|
|  |
Dickens Charles - Grandi speranze | Pubblicato nel 1861, "Grandi speranze" è il romanzo di formazione di un giovane londinese dal carattere incostante, Philip Pirrip, detto Pip, un povero ragazzo del popolo che, attraverso una serie di eventi straordinari, riesce a elevarsi a una condizione sociale superiore, affrancandosi così dale proprie origini per le quali prova un sentimento di fastidio e rancore. Ma in seguito, ammaestrato dalle mutevoli sorti della vita, imparerà ad apprezzare quel mondo umile che aveva lasciato per inseguire le sue "grandi speranze". E alla fine Pip capirà quali sono i veri valori che ogni uomo deve custodire in sé, traendone indicazioni su come agire.
Media Voto: 4.25 / 5claudio erclaudio@libero.it (08-11-2006) non do 5/5 perchè forse le aspettative troppo alte mi hanno deluso.. è il primo romanzo di dickens che leggo e non credo che sarà l'ultimo.. molto bello.. però un pò lento all'inizio.. si riprende nella parte centrale per poi tornare ad essere un pò lento nel finale.. ma forse il mio giudizio è un pò viziato dall'abitudine a leggere i romanzi contemporanei... nel complesso comunque Pip è davvero un gran bel personaggio.. spero di riuscire a reperire da qualche parte il film tratto dal romanzo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elena (17-10-2006) Ho letto questo libro dopo aver visto la trasposizione cinematografica di Alfonso Cuaròn, "Paradiso perduto". E devo dire che, nonostante la lettura sia molto bella, ho preferito il film. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Anny hannibal9@tin.it (26-03-2006) E' la prima opera di Dickens che ho letto. L'ho finito giusto ora e leggendo le ultime parole del libro ho provato quel leggero brivido attorno alle spalle fin su per il collo, quel brivido che è indice di apprezzamento. Ad una prima parte apparentemente introduttiva (in realtà si entra nella storia senza nemmeno accorgersene, e tale consapevolezza quando arriva è deliziosa) ne segue una seconda assolutamente incalzante, viva, carnale, intrecciata e spaventosamente filmica. Un lavoro davvero completo e solido. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bartolomeo Di Monaco bartolomeo.dimonaco@tin.it (28-04-2004) Sono trascorsi sette anni da “Tempi difficili” e uno in più da “Casa Desolata”, quando appare “Grandi speranze”, che è del 1861. Anche questo: romanzo cospicuo, voluminoso. Leggete il suo incipit: “Poiché il cognome di mio padre era Pirrip, e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riuscì mai a ricavare dai due nomi nulla di più lungo o di più esplicito di Pip. Così presi a chiamarmi Pip, e Pip finii per essere chiamato.” C’è tutta la felicità espressiva del narratore che ha dimestichezza non solo con la sua scrittura, ma con il mondo della fantasia.
E aggiungerei che non è tanto l’invenzione a stupirci quanto la resa stilistica, la facilità di trasmettere l’idea, percepibile soltanto se anche noi ci cimentiamo a rendere quell’idea con le nostre parole. Vedrete sul campo quanto sia operazione assai ardua. Il primo capitolo merita anche di essere citato per la sua incomparabile bellezza. A Pip, che si trova dentro il cimitero dove sono sepolti i suoi genitori e cinque suoi fratellini, che sorge in mezzo ad una palude (“il marese”) vicina al mare, nei pressi della foce del Tamigi, compare un uomo “spaventoso, con un vestito di grezza tela grigia e un grosso ferro alla gamba. Un uomo senza cappello, con le scarpe rotte e un vecchio straccio legato intorno alla testa” che con fare minaccioso gli ordina di portargli una lima e del cibo. Quando questi si allontana, Pip non riesce a scorgere sulla linea dell’orizzonte che due cose: il faro e “una forca da cui pendevano delle catene che un tempo avevano sostenuto un pirata.” Lo sconosciuto sembrava nientemeno che “il pirata tornato in vita che, dopo essere sceso a terra, tornava nuovamente a impiccarsi.”
Pip vive con la sorella più grande di lui di oltre vent’anni; carattere forte e violento, non esita a levare le mani non solo sul ragazzo (lo tirava “su con le mani”), ma anche sul marito, un pacioccone, di buon senso tuttavia, “un uomo dolce, onesto, dedito al dovere”, che fa il fabbro e si chiama Joseph (Joe) Gargery. Tra Pip e Joe c’è simpatia, Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Dickens Charles |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|