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Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino |
Recensioni 1 - 20 di 260 recensioni presenti. Media Voto: 4.67 / 5Paola (25-02-2010) Un libro molto forte, a tratti decisamente crudo, ma che apre gli occhi sul mondo della droga e su quanto possa essere difficile la vita di un adolescente che viene lasciato solo dalla famiglia, o per lo meno non viene seguito nel modo corretto. Lascia senza fiato la mancanza assoluta di stimoli in ragazzi così giovani e lascia un'amarezza incredibile la forza che una ragazzina di soli 14 anni ha nell'autodistruggersi.
Da leggere. Voto: 4 / 5 |
Smile. (24-01-2010) E' molto semplice il commento: QUESTO LiBRO è STUPENDO..
Peccato che il massimo dei voti è 5.. questo libro è da 10 !! Voto: 5 / 5 |
themainevent (16-12-2009) Non male: un buon libro per rendersi conto del mondo della droga, e più in generale della Berlino degli anni '70. Dà poi molti spunti di riflessione. Peccato che nella edizione in cui l'ho letto la traduzione lasciasse molto a desiderare (sarebbe da chiedersi perchè pubblicano certe traduzioni con palesi errori grammaticali). Voto: 4 / 5 |
Nicola gheorghim@hotmail.it (02-12-2009) Il libro porta alla conoscenza di tutto ciò che riguarda la droga. Il perchè la si prende, come mai si passa a droghe sempre più forti (l'effetto iniziale diventa minore ogni volta che si assume un certo tipo di droga), quali danni fisici e psichici comporta, cosa costringe a fare (rubare, prostituirsi, ma in seguito anche ad uccidere per una schifosa dose), ma soprattutto, particolare che personalmente mi ha colpito di più, perchè è molto difficile smettere. OLtre alla dipendenza, se un drogato riesce a smettere, il bisogno psicologico gli resta perchè realizza che non ha amici, non ha lavoro, spesso non ha famiglia; capisce che la sua vita è solo la droga. A quel punto si droga fino a morire. La forza necessaria a smettere è enorme, da soli è praticamente impossibile uscirne, e se si ha il partner drogato (come il caso di Christiane) è ancora peggio. Questo è in sostanza ciò che mi ha lasciato il libro al di la dei fatti (il caso di Christiane è uno come moltissimi). Ciò che mi lascia perplesso è il fatto di aver letto che alcuni fatti del libro non corrispondono a verità, ma questo conta poco perchè se qualcosa non è vero, rimane pur sempre verosimile. Un libro che è una bibbia! ciao a tutti voi lettori Voto: 5 / 5 |
Sofia (23-11-2009) E' un libro che purtroppo si rivela sempre attuale, i ragazzi lo devono leggere per comprendere l'orrore del mondo della droga e come è facile passare dalle cosidette droghe leggere a quelle pesanti. Voto: 4 / 5 |
Ilenia (14-06-2009) sikuramente il + bel libro ke abbia mai letto...grz alla mia best friend ke me l'ha consigliato...la lettura di questo orrore mi ha portato la conclusione ke l'eroina è la morte...x sballarsi c'è ben altro...la vita è sacra e va protetta...e se prima avevo una minima possibilità di dire: ok, ora provo, tnt nn mi costa nulla...ora ho abolito anke qll minima percentuale...grz christiane!!!! Voto: 5 / 5 |
Simone (12-06-2009) Dopo aver letto questo libro, mi sono convinto che sia assolutamente uno di quelli che valga la pena leggere: non tanto per la forma, che in questo caso, asciutta e cruda com'è, è praticamente superflua, quanto invece per lo stimolo alla riflessione che questa testimonianza produce. E' triste constatare come questi ragazzi fossero praticamente spinti nel mondo dell'eroina da una situazione sociale molto particolare: divieti, restrizioni, mancanza di prospettive, situazioni familiari difficili confluivano nel desiderio di questi ragazzi di costituire un gruppo dal quale essere accettati e nel quale affermarsi. Non è un caso che l'eroina dilagava soprattutto fra quei ragazzi, come Christiane, che vivevano l'età più complicata.
