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Hawking Stephen - Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo | "Che cosa sappiamo sull'universo, e come lo sappiamo? Da dove è venuto, e dove sta andando? L'universo ebbe un inizio e, in tal caso cosa c'era prima? Il tempo avrà mai una fine?" Con questi quesiti Stephen Hawking ci introduce in una straordinaria avventura: un'emozionante cavalcata nel tempo. L'espansione dell'universo, il principio di indeterminazione, le particelle elementari e le forze della natura, l'origine e la sorte dell'universo, l'unificazione della fisica sono le grandi tappe di questo viaggio indimenticabile. Ma oltre a riassumere le conoscenze tradizionali Hawking illustra le ultime teorie sulla fisica dei buchi neri, il principio antropico, la teoria dell'universo inflazionario, l'universo contenuto in una bolla.
| La recensione de L'Indice |

(scheda pubblicata per l'edizione del 1988)
scheda di Lo Bue, M., L'Indice 1989, n. 1
Questo è il tipico esempio di un libro molto bello vittima dell'immagine pubblicitaria che gli è stata imposta. Che la scelta dell'autore non sia rivolta verso la divulgazione spettacolare e superficiale si capisce anche dal titolo originale: "Breve storia del tempo". Un titolo banale e di facile effetto come quello dell'edizione italiana difficilmente avrebbe potuto essere stato scelto da un uomo dell'intelligenza e dell'originalità di Stephen Hawking. Inoltre si è molto parlato di questo libro come di una sorta di sfida lanciata dall'autore alla religione, quasi questo libro fosse stato scritto per dimostrare l'inesistenza di Dio. La lucidità e la levatura scientifica di Hawking rendono poco credibili simili confusioni da parte sua tra fisica e questioni teologiche. Egli si è semplicemente limitato a non scrivere quel capitolo tanto in voga presso certi divulgatori, in cui lo scienziato ammette i limiti (presunti oggettivi) della sua disciplina e quindi si abbandona ad una serie di riflessioni religiose più o meno edificanti. Come è più che giusto che sia per un testo di fisica, questo libro parte dal presupposto che per comprendere il "big bang" e il "big crunch" (come dire, inizio e fine dell'universo) non c'è alcun bisogno di ipotesi che non siano scientifiche. "Breve storia del tempo" può essere idealmente diviso in due parti.
Nella prima (essenzialmente i primi cinque capitoli) l'autore espone con uno stile chiaro, scorrevole e talvolta piacevolmente ironico, gli aspetti fondamentali della moderna visione del cosmo. Essenzialmente vengono delineate le idee portanti della teoria della relatività e della teoria dei quanti. Nella seconda parte vengono trattate le ipotesi più avanzate sull'inizio dell'universo, sui buchi neri, sulle teorie di grande unificazione e in generale sui problemi che sorgono nella formulazione di una teoria quantistica della gravitazione. Questa seconda parte contiene parecchie affermazioni a carattere molto ipotetico che dunque potrebbero essere superate tra breve tempo. Seguono i profili biografici di alcuni grandi scienziati (Einstein, Newton e Galileo), un utile glossario e l'indice analitico. Questo libro per la sua chiarezza e per la scorrevolezza potrà essere letto senza una particolare preparazione in campo fisico.
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7 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5Gian Paolo Collacciani g.collacciani@hotmail.it (26-03-2009) Concordo pienamente con Giancarlo Amorini che consiglia di leggere Il Segreto dell'Universo di Coppola e il Tao della Fisica di Capra.
Sinceramente il libro di Hawking l'ho trovato poco interessante e addirittura fuorviante in certe parti. La meccanica quantistica ha aperto nuovi scenari sconvolgenti e non si può più ragionare alla "vecchia maniera" (come fa Hawking) e considerare l'intero universo come una macchina oggettiva e impersonale.
Se cercate delle risposte sull'universo, sulla fisica e sulla vita fareste meglio a virare l'attenzione sui testi sopra citati. Non potranno fornire la Verità assoluta, ma almeno si discostano dal solito atteggiamento materialista, ormai obsoleto alla luce delle straordinarie scoperte della fisica quantistica. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
sandro landonio lasandro@libero.it (11-12-2008) Ha senso aggiornarsi oggi sui progressi fatti dalla fisica con un testo di vent’anni fa ?
Di fronte ad un libro come quello di Hawking, direi di sì, intanto ci si può avvicinare a questa esposizione della scienza anche perché chi non ha la fede si può avvicinare (illudendosi ?) ad un Dio sconosciuto solo attraverso qualcosa in cui crede ed, in questo senso, io personalmente credo alle infinite possibilità d’astrazione della mente umana.
