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Dickinson Emily - Poesie. Edizione bilingue |
francesca santucci xlisabeth@tin.it (13-08-2000) “Sarei più sola senza la mia solitudine”.Emily, soavemente vestita di bianco, trascorre lunghe ore a comporre poesie dietro al suo scrittoio oppure distesa sul letto in riflessione,descrive fiori ,piante ed animali che non ha mai visto,in perfetto isolamento, e canta la sua solitudine,le paure,le angosce,l’amore,cogliendo qualunque pretesto per alimentare i suoi versi allucinati e metafisici,in spasmodica ricerca d’assoluto ed eternoNé motivi familiari,né invalidità fisica,né delusione d’amore valgono a spiegare la sua volontaria segregazione in casa,a soli ventitre anni,dopo aver ricevuto un’educazione libera e completa,nessun indizio che possa far comprendere i motivi della sua scelta,perché personalità letteraria e reale non coincidono,troppo netto è lo scarto tra arte e vita,e l’amore intenso che provò per Charles incoraggiò la sua tendenza alla solitudine e al silenzio,ma non ne fu assolutamente la causa.In vita pubblicò poche poesie ma, dopo la sua morte, furono rinvenuti 1775 componimenti che ,attraverso la bellezza dei versi,ci restituiscono intatto il mondo solitario di Emily. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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