Voto: 4 / 5 |
Eleonora (17-04-2009) é triste e sconvolgente rendersi conto che questo non è solo un racconto dell' orrore ma bensì una verità assoluta che da decenni sconvolge e uccide tanti giovani proprio come me. Io, che quando ho letto per la prima volta il libro avevo 12 anni, mi sono sentita coinvolta in prima persona e non ho potuto che piangere per la tenera e inquieta Christiane, per il suo amore così grande e così maledetto per Detlef e per la vita a cui è rimasta attaccata fino all' ultimo. Voto: 5 / 5 |
tapparella 71 (27-03-2009) viaggio al centro dell'inferno...così definirei io questo bellissimo racconto,è un libro che si legge da solo,mi ha rapito sin dalla prima pagina,sconvolgente spaccato di vita a volte veramente agghiacciante,soprattutto se si pensa che chi ha vissuto queste esperienze è stata una ragazzina adolescente.Ho trovato che sia anche poetico nella sua drammaticità,un testo che secondo me dovrebbe essere letto nelle scuole,per far capire quanto puo' essere sottile ancora oggi il confine che divide la vita normale dal baratro più profondo;Veramente un bel libro lo consiglio vivamente. Voto: 5 / 5 |
agnese94 (23-02-2009) io trovo che questo libro sia veramente toccante e nonostante sia ambientato in un periodo forse un pò lontano dal nostro, esprime chiaramente la lenta discesa nel mondo della droga e il giro di denaro che c'è dietro. dovrebbe essere inserito nelle antologie delle medie perchè dopo averlo letto magari i ragazzi rifletterebbero sulla pericolosità della droga e magari si spaventerebbero un pò[come è successo a me!!!]COMUNQUE CONSIGLIO A TUTTI DI LEGGERLO!!!! Voto: 5 / 5 |
Fede94 (13-02-2009) Questo libro è la testimonianza che la droga non è una cosa da prendere alla leggera e che anche uno spinello ti uccide perchè ti porta a droghe più pesanti. Io personalmente, dopo che ho letto questo libro, ho una paura immensa di tutte le droghe e penso che tutti debbano leggerlo perchè è fantastico e ci fa riflettere su un argomento troppo preso alla leggera. Voto: 5 / 5 |
eeyore90 (21-10-2008) Questo è stato il primo libro che ho letto e l'ho trovato meraviglioso, tantè che l'ho letto più di una volta nel corso degli anni e ogni volta che lo leggo lo trovo sempre straordinario grazie al fatto che è un libro verità e racconta vere vicende su dei ragazzi berlinesi durante i disastrosi anni 70,da questo libro è stato tratto anche un film che non gli rende giustizzia,dovuto al fatto che molti capitoli non sono stati ne anche accennati,nonostante ciò rimane comunque uno dei libri più belli pubblicati.Lettura consigliata?Decisamente si! Voto: 5 / 5 |
ANNAMARIA annyna93@hotmail.it (15-10-2008) senza parole....solo questo.Dopo aver letto il libro "noi, i ragazzi dello zoo di berlino" la mia vita, il mio modo di pensare è totalmente cambiato ora sorrido alla vita, capisco k valore ha qst piccola parola...un libro crudo ma molto molto significate pensare k un bimba di 12 anni era in una vita k nn gli apparteneva ssolutamente...ma soprattutto la cosa k mi ha colpito la sua grande voglia di uscire da qst giro e cominciare a vivere sena xo riuscirci forse xk abbandonata a se stessa???? rifiutata da quei pochi centri di recupero k allora esistevano??? be allora apriamo gli occhi e sorridiamo a quello k ci succede risolviamo i nostri problemi senza cadere in giri k nn ci aiutano affatto anzi ci aggravano....
