il senso profondo..se ce ne è uno..io non l'ho colto,forse per mia mancanza o superficialità. È una storia che non si svela da sola,scivola così veloce che si fa fatica a capire se realmente ci sia un qualche significato nascosto,e chi glielo trova secondo me è perchè glielo attribuisce volontariamente,quasi forzatamente. La figura di Hèlène è quella più interessante e anche quella più incomprensibile a mio parere...non so se esistono persone capaci di amare come lei,una donna che, pur di mettere fine a quella strana infelicità che era entrata nell'animo del marito,gli scrive una lettera fingendosi la ragazzina dagli occhi non orientali di cui si era invaghito. In ogni caso due frasi hanno catturato la mia attenzione e in quelle trovo quel po' di significato che l'autore ha voluto trasmettere,o forse l'ho semplicemente voluto cogliere io...
“è uno strano dolore..morire di nostalgia per qualcosa che non avrai mai..”
"Era uno di quegli uomini che amano assistere alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla... essi osservano il proprio destino nel modo in cui i piu' sono soliti osservare una giornata di pioggia".
Voto: 2 / 5 |
Estelgard (30-08-2008) La storia è certamente molto poetica, intrisa di un amore impossibile e di altri sentimenti molto forti. La figura che mi è piaciuta di più resta sicuramente quella della moglie di Herve Joncour, tristemente attaccata al suo uomo anche nel sospetto fondato dell'infedeltà. La grande dote di Baricco sta nel tratteggiare con efficacia le personalità dei protagonisti senza eccedere in lunghe descrizioni; a volte questo stile può essere ritenuto troppo scarno ed immediato, in realtà la poesia della storia deriva dalla narrazione che si svolge per accenni e brevi ma intense raffigurazioni. Tuttavia definirlo capolavoro mi sembra un pò azzardato... Voto: 4 / 5 |
Martin! (23-02-2008) Libro fiabesco, delicato e soffice. Della seta ha la preziosa consistenza sfuggente, impalpabile e in ultima inutile. Resto abbastanza perplesso vedendo che c'è chi da 5 a questo piacevole racconto. (mi chiedo cosa darebbe ad opere di tutt'altro spessore....)
Baricco sa giocare, e giocare bene. Molto spesso è più il suono che il senso a svolgersi nella pagina. Tutto resta in una imprecisata e indefinita incorporeità. Piacevole, leggibile. Come una tazza di tè in un giorno d'inverno.
Resta comunque un racconto che non ha una profondità esagerata e questo forse è un suo freno, e questo è sicuramente un suo merito. Voto: 3 / 5 |
Floriana (23-01-2008) ...come una seta leggera che ti sfiora appena ma ti lascia un pò di brividi al suo passaggio sulla tua pelle...ecco l'effetto che mi ha fatto...la cosa che mi ha colpito è il grande amore della moglie che pur sapendo della segreta passione del marito si finge quella ragazzina per donargli almeno l'illusione ke il solo sguardo della donna con gli occhi non orientali, avrebbe voluto dirgli...non sono sicura di poter amare fino a questo punto... Voto: 5 / 5 |
Giulia Falavigna giuliabonsai@yahoo.it (18-01-2008) banalissimo... per fortuna è corto quindi non si spreca tanto tempo..... Voto: 2 / 5 |
SilviaZ (18-01-2008) Un libro che ho letto tutto di un fiato perchè la trama ti porta ad andare avanti cercando di capire chissà quale segreto sarà svelato alla fine. In realtà l'unico segreto svelato è la natura dell'uomo che spesso vive e si nutre di illusioni e della ricerca della felicità in un posto lontano..quando invece nn si rende conto di averla affianco. Ma nello stesso tempo fa capire che il bello della vita è proprio questo e che l'uomo non può fare a meno di vivere nutrendosi delle proprie emozioni. Voto: 3 / 5 |
clà (07-12-2007) Non mi è piaciuto... non dice niente... una storia senza storia... L'ho già dimenticato. Per fortuana è succinto. Può piacere solo a chi è capace di creare, con la propria fantasia, a piacimento, dei contenuti che in realtà non ci sono. un libro vuoto! Voto: 2 / 5 |
giovanna bellini mail@giovannabellini.it (30-11-2007) Non potrei aggiungere davvero nulla di più e certamente nessun commento sarebbe meglio espresso di quello di Andrea72 (30/09/06).
