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Messori Vittorio - Uomini, storia e fede | Vittorio Messori è impegnato in una riflessione che, lungi dall'esaurirsi in se stessa, deve tramutarsi in un'occasione per trasformarsi in prassi: cioè vivere veramente il cristianesimo, anche a costo di assumere atteggiamenti "scomodi" e che non cercano facili applausi. I saggi raccolti in questa antologia spaziano dai problemi dell'immigrazione e dell'affermarsi di una società multietnica a una rimeditazione sulla Rivoluzione francese e sul Risorgimento italiano, al mistero della presenza del male nel mondo, al secolo degli "ismi", a personaggi come Freud, Prezzolini, Solzenicyn, Voltaire, Moravia, Martin Luther King, ai rapporti con gli ebrei - i "nostri fratelli maggiori" - ai fatti della storia, alla mafia, alla pena di morte, al calcio.
Media Voto: 3.75 / 5Armando Berri (03-10-2005) Un bellissimo lavoro per leggere la storia con occhi oggettivi e distaccati, da quel tipico atteggiamento post-illuminista di certo insegnamento scolastico, sovente molto superficiale e vizioso, pronto a mettere luci ed ombre a chi più gli garba senza guardare invece ai fatti e alla storiografia. Consigliato a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mirko E. (20-01-2005) Dagli straordinari 3 precedenti volumi di Vivaio
una preziosissima antologia per leggere la storia del uomo nel tempo e nella Chiesa non tanto o solo in una prospettiva cattolica ma in una prospettiva di realà storica.
E' quasi riduttivo condensare in sole 400 pagine l'imponente lavoro di Messori nei volumi di Vivaio.
Finalmente si ripensa la storia con gli strumenti dello storico e non con gli strumenti della propaganda falsamente storica, post-illuminista, dei nauseabondi pamphlet oscurantisti di tutti i Voltaire.
Agile e brillante. Consigliato a tutti.
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PS: Sembra che per qualcuno il tanfo cadaverico di Voltaire profumi di rose... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lord Argyle (28-04-2004) Una lettura cattolica e politicamente scorretta dell'avventura umana: ben fatto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
eugenio ferrero (14-03-2004) Messori riesce a dare dignità a idee reazionarie e nemiche dell'"arido Ver" (come direbbe Leopardi). Il suo libro appare ancora più pericoloso dei libercoli clericali ottocenteschi perché ha un blasone culturale e un livello stilistico decoroso. Messori riconosce (con dei distinguo) valida la pena di morte, condanna Giordano Bruno, critica Voltaire, respinge la modernità e l'Illuminismo con il tono di chi dice "avete qualche ragione, però..." e giustifica l'obbrobrio cattolico nei secoli e nell'oggi: è bene riprendersi in mano i testi di d'Holbach e di Voltaire per respirare un'aria migliore e togliersi da questo asfissiante cattolicesimo che riaffila le armi tradizionali con strumenti d'attualità Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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