CONSIGLIO A TUTTI DI LEGGERE IL LIBRO COSI POTRETE DARE UN GRANDE SENZO ALLA VITA...MA SOPRATTUTTO LA GUARDARLA SOTTO UN ALTRO PUNTO DI VISTA.... Voto: 5 / 5 |
juki (29-08-2008) uno dei pochi libri che fa capire che cos'è la dipendenza e cosa può portare a fare,ti apre gli occhi. Voto: 5 / 5 |
Ash* alexisshaffer@libero.it (07-07-2008) La cosa più sconvolgente di tutto il romanzo è che si tratta di una storia vera. Di una ragazza che si è distrutta completamente, moralmente e fisicamente, annientata sin dall'infanzia dalla sua società, dall'amore per il suo ragazzo che imita ad ogni costo e dalla sua ricerca di appartenere al gruppo di amici ai quali si sente più legata che alla propria famiglia. Un libro che fa riflettere a lungo su come la droga può renderti schiavo fino a portarti ad annientarti mente e corpo. Nonostante i contenuti forti, un testo che tutti dovrebbero leggere. Sia i genitori che i ragazzi. Voto: 5 / 5 |
Sybelle94 snow94@hotmail.it (30-04-2008) Che dire?? Sono rimasta davvero molto colpita. Non mi aspettavo una lettura così emozionante. Ho letto un sacco di libri, ma mai nessuno mi ha coinvolta come questo... E' il massimo, secondo me. Ed è un ottimo aiuto per persone che sono al punto che dicono: "Lo faccio o non lo faccio?"... leggendo questo libro si trova la risposta... Spiega che, per quanto uno crede di non essere ancora dipendente da certe sostanze, alla fine lo è... lo divente in fretta, senza avere neppure il tempo di accorgersene. E così, si rovina per sempre... ( contando che in una intervista recente Christiane dice di assumere tutt' ora metadone regolarmente) Consigliato anche ai genitori!! Voto: 5 / 5 |
Stefi (23-04-2008) Sullo sfondo di una Berlino squallida e dai contorni poco definiti si staglia il disagio di una ragazza che, a quattordici anni, è un’eroinomane. Inizia con una canna, uno sballo… e finisce nell’ero. E il lettore è spinto a chiedersi 'Perchè'? Perchè si sente sola, abbandonata. Christiane narra, senza peli sulla lingua, la vita di un bucomane che non pensa ad altro che a procurarsi soldi, che arriva a battere per un buco, che vive tra i bagni puzzolenti di una stazione e la casa squallida di un amico. A poco a poco tanti tra gli amici di Christiane muoiono, ma nemmeno questo le dà la forza di prendere in mano la sua vita… finché non lo fa sua madre, disperata.
È un libro del 1980, ma la storia è attuale come non mai. Come tutte le storie che narrano di situazioni scomode, di disagio, della società, dei ragazzi. Il tema affrontato da questo che ormai è diventato un classico, non è solo quello della droga, ma anche quello della solitudine, della famiglia che non c’è e di una società che urla “al colpevole” ma non fa nulla per cambiare la situazione.
È una testimonianza stupenda che ogni persona dovrebbe leggere.
Voto: 5 / 5 |
elisa (18-04-2008) Mi sono assolutamente immedesimata in questo libro, mentre leggevo era come se fossi la protagonista, vivevo il libro senza giudicare e più volte ho provato come lei rabbia, frustrazione, felicità, paura, angoscia... il libro di sicuro lascia un segno profondo ed è un importante momento di crescita culturale e psicologica.
Il finale è aperto verso la nuova vita di Christiane che non è ancora del tutto iniziata... devo confessare che alla fine ero curiosa di sapere come ha vissuto il resto della vita e ho cercato una breve biografia su internet... sono rimasta perplessa nel sapere che forse la fama portatagli da questo libro non l'ha aiutata ad allontanarsi dalla droga, ma ha ulteriormente complicato la sua difficile vita... l'unico vero rimpianto del libro è quello per Detlef, ma forse era proprio così che doveva andare tra loro due... Voto: 5 / 5 |
VERUSKA (31-03-2008) BEH...NON CREDEVO DI POTER RITROVARMI A PESARE A QUEL CHE AVEVO LETTO IN QUESTO LIBRO, MENTRE MI TROVAVO IN UFFICIO OPPURE MENTRE GUIDAVO. "NOI I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO" MI HA COME LASCIATO L'AMARO IN BOCCA, PERCHE', DAL MIO PUNTO DI VISTA, LA FINE DEL ROMANZO COINCIDE CON L'INIZIO VERO E PROPRIO DELLA RICERCA DI CHRISTIANE VERSO LA CONSAPEVOLEZZA DI SE STESSA, VERSO UN MONDO DOVE SI CERCA DI RAGGIUNGERE UN QUALCOSA LOTTANDO ANCHE CONTRO SE STESSI.UNA DOMANDA... VI SIETE MAI CHIESTI SE CHRISTIANE E DETLEF SI SONO MAI PIU' RIVISTI? Voto: 5 / 5 |
Francesco84 (20-03-2008) Bellissimo libro, ovviamente parla di quasi 40 anni fa e si sente, a tratti è un po' lento. Ad ogni modo mi viene da pensare che in altre epoche deve essere stato davvero facile finire in situazione del genere. Sì, è vero, la droga c'è anche adesso e dilaga, è letteralmente ovunque, ma non genera lo stesso tipo situazioni. E' anche netta la differenza tra quel periodo e il periodo hippy. C'è una frase nella postfazione che dice che "gli hippies si drogavano per amplificare la percezione, Christiane & Co. invece per annullarla". Ma adesso nel 2008, tutti i ragazzi che si fanno di coca non lo fanno nè per uno scopo nè per l'altro, forse solo per noia e a mio parere è molto peggio. Libro consigliato!! Voto: 4 / 5 |
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