Lo cito : "Ecco, questa serenità, questa attesa contemplativa, uno scorrere di giorni in cui una liturgia di abitudini riesce a difendere dall'infelicità l'ho trovata un'immagine stupenda".
Caro Andrea, concordo.
Voto: 5 / 5 |
sara (15-11-2007) Un libro che ti permette di entrare nell'intimo delle cose e che sa portare l'attenzione sui dettagli di ogni suono e di ogni parola, a caratterizzare fortemente posti e personaggi; una storia d'amore che fa toccare con mano la vicenda di un uomo capace di perdersi nel suo viaggio, non senza interessanti risvolti nel finale e rimandi che fanno sorridere:
" una volta ho conosciuto uno che si era fatto costruire una ferrovia tutta per sè"... Voto: 4 / 5 |
Filippo W2M - www.w2m.it filippo@w2m.it (08-11-2007) Anno 1841. A Lavilledieu - Francia meridionale - arriva come un ciclone un tal Baldabiou, irrompe nell'ufficio del sindaco ed appoggia sulla sua scrivania un sciarpa di seta color del tramonto. "Sapete cos'è questa?" chiede. "Roba da donna" risponde il sindaco. "Sbagliato" ribatte l'uomo "Roba da uomini: denaro". Sbattuto fuori in malo dal municipio, Baldabiou acquista un terreno, apre un filanda e si dà alla produzione di seta, senza più parlare per sette mesi. Poi torna dal sindaco, appoggia ordinatamente 30.000 franchi sulla sua scrivania e chiede: "Sapete cosa sono questi?". E quello: "Soldi". "No", dice Baldabiou, "sono la prova che voi siete un coglione!". Fu così che Lavilledieu divenne il primo polo della seta europea, all'avanguardia nella coltivazione dei bachi e nella filatura del prezioso tessuto. Fu proprio Baldabiou che vent'anni più tardi - dopo le grandi epidemie che decimarono completamente i bachi - convinse il sottotenente di fanteria Hervé Joncour ad abbandonare l'esercito per andare - primo nella storia - nel lontano Giappone ad acquistare di contrabbando uova di baco da seta incontaminate. Seta (edito BUR) racconta - con la sempre sopraffina prosa di Baricco - le vicende di Herviér nel corso dei suoi quattro lunghi viaggi nella terra del Sol Levante, del suo incontro con l'affascinante e potente Hara Kei e con la fanciulla che gli ruberà il cuore. Un romanzo breve, eppure intenso, a tratti apparentemente inconsistente, come l'impalpabile tessuto che gli dà il nome, ma in realtà pesante come un macigno, soprattutto nelle sue pagine finali, nelle quali ci fa riflettere su quanto sia labile - quasi un filo di seta - il confine tra ciò che crediamo di essere ed il suo contrario, ovvero ciò che talvolta ci ritroviamo ad essere vivendo; o per dirla come Joncour: "Forse è che la vita, alle volte, ti gira in un modo che non c'è proprio più niente da dire". Sottile! Voto: 3 / 5 |
aristos aristos@virgilio.it (05-11-2007) Riletto dopo aver visto il film: si capisce perche' il film non e' riuscito. Quello che sulla pagina regge: il ripetersi delle situazioni e delle stesse frasi, l'immutabilita' del protagonista, sullo schermo si trasforma in noia e nell'assoluta inespressivita' dell'attore. Invece il senso del racconto e' proprio qui: un personaggio che attraversa la vita lasciandosi vivere, senza appropriarsi della propria esistenza; uno stile reiterato, ciclico, ripetizioni e scarti, assuefazione e sottolineature, con quel sapiente modo affabulatorio in cui Baricco e' maestro. Voto: 3 / 5 |
Elisabetta C. e_castrezzati@hotmail.it (04-11-2007) Racconto incantevole, leggero, impalpabile come la seta, ma che colpisce. Contiene un tema azzeccato per questo periodo della mia vita. Tante volte inseguiamo AMORI IMMAGINARI, ricchi di passione e sentimento, idealizzati perchè non vissuti ,se non superficialmente o nelle nostre fantasie e solitudini quotidiane, e non vediamo il VERO AMORE che ha sete di noi e rappresenta la nostra vita reale. Forse questo accade perchè è più facile vivere di sogni sospesi che impegnarsi nelle difficoltà di tutti giorni?O perchè il nostro fantasticare e immaginare una realtà, un amore alternativo ci rende meno dura la nostra esistenza? Voto: 4 / 5 |
francesca chicca72@ciaoweb.it (31-10-2007) "Gli fece male sentire, alla fine, Hervé Joncour dire piano
- Non ho mai sentito nemmeno la sua voce.
