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Galbraith John K. - Storia dell'economia | Tutte espressioni e termini dal suono inquietante e molto spesso minaccioso entrati prepotentemente nel linguaggio quotidiano e che hanno il potere di determinare, nel bene e nel male, con il peso della loro concretezza, la qualità della vita di una nazione e dei suoi cittadini. Mai come oggi infatti, l'economia è stata così "popolare" presso il grande pubblico dei non addetti ai lavori, che avverte istintivamente l'impellente necessità di saperne qualcosa di più, di conoscere il funzionamento dei suoi meccanismi, di prevederne la possibile evoluzione. Un itinerario affascinante (e molto spesso sorprendente) che in questo libro possiamo ripercorrere accompagnati da una guida d'eccezione: John Kenneth Galbraith.
| La recensione de L'Indice |
 GALBRAITH, JOHN KENNETH, Storia dell'economia. il passato come presente, Rizzoli, 1988
(recensione pubblicata per l'edizione del 1988)
ANTINOLFI, RICCIOTTI, La teoria economica di J.K. Galbraith, La Nuova Italia Scientifica, 1988
scheda di Piatti, L., L'Indice 1988, n.10
Il percorso intellettuale di Galbraith, economista di impronta neo-keynesiana e opinion leader di fama internazionale, viene presentato da Ricciotti Antinolfi con un taglio che rispetta i crismi della letteratura biografica, ma al tempo stesso fornisce un profilo storico-politico che va al di là del personaggio e coinvolge un'epoca di mutamenti sociali e di pensiero, attraverso la descrizione della formazione culturale, delle esperienze politiche, della carriera universitaria e della professione giornalistica di uno studioso che si è rivelato acuto e spesso profetico osservatore del sistema capitalistico moderno. Nel presentare il Galbraith descrittivo accanto a quello più normativo e propositivo non manca una rilettura critica delle sue opere, delle possibili inefficienze del riformismo keynesiano rispetto alla realtà del presente e delle formule con cui Galbraith stesso si è adoperato per superarle.
L'ultima opera di Galbraith tradotta in italiano si rivolge ad un pubblico non necessariamente specialistico. In un'epoca in cui l'economia sembra occuparsi sempre più del futuro dimenticando spesso il presente sociale, politico e culturale in cui gli eventi economici vengono a collocarsi, questo libro prende invece le mosse dall'idea secondo cui non si può comprendere l'economia senza conoscere la sua storia e, di più, senza considerare i tempi e i luoghi in cui ha prodotto i suoi principi e le sue teorie. Con un solido impianto narrativo, alleggerito da note a tratti facete, a tratti polemiche, Galbraith propone l'economia come riflesso del mondo in cui si sono sviluppate particolari teorizzazioni: ad esempio, quelle di Smith nel contesto degli sconvolgimenti della prima rivoluzione industriale, quelle di Ricardo nelle sue fasi più mature, quelle di Keynes come risposta ai drammi della Grande Depressione.
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Silvio silvioclementelli@yahoo.it (10-09-2011) L'analisi dei diversi momenti storici è molto dettagliata nei particolari (come del resto ci si poteva aspettare); una carrellata che parte dall'antica Grecia a metà degli anni '80.
Nella prima parte sono da evidenziare le considerazioni sull'istituto della proprietà privata introdotto in epoca romana.
L'esposizione rende i concetti accessibili a tutti, ma è comunque richiesta molta attenzione durante la lettura; su alcuni punti è necessario soffermarsi...
Il taglio è unicamente storico/economico e quindi sono rare valutazioni di carattere strettamente politico (presenti sono nel finale)
L'autore cerca di essere il più possibile super-partes evidenziando pregi e difetti dei modelli economici esposti.
Favolosi sono i capitoli sulla grande depressione e i 2 capitoli finali (tra l'altro attualissimi)
Unico grande assente il trattato di Roma e la nascita della CEE
Il libro in molti punti mi ha sorpreso, consigliatissimo per gli appassionati.
Silvio Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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