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Montanelli Indro - Storia di Roma |
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.8 / 5ric richimcmurphy@libero.it (28-07-2010) 17.mo montanelli che leggo.....impareggiabile; difficile trovare una delle sue storie scritte male, non ce n'è. Anche qui la sintassi è di livello. Ricostruzione con stile giornalistico più che dossier storico, nonostante ciò è da non perdere. L'onestà intellettuale con cui illustra la Roma antica, non è stata più raggiunta. Allora? Un classico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano G (20-02-2010) Appassionanate! La scrittura è vivace, polemica, sarcastica, e a suo modo assolutamente moderna.
Unisce la narrazione di fatti storici con bellissimi intermezzi sul carattere, sui vizi, sull'umanità dei protagonisti dell'antica Roma.
I capitoli su Cesare e Cicerone si leggono e rileggono che è un piacere.
Certo, sull'attendibilità di questi intermezzi si potrebbero aprire infiniti dibattiti, ma è a mio avviso innegabile che coinvolgano il lettore, stimolino la sua curiosità e la volontà di approfondire con testi più accademici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
feanor (10-01-2009) Libro veramente ben scritto, che costituisce un ottimo punto di partenza per approfondire alcuni aspetti della civiltà romana. Il suo pregio è quello di saper rendere con concetti moderni avvenimenti dell'antichità, come l'esempio dei re etruschi che erano rappresentanti del ceto mercantile, o Diocleziano e il suo esperimento "socialista" di pianifazione dell'economia. Il lbro all'epoca fu una vera e proprio rottura con quanti volevano soltanto una storia di Roma lunga, prolissa e infine noiosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni (25-03-2008) Libro assolutamente meraviglioso, il cui principale pregio è quello di far avvicinare il lettore alla storia di Roma senza pesantezze. Scritto benissimo, di facile lettura, divertente, frizzante e rilassante. Ha la qualità di rimanere impresso nella mente, quindi è un ottimo punto di partenza per lo studio della storia di Roma antica. Consigliatissimo a tutti, soprattutto ai ragazzi. E' chiaro che non sarà la bibbia dei libri di storia, ma trovate un altro libro che si fa leggere così bene... Mi ha fatto riavvicinare e riappassionare alla storia antica più di ogni altra cosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca luca.beccaria@libero.it (10-06-2007) Bellissimo. La storia viene liberata dall'assurda ghettizzazione in un argomento per "pochi ed esperti". La meravigliosità con cui denuncia il crollo di Roma. Le difficoltà che incontrarono prima la Repubblica e poi l'Impero, l'anarchia imperiale del 3° secolo. tutte cose che vengono spiegate e liberate dalla polvere dei secoli da Montanelli con un opera che meriterebbe di essere usata al posto di tanti testi pedanti che trattano in modo lì davvero superficiale, la storia di Roma.
Grazie Indro per quest'opera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@caltanet.it (04-12-2004) Scrivere libri di storia è, in genere, un mestiere per professori attempati dallo stile rigorosamente accademico; dietro un articolo di giornale ci si immagina invece un giovane rampante, alquanto rompiscatole, la cui curiosità è pari alla sfrontatezza nel pretendere di essere la naturale interfaccia tra l’evento che accade e i lettori da informare. Nel libro il mix tra le due professioni, l’una orientata a capire le dinamiche soggiacenti agli eventi del passato e l’altra tesa a comprendere e raccontare la contemporaneità, si realizza solo a metà, perché il giornalista prevale quasi sempre sullo storico. E non è detto che ciò sia sempre un male. Anzi. Se è abbastanza semplicistico definire, forse ironicamente, l’editto di Diocleziano del 301 “uno dei capolavori della economia controllata” (p. 500) quasi a fare dell’imperatore romano un precursore dei Kolchoz russi; se è quanto meno paradossale fare di “Esopo e Roscio” i “Totò e Macario” dell’epoca trasformandoli nei “cocchi nostri dei salotti aristocratici” (p. 444), dimenticando che Esopo, come favolista era se mai il Forattini dell’epoca e che Roscio era un attore che pur privilegiando i ruoli comici non disdegnava quelli drammatici. Quanto più lontano dai gigolò modello Richard Gere. Talvolta però la preponderanza del giornalista sullo storico gioca a vantaggio della chiarezza espositiva come quando si descrive la situazione della Gallia prima della conquista romana, immedesimandosi con convinzione ed entusiasmo nel “gran giornalista” Cesare (p. 296) o come quando si racconta la morte della Grecia come stato indipendente, soccombente all’espansionismo romano e il raggiungimento della sospirata pace, quella “del cimitero” (p. 200). La lezione del libro è duplice. Per gli storici: non sempre la scorrevolezza del testo si ottiene con l’approssimazione e la faciloneria. Per i giornalisti: il mestiere di storico non è un vuoto e fine a se stesso esercizio accademico, ma ricerca costante della verità, senza preclusioni ideologiche.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giuseppe (16-03-2004) Che delusione!!! la roma imperiale, con i suoi pregi e difetti viene raccontata davvero superficialmente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Indizio gindizio@yahoo.com (27-09-2003) Concordo col giudizio di Francesco: i bambini (se capissero qualcosa dai loro libri di testo) ne saprebbero di più; e anche gli adulti (se leggessero qualcosa) potrebbero trovare di meglio. Purtroppo, i bambini non capiscono nulla dei loro incomprensibili libri di testo e, diventati adulti, si guardano bene da quei libri. Ecco perché temo proprio che la Storia d'Italia di Montanelli resterà a lungo quella più letta. Saluti Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca (16-01-2002) Che tu sappia scrivere lo abbiamo visto,ma leggere non ne siamo tanto sicuri.
Questo libro non ha pretese storiche,si legge molto bene,e contiene ottimi spunti riflessivi.Permette inoltre di vedere la storia sotto diversi punti di vista Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco (16-08-2001) Superficialita' assoluta, difficile capire a chi si rivolga questo libro: i bambini hanno di meglio in
qualunque testo scolastico, gli adulti non analfaberi dovrebbero aspirare
a qualcosa di piu'. Lo stesso dicasi per la Storia dei Greci. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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