E dopo un po':
- E' uno strano dolore.
Piano.
-Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai."
L'ho letto più e più volte e lo leggerò ancora...
Voto: 5 / 5 |
Ginevrina bellefizz@virgilio.it (29-10-2007) Impalpabile, raffinato, a tratti incomprensibile; incomprensibile come un Giappone velato di sete leggere e preziose e abitato da uccelli variopinti; un Giappone molto immaginato ma poco conosciuto dove nonostante una lingua sconosciuta e impronunciabile il protagonista riesce finalmente a comunicare. E poi l'amore, totale e impalpabile, appassionato e mai consumato, perchè l'amore vero non si consuma come una candela ma continua a ardere come una fiamma perenne.
Infine il viaggio, lungo ma sempre uguale; verso l'infinito che stavolta ha un fine che stavolta ha un nome: Seta. Mi ha stupito questo racconto lungo o forse, come qualcuno ha detto, romanzo breve; mi ha sconvolto e mi ha fatto riflettere sulla bellezza e l'incomprensibilità della vita e dei suoi annessi, appesi ad un filo. Bravo Baricco Voto: 5 / 5 |
Giorgio elix76@hotmail.com (26-10-2007) Oggi, 26 ottobre 2007,nelle sale cinematografiche italiane esce il film "SETA".... oggi, tutto d'un fiato, ho letto un libro che da 3 anni restava a prendere polvere tra tanti...Racconto lungo o romanzo breve che sia, risulta impalpabile per la sua struttura fatta di tanti paragrafi corti, a volte rappresentano il nulla, altre volte un mondo nascosto, fatto di silenzi,pensieri, parole forti ed efficaci, parole dolci ed evocative... al di là di ogni parola spesa su questo libro, mi soffermo su due particolari per i quali vale la pena leggerlo: 1)descrizione di un viaggio, compiuto 4 volte, il cui percorso all'andata è descritto sempre allo stesso modo, con l'unica variante legata al lago Bajkal – “che la gente del luogo chiamava” ora “mare” (p. 22), ora “demonio” (p. 31), ancora “l’ultimo” (p. 50), infine “il santo” (p. 67);2)una frase che, a mio avviso, sintetizza l'essenza del libro "Forse è che la vita,alle volte, ti gira in un modo che non c'è proprio più niente da dire" Voto: 3 / 5 |
Federica (12-10-2007) Io Sono in grado di amare così..e l'amore così ti distrugge.. Voto: 4 / 5 |
Francesco mareprofondoeblu@hotmail.it (04-10-2007) un delicato viaggio tra l'anima di un uomo e la scontata descrizione che darebbe qualcuno all'equilibrio tra l'amore e l'adulterio...per restare eternamente svuotato di entrambi per il resto dei propri giorni...kissà se c'è qualcuna capace di amare così? Voto: 5 / 5 |
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