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Fallaci Oriana - Niente e così sia | "La vita cos'è?" Alla vigilia della partenza per il Vietnam come inviata de "L'Europeo", nell'autunno del 1967, Oriana Fallaci tenta di rispondere alla domanda della sorellina Elisabetta: "La vita è il tempo che passa tra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore". Ma la risposta le sembra incompleta e l'interrogativo la accompagna durante il lungo viaggio. All'arrivo a Saigon l'atmosfera è sospesa, surreale. L'agenzia France Press diretta da Francois Pelou sembra l'unico tramite con il resto del Paese ed è da quella base che la Fallaci si muove per testimoniare l'insensatezza della guerra: dalla battaglia di Dak To all'offensiva del Tet e all'assedio di Saigon, gli orrori del conflitto sono annotati giorno dopo giorno nel suo diario. C'è il rifiuto: "Perché quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell'uomo". Quando, dopo un anno, la Fallaci torna nella sua Toscana e ritrova la piccola Elisabetta, una risposta per lei ce l'ha. "La vita è una condanna a morte. E proprio perché siamo condannati a morte bisogna attraversarla bene, riempirla senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo, senza temer di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, né angeli né bestie, ma uomini." Pubblicato nel 1969, Niente e così sia è considerato un classico della letteratura, un romanzo di guerra che è un inno alla vita.
Recensioni 1 - 20 di 33 recensioni presenti. Media Voto: 4.69 / 5Intrevado Nicola intrevado@hotmail.it (27-04-2009) Ho amato molto Oriana Fallaci scrittrice e giornalista, grande maestra di morale e di scrittura , di un amore senza riserve , di un rispetto del suo lavoro e del suo talento magnifico , cieco ad ogni critica obiettiva ad ogni ragione che non fosse imposta dal cuore piu' che dalla critica. Come ogni , vero , grande amore. E , amandola cosi' disperatamente , ho letto e riletto , nel corso del tempo , tutti i suoi libri , i suoi articoli sull' "Europeo" , i suoi tanti reportage. E , tanti anni fa , ho parlato a lungo con Michele Prisco che aveva redatto la prefazione a " Penelope alla guerra " , per raccogliere notizie su di un personaggio che ho subìto con la forza e la violenza del mito. Come ogni ragazzo degli anni settanta. Credo. In un suo libro , " Se il sole muore " , nel suo incontro con Rio , il partigiano di giustizia e liberta' di quando lei era bambina e combatteva il fascismo con loro , lei dice di se' : "pochi sono stati dominati dal mito come me...!". Anch'io. E questa consapevolezza nacque proprio da " Niente e cosi' sia " , da questa forte , disperta , testimonianza di voler essere presente dove la storia merita di essere raccontata. Merita di essere vissuta e documentata. Cristalizzata nel tempo. E , pagando sulla propria pelle i tre colpi della mitraglia a " Piazza delle 3 Culture ", il 2 ottobre del '68 , sparati dalla polizia messicana agli ordini di un governo " socialista ? " per sedare la rivolta degli studenti che si opponevano alle costose Olimpiadi di una nazione povera. E poter dire e scrivere : Io c' ero. Ecco cio'che accadde. E , quindi , non dimentichero' mai , quando , dalla stradina sterrata di Casole a Case Sparse , in Greve in Chianti , nel lontano '93 , mentre i sui cani , Pani e Gilda ci abbaiavano contro il cancello di legno e la sorella Paola ci veniva incontro , subito dopo aver suonato il campanaccio di ferro che pendeva da una vecchia cassetta delle lettere , verde , con su scritto " mail" , mentre mia nipote Caterina , di due anni , rideva al suo suono....... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio (01-02-2009) Ennesima tesimonianza di come la guerra sia storicamente sempre presente nel corso della storia dell'umanità, a conferma della natura "animalesca" (nel significato più selvaggio) della razza umana. La Fallaci non rivela nulla di nuovo su quello che possiamo sapere del Vietnam, ma le riconosco il grande merito di aver saputo continuare a gridare al mondo il nostro più grande difetto.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
la84 (03-10-2008) Che dire? Splendido. Un libro che fa odiare e amare l'uomo. E che ti fa sperare che esista ancora, da qualche parte, l'Uomo con la maiuscola, come direbbe Oriana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franx (17-03-2008) non è solo il reportage della guerra in vietnam ma i sentimenti di tutte le guerre, non lascia indifferenti! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Euge esibona@yahoo.it (24-12-2007) Con tutto il rispetto e la stima che provo per lei, questo libro mi ha deluso moltissimo: noioso e ripetitivo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Stefi (02-09-2007) Che cos’è la vita? «La vita è il tempo che passa tra il momento in cui si nasce e quello in cui si muore»
Ė per rispondere a questa domanda della sorellina che Oriana Fallaci chiede di essere mandata in Vietnam come corrispondente. Ė per capire perché ci si fa la guerra. Ė per capire l’uomo.