Che vuol dire concretamente ? Mi spiegherei con questo esempio: Carl Sagan nella sua introduzione ci provoca con la sua domanda apparentemente assurda: "perché ricordiamo il passato e non il futuro?", salvo poi scoprire, tramite Hawking, che la domanda è pertinente e che noi misuriamo il tempo in una direzione precisa: quella in cui il disordine aumenta. Per le leggi della scienza la direzione del tempo non è una discriminante: forse, quindi, noi ricordiamo il futuro, ma non lo sappiamo.
Il chiedersi il perché, non solo il come, delle leggi scientifiche ci permette di dare uno sguardo “oltre”, un po’ come una prova ontologica di Sant’Anselmo rappresentabile con linguaggio matematico.
Credo sia questo il valore culturale del libro: darci un aiuto per astrarre ed in tal modo partecipare ad un clima speculativo di livello superiore, normalmente chiuso ad una stretta cerchia di cervelli; la rinuncia ai formalismi tecnici la interpreto proprio in tal senso, risultando funzionale ad avvicinare, non facendoli fuggire con dei simboli ostici, il maggior numero possibile di persone alle idee espresse. Che poi ci si riesca sempre, non è detto, ma lo scopo, con o senza hamiltoniane quantistiche, è encomiabile.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea shen4all@hotmail.com (16-04-2007) Ho comprato anni fa questo libro ma solo in questi giorni mi sono deciso a leggerlo. Beh, meglio tardi che mai... ma per un libro così bello è il caso di consigliare meglio prima che poi! :) Trovo che Hawking possieda uno stile chiaro e semplice, nonostante abbia letto commenti di tono diverso (ho trovato molta più difficoltà in "I primi tre minuti" di S. Weinberg, altro libro da leggere assolutamente); e il livello degli argomenti trattati è accessibile anche a persone che, come me, non hanno preparazione scientifica in materia. Auguri a Hawking e che la sua passione per la scienza lo porti a scrivere ancora molti libri come questo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
daniele pace torino39@prink.it (28-02-2005) Per una persona come me che non aveva grossi fondamenti di fisica, ma solo 1 passione x la cosmologia, questo libro si è rivelato un'autentica illuminazione. Non avevo mai letto seriamente libri riguardanti lo stesso argomento. Lo lessi nel 1996 durante il servizio di leva e ricordo che alcune pagine dovevo leggerle più di 1 volta x comprenderle! A lettura terminata mi sentii come se la mia mente fosse molto più "aperta" rispetto a prima, un'incredibile sensazione, mi pareva di comprendere molto meglio le cose che mi stavano attorno....acquistai subito e lessi anche "Buchi neri ed universi neonati", cosa che sto rifacendo in questi giorni. Purtroppo prestai ad un commilitone il libro "Dal big bang ai buchi neri", purtroppo non mi tornò più...non posso che dire GEAZIE all'autore ed augurargli quanta più fortuna possibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giancarlo Amorini amor99@iname.com (19-06-2004) Per essere un bestseller mondiale di un grandissimo scienziato, questo libro è deludente e banale. Chi desidera comprendere a fondo l'universo e la vita, secondo me dovrebbe leggere Il tao della fisica di Capra e Il segreto dell'universo di Coppola. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
themy themafia@libero.it (09-11-2003) Un ottimo libro esauriente e appassionante che porta il lettore a riflettere su ogni pagina,tuttavia non è una lettura da intraprendersi se non si ama la materia(fisica/cosmologia).Molti concetti potrebbero apparire poco chiari e per quseto consiglio di leggere prima:"L'universo di Stephen Hawkin" di David Filkin Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianluca Gatta gatta@racine.ra.it (27-04-2000) "Dal big bang ai buchi neri" è divenuto un classico che non accenna a diminuire il proprio fascino sul grande pubblico. Unica pecca: la scelta di un pubblico di non addetti ai lavori ha portato l'autore a evitare in modo incondizionato la citazione di formule (salvo la mitica "E=mc2") e, come conseguenza, alla frequente creazione di pasticci linguistici. L'esigenza di "tradurre" le formule in frasi semplici e chiare (almeno nelle intenzioni) non ha sortito i risultati voluti: anziché semplificare i concetti, Hawking li ha resi praticamente incomprensibili. Non si tratta di un problema da poco in un libro che tratta direttamente di concetti quali lo spazio-tempo, la teoria della relatività, le caratteristiche dei buchi neri. Può essere un libro adatto a chi - già avendo conoscenze di fisica - intende "ripassare" la materia (o ricordare nostalgicamente gli studi universitari). Chi è completamente a digiuno di fisica ne uscirà in uno stato di confusione o, peggio, di odio verso la materia. Non si tratta sicuramente di un prodotto "entry level" come invece viene pubblicizzato: un ottimo libro ma, purtroppo, fuori target. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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