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Guareschi Giovanni - Don Camillo e il suo gregge | Nel vecchio paese della Bassa, Peppone e don Camillo continuano, negli anni dell'immediato dopoguerra, la loro guerra privata conducendo una strategia di opposti estremismi, in un susseguirsi di avventure, vendette, scherzi.Ma, come si sa, a volte gli estremi si toccano: può così capitare che i due uomini escano dalle cabine elettorali e non si sappia chi ha fatto la croce sul Pci e chi ha consegnato la scheda bianca, oppure addirittura che nascondano insieme un carro armato, ingombrante ricordo della guerra da poco finita. Don Camillo e Peppone, al di là di ogni divergenza politica, sono fatti della stessa pasta: si capiscono senza parlare, sono intrisi della stessa umanità.
Media Voto: 5 / 5Salvatore Palma (19-10-2011) Don Camillo e Peppone, i due inimitabili protagonisti di questo libro resi celebri da alcuni classici della cinematografia italiana, sono degli inguaribili rivali-amici, sia nella vita privata che in quella politica, in un immaginario paesino della bassa padana. I quarantanove episodi in esso contenuti narrano le avventure umoristiche, e un po' grottesche, delle "simpatiche" tensioni tra comunisti e cattolici nel dopoguerra e sono lo specchio, in chiave farsesca, di un'epoca nella quale lo scontro ideologico appariva fortemente radicalizzato. Brillante, divertentissimo, a volte esilarante, lascia sempre il sorriso sulle labbra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Froldi edda.brena@tin.it (02-12-2001) Guareschi al suo meglio. Qualche pagina si legge, si rilegge, si rilegge ancora, si rilegge per tutta la vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Diego diego@shineline.it (21-10-2000) Guareschi è un grande maestro della narrativa e soprattutto della novellistica. È stato il primo libro che ho letto di questo autore. Ci sono dei passi che mi hanno fatto ridere fino alle lacrime, questi due personaggi che sono in contrasto per formazione ma nello stesso tempo sono fratelli perché cresciuti insieme e la guerra per loro è stata un momento difficile che hanno vissuto con le stesse emozioni anche se compiti diversi. Oggi quello che a noi descrive Guareschi ambientato 50 anni fa pare un po' lontano ma in realtà sono le storie dei nostri padri e dei nostri nonni e da uno spaccato fedele dell'Italia piccolo borghese in bilico tra l'agricoltura tradizionale e il nuovo mondo che arriva dall'America con le sue fabbriche e le sue professioni. È un libro che va letto non solo per i spassosi quadretti ma anche per avere memoria di chi erano gli italiani del '50. L'unica cosa che comunque attraversa il tempo sono i messaggi del Cristo di Don Camillo ma si sa Gesù è eterno e ancor'oggi il suo Vangelo è attualissimo nonostante i duemila anni, questo proprio perché l'animo umano è sempre uguale, obbedisce al principio creatore di Dio e anche i sentimenti che animano i personaggi della Bassa parmense narrati da Guareschi sono gli stessi oggi come ieri come duemila anni fa.
È un libro da leggere e avere nella propria biblioteca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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