Quello di Oriana è un diario, in cui appunta, giorno dopo giorno, quello che vede, che prova, che ama o odia. Non tralascia nulla. Le sue descrizioni dei luoghi, delle persone, dei sentimenti sono gelide e fin troppo reali. Ma questa è la guerra.
La prima volta che ci mette piede nasce in lei un sentimento quasi di orgoglio, ammirazione verso gli eroi della guerra, ragazzi che vanno a morire per la loro patria, e anche lei si sente un po’ come loro. E quando vi torna è per questo: perché non riesce a starne lontano. Poi però vede troppi orrori, troppe cose a cui non riesce, in nessun modo, a dare una spiegazione. Perché in America un’equipe di medici lotta contro il tempo per dare un cuore nuovo a un uomo e salvargli così la vita….mentre in Vietnam la vita di un solo uomo non conta più di una ciotola di riso? Perché ci si accanisce per salvare una vita mentre non ci si rende conto che in guerra ogni secondo una vita cessa di esistere?
“Dinanzi alla morte ogni ora, ogni oggetto, ogni sentimento diviene prezioso ed il cibo è più buono, l’amicizia più forte, l’amore più fondo, l’allegria più allegra.”
ORIANA ERA SEMPLICEMENTE UNA GRANDE SCRITTRICE E OSSERVATRICE DELLA VITA.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Denise (10-01-2007) La penna magistrale di una grande reporter racconta una terribile e sporca guerra, quella del Vietnam.
In prima linea e con le pallottole che le fischiano nelle orecchie Oriana Fallaci racconta quella guerra e gli uomini che la fecero. Un racconto molto crudo ma vero.
Si parla di quasi quarant'anni fa ma se cambiamo il calendario e la regione geografica, togliamo gli occhi a mandorla e i cappelli a cono e mettiamo il kefia, la storia non cambia. Le analogie con la storia recentissima sono tante.
Per riflettere su quanto poco vale la vita umana e non dimenticare che, anche se non fa più notizia, la guerra c'è!
Citazione:
"...Sono qui per provare qualcosa a cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre. Sono qui per spiegare quanto è ipocrita il mondo quando si esalta per un chirurgo che sostituisce un cuore con un altro cuore; e poi accetta che migliaia di creature giovani, col cuore a posto, vadano a morire come vacche al macello per la bandiera..." Voto: 5 / 5 |  |  |  |
erika (26-10-2006) Un libro bello e tragico come la Vita.
Una splendida dichiarazione di amore.
L'amore per la vita che la Fallaci ha cantato in ogni suo libro.
Lacerante,tragico,ma bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso (05-09-2006) -"Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre.
