|
|  |
De Masi Domenico - Ozio creativo. Conversazione con Maria Serena Palieri. Vol. 1 | Per gli antichi romani il termine otium non significava "dolce far niente", bensì un periodo libero dagli impegni politici e civili nel quale era possibile aprirsi alla dimensione creativa. Secondo Domenico De Masi, nella società postindustriale è proprio questo ozio "creativo" ad assumere il ruolo del protagonista, sia nel lavoro che nel tempo libero. Oggi che la maggior parte della fatica manuale e di routine è eseguita dalle macchine, ci è richiesto sempre più di essere creativi e fantasiosi. Superate le rigide distinzioni tra lavoro e vita personale, razionalità ed emozione, marciamo verso un futuro in cui, grazie alla tecnologia, potremo riappropriarci del nostro spazio domestico restando in contatto con il resto del mondo.
Media Voto: 4.25 / 5Fabio (02-06-2011) Non sono d'accordo sulla dicotomizzazione "vecchio-nuovo" secondo me eccessiva: una scrivania funzionale è importante quanto un materasso comodo, un quadro è importante quanto un tornio, l'ozio creativo non è intrinsecamente superiore alla frenesia metropolitana e una facoltà universitaria che prepara alla professione è importante quanto una che prepara alla vita; a proposito, a dire il vero non ne ho ben compreso la differenza. A parte questa e poche altre divergenze, sicuramente un'ottima lettura da non perdere e che consiglio. 5 stelle con lode. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gino gilas83@libero.it (04-10-2009) Ho terminato la lettura di questo splendido saggio introduttivo sulla societa' post-industriale.Fa riflettere,molto.
Da almeno un paio di anni sentivo ilmalessere di questa societa' semprepiu'improntata al lavoro,solo e sotanto lavoro.
Senza leggere alcun testo in materia, avevo iniziato a riflettere sull'importanza del tempo libero, delle passioni e delle personali attitudini.Piu' riflettevo e piu' mi rendevo conto che tutto cio' mi allontanava dal percorso intrapreso: gli studi di legge.Ora a 26 anni, con una laurea in legge, ancora piu' rifletto su come impostare la mia vita,dedicando meno tempo al lavoro,ma aumentandone la qualita'; e nello stesso tempo coltivando le mie attitudini per il disegno,lo spot la cura dell'alimentazione ecc.
Diciamo quindi che ,ragazzi, riflettete sui cambiamenti che devono avvenire nella societa'.E' di fondamentale impotanza.
Leggete questo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
aristos aristos@virgilio.it (11-07-2005) Una bellissima prospettiva quella di De Masi: vedere il lavoro non piu' come il fulcro dell'esistenza, ma come un'opportunità di gioco e di creativita', che si affianca alle altre. Solo la creativita' ci potra' salvare, solo il nutrire tanti interessi e tanti affetti e coltivarli. Ma i potenti della terra lo capiranno? Si arrivera' mai a capire che la nostra giornata non deve essere totalmente fagocitata dal lavoro? Comunque un grazie a chi si impegna per questo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silviocarta silviocartas@yahoo.it (26-05-2005) un bel testo che fa riflettere sulla piega che il mondo dell'occupazione e della società in genere sta prendendo, l'unica pecca è la forma dell'intervista che rallenta decisamente il filo dei discorsi Voto: 2 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di De Masi Domenico |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|