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Villaggio Paolo - Fantozzi | "In fondo, a Fantozzi, la signorina Silvani, che lavorava su in contabilità, piaceva abbastanza. Non era certo una bellezza, anzi a voler essere un po' severi era un 'mostrino' di gamba corta all'italiana, denti da coniglietto e capelli tinti, ma certo più viva di sua moglie signora Pina, della quale lui odiava la rassegnazione nel subire il loro tragico ménage matrimoniale senza speranze, ma soprattutto più giovane." Inizia così il racconto crudele delle vicende del ragionier Fantozzi, il personaggio creato da Paolo Villaggio nel 1968 durante la trasmissione televisiva "Quelli della domenica", diventato protagonista di vari libri e, grazie alla trasposizione cinematografica, uno dei personaggi più amati dagli italiani.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.71 / 5sivieri valeria (03-06-2009) fantastico, semplicemente suberbo .. chiunque si reputi una persona abbastanza intelligente non puo' non capire fantozzi e trovarlo un personaggio esclusivamente redicolo . un mix perfetto tra commedia e tragedia dal sapore amaro a volte commovente (qualche lacrima mi è scappata) resta e sara' sempre un esempio unico di allegoria della vita contemporanea.. purtroppo sempre piu' somigliante. Villaggio fu un pioniere nel comprenderlo.. LEGGETELO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marcelloT (03-03-2009) Esclusivamente per gli amanti del genere Fantozzi: mi ha incuriosito il fatto che sia Fracchia e non Filini colui che organizza sempre tutte le dis-avventure. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Davide (05-02-2007) Un libro dalle mille sfacettature. Da una parte è comico, ed è quello che ci vuole per farsi due risate con una lettura rilassante, dall' altra è tragico e denso di significato, e inoltre fa un po' da specchio ad alcune realtà di oggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
renso renso1977@yahoo.it (11-02-2006) Tutte le manie, le povere gioie, le disillusioni dell'italiano medio anni 70, concentrate in un solo uomo sotto forma di caricatura. Questo libro fa ridere e piangere insieme, perchè il suo contenuto è radicato nel passato di tutti noi. Chi vede nel ragioniere Ugo Fantozzi, solo una macchietta comica nazionalpopolare, pecca di superficialità; per me è l'espressione perdente dell'eroe che vive in ogni uno di noi, sopportatori delle quotidiane schiavitù.
Chi timbra il cartellino ogni mattina, è infelicemente sposato, sta comprando la macchina a rate, vorrebbe fare un lungo viaggio ma non può perchè ha solo due settimane di ferie, e non riconosce un po' di se stesso nel personaggio, merita ogni sciagura sopra elencata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dottor D. dottordeledonne@hotmail.com (24-12-2005) La prosa di Villaggio è grezza, ripetitiva, infantile, tutto quello che volete; ma qui si ride come in poche altre occasioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
march. D.A.F. DE SADE (18-01-2005) Quale ottima allegoria all' umano indotto alla degenerazione degli anni 60 70 80 90 giorni nostri, sarà sempre peggio
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro Rodighiero (29-05-2004) Splendido. Un libro comico di classe. Fantozzi è un assoluto perdente (i film lo dimostrano ulteriormente), è però anche vero che dalle situazioni più tragiche ne esce distrutto, ma a testa alta, con dignità; allora, dico io, noi ridiamo davanti a questa macchietta quando la vediamo nei film, ma guardiamoci un pò: non siamo pure noi un pò Fantozzi? In qualche aspetto non assomigliamo a quel simpatico perdente?
Se ci guardiamo bene scopriamo che siamo anche noi un pò Fantozzi: è facile combinare guai come lui... ma di uscirne a testa alta no, vero?
Fantozzi rispecchia quindi il perfetto esempio dell' eterno rifiuto, costretto ad umiliazioni pazzesche, ma Fantozzi non è solo lui... lo siamo tutti noi! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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