Io sono qui per mostrare quanto è ipocrita il mondo, quando si esalta per un chirurgo che sostituisce un cuore con un altro cuore, e poi accetta che migliaia di creature giovani, col cuore a posto, vadano a morire come vacche al macello per la bandiera"-
Sublime, grazie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sabrina (03-07-2006) Un libro che consiglio a tutti quanti conoscono la Fallaci per bocca di altri!Un racconto crudo della realtà di guerra che non ha ne vinti ne vincitori!Parole che non possono non far riflettere sull'inutilità della guerra e su quanto in basso spesso può arriva l'essere umano!!Grande scrittrice e grande donna. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso Spanevello (12-06-2006) Se cercate un libro con cui baloccarvi, girate al largo.
Questo non è un libro facile. Strazia l'anima, commuove, non perdona. Mai ti abbandona la sensazione, però, di leggere qualcosa di unico e di sublime.
Non si tratta soltanto di un diario di guerra. La Fallaci cerca la soluzione alla domanda: -"La Vita che cos'è?"-, sullo sfondo della tragedia del Vietnam. Impavida, coraggiosa, si interroga sulla risposta osservando l'essere umano nella sua accezione più brutale: il soldato.
Intenso, brutale, disperato. Questo è il romanzo. Ma allo stesso tempo una celebrazione stupefacente della Vita e dell'Uomo che sopravvivono, resistono, trionfano anche sulle reciproche debolezze e sconcezze, sui propri vizi e difetti, sull'eterno massacro che ha nome guerra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefanuccio mariano.chiappetta@tiscali.it (28-04-2006) Libro stupendo, unico, meraviglioso: un libro della signora Fallaci!
Rispondo brevemente ad un vergognoso commento che ho pocansi letto, di Davide, mi sembra.
Dici che la Fallaci non ha avuto il coraggio di vivere la guerra a 360 gradi???Beh, mi chiedo allora se hai davvero letto NIENTE E COSì SIA!
Mai nessuno quanto Oriana Fallaci ha rischiato la propria vita per documentare le atrocità della guerra e questo libro ne è la prova...a città del Messico si beccò perfino tre pallottole! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mikla (03-03-2006) Ottimo libro. Ogni descrizione delle insucurezze umane, della confusione legata alla inutilità della guerra, rendono questo libro senza tempo, adattabile a qualunque conflitto. Forse il miglior libro della Fallaci, il più vero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MANU (10-09-2005) Straordinario...da leggere assolutamente per capire cos'è davvero la guerra e soprattutto cos'è stata la guerra in Vietnam...un'assurdità.
Un libro che tocca l'anima... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
TIZY matilda03@tiscali.it (02-09-2005) bello, ma crudo mi convince sempre di più che la guerra nel vietnam non sarebbe mai dovuta cominciare.Come la maggior parte delle guerre. Siete d'accordo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (09-07-2005) La narrazione della guerra vista proprio dalla trincea ,con i sibili delle pallottole sulla testa ed i corpi sviscerati davanti ai piedi, tutto questo regalatoci dalla magistrale penna di O.Fallaci Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marco backflip@inwind.it (25-03-2005) Se e' riuscita a sopportare un attacco verticale con un bombardiere U.S.A.senza nemmeno rimettere e' un vero fenomeno..Pero' qualche dubbio lo nutro.Cmq un gran libro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leo (01-03-2005) Un libro intenso.
Dalla penna di una delle più celebri scrittrici del novecento, che ha saputo raccontare una guerra, vissuta in prima persona, come pochi sanno fare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
romano romanodellicolli@katamail.com (27-12-2004) E' un libro che ho letto vent'anni fa e l'ho trovato eccezionale.
Chiunque nutra ancora dubbi sull'inutilità della guerra dovrebbe leggerlo per capire che l'odio e le armi non portano mai a nessuna soluzione e quando vengono usate in difesa di sporchi interessi economici, mascherati da difesa della libertà siamo al massimo della follia.
Riuscirà l'uomo a cambiare?
Non lo so, però un libro come questo può aiutare a crescere. Grazie a Oriana Fallaci per averlo scritto.
Romano Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro (13-11-2004) Che dire? la Fallaci ci regala ancora una volta un pezzo di storia raccontato magnificamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 33
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