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Prezzolini Giuseppe - L' Italia finisce. Ecco quel che resta | Questo libro fu pubblicato per la prima volta a New York nel 1948; era scritto in inglese perché Prezzolini voleva spiegare agli americani, dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, come e perché l'Italia era quello che era. Mussolini per un ventennio aveva costruito il mito di una discendenza diretta del popolo italiano ("santi, poeti, navigatori") dagli antichi romani; la prima guerra mondiale, secondo la vulgata, era stata vinta dall'Italia per tutti gli Alleati; il nostro primato "morale e civile" non veniva posto in discussione; il Risorgimento era stato attuato da tutto un popolo desideroso di riscatto. Puntualmente e ironicamente, col suo spirito icastico, Prezzolini smonta questi luoghi comuni.
Media Voto: 5 / 5Giuseppe Roberto Mignosi (12-03-2005) La tradizione storiografica tesa a scoprire "come siano gli italiani" e sopratutto perchè essi siano come sono, ha molti ed illustri esponenti. Il più noto è probabilmente Luigi Barzini col suo famoso "Gli Italiani", che tanta fortuna ebbe sopratutto negli Stati Uniti; meno famosa ma non meno valida è questa bella raccolta di saggi di Giuseppe Prezzolini, uno degli intellettuali più interessanti ed arguti del novecento, penalizzato probabilmente dall'essersi anticonformisticamente definito conservatore. (A proposito, perchè nessuna casa editrice pubblica più il suo "Manifesto dei Conservatori"?).
Gli articoli (scritti in inglese ma, e non è un dettaglio da trascurare, tradotti in un italiano esemplare) affrontano numerose ed interessanti problematiche e troncano alla radice alcuni luoghi comuni ancora frequentemente insegnati nelle scuole nazionali. Mi permetto, tra i tanti, di segnalare il capitolo dedicato al Machiavelli, che fu un motivo dominante della ricerca di Prezzolini. La sua lettura sarà stimolo a proseguire con la "Vita di Nicolò Macchiavelli, Fiorentino" Edizioni Longanesi (quasi introvabile in libreria) e con l'agile ma profondo "Cristo e/o Machiavelli" Edizioni Sellerio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pasquale rubano (19-09-2003) Finalmente da qualche tempo si ricominciano a stampare i libri di questo autore che ha subito
durante il trascorso cinquantennio repubblicano un vigliacco ostracismo culturale da parte della cosiddetta "intellighenzia" che ha impedito a tanti italiani di avvicinarsi alla scoperta di Prezzolini.Il libro può essere letto seguendo l'ordine e i capitoli che più vi interessano.Ogni
capitolo è come un libro in nuce e contiene spunti molto interessanti sui punti salienti della storia italiana che viene raccontata con perizia ed arguzia. L’autore spiega perché l’ Italia non è mai riuscita a diventare una nazione unita , perché da noi la retorica è l’elemento corrosivo delle classi dirigenti , perché i nostri briganti sono famosi nella storia e perché il soldato italiano è “come una nave senza nocchiero” .Inoltre P. parla della nostra civiltà essenzialmente universale grazie al retaggio della storia di Roma e della chiesa cattolica, del regionalismo nella storia italiana, dei filosofi, dell’ umanesimo, del rinascimento,della scoperta della scienza e di quella politica, dell’unità d’Italia quando il popolo non ha partecipato alla sua nascita e molto altro ancora...
In poche parole questo libro potrebbe essere adottato con profitto nelle scuole.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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