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Pynchon Thomas - L' arcobaleno della gravità | Nell'Inghilterra della seconda guerra mondiale, minacciata dai missili V2, il tenente americano Tyrone Slothrop è dotato di una facoltà tutta particolare: avverte in anticipo la caduta dei razzi grazie all'eccitazione sessuale. Per questa prerogativa viene tenuto sotto controllo dai servizi segreti e dagli scienziati. Avvertendo che contro di lui si sta architettando qualcosa fugge da Londra. Il libro, parabola sulla guerra e la tecnologia, racchiude un profondo significato filosofico ed esistenziale.
17 recensioni presenti. Media Voto: 3.88 / 5marcobaschi (15-06-2011) mirabolanti escursioni storico psichedeliche, pagine di densità accattivante amate da intellettuali con gli occhialetti fini ed enciclopedia alla mano; straordinarie digressioni descrittive sulla miriade di oggetti e sulle storie ad esso collegate; sicuramente un capolavoro di "qualcosa". Ma a me, sinceramente, fa schifo. Adesso mi toccherà leggere Hemingway per disintossicarmi.
Rivoglio i 12 euro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
V. (19-07-2010) Esperienza letteraria unica. Segnalo l'uscita del primo saggio in lingua italiana sul romanzo:
Trainini Marco - A silent extinction. Saggio su «L'arcobaleno della gravità». Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lucioluc (03-04-2010) Non faticavo così a portare a termine la lettura dai vecchi tempi dell'Ulisse di Joyce!
Libro assurdo, scritto benissimo ma enormemente dispersivo. Ad ogni pagina decidi di chiuderlo ma una forza misteriosa e affascinante ti porta a continuare.
Misterioso ed estenuante. Dopo questo ho letto Le benevole di Littell, scritto peggio ma probabilmente più potente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Carlo (09-09-2009) Ho faticato tantissimo a finire questo romanzo, devo ammetterlo.
Ma al contempo devo ammettere che è uno dei più grandi capolavori contemporanei. Questa è Letteratura, con la L maiuscola, come ormai è difficile trovare in giro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mimmo (28-06-2007) Posso capire, posso capire chi è rimasto sconcertato davanti ad un'opera del genere.Ricordo che anch'io quando l'anno scorso lessi per la prima volta Pynchon("V") mi sentivo confuso.Il problema, secondo me,non è Thomas Pynchon, il suo stile,la sua scrittura,il problema è COME si legge Pynchon.Signori miei questo è uno scrittore immenso,non può essere letto di sfuggita o in maniera superficiale,va approfondito, bisogna leggerlo con la consapevolezza che ogni tanto bisogna alzarsi e consultare l'enciclopedia,internet o altro,bisogna dedicarvisi completamente.Dietro ogni frase, ogni periodo sono nascoste gemme che anche un uomo con una buona cultura non può cogliere se non fermandosi e approfondendo, e d'altronde qual è lo scopo della letteratura se non quello di far crescere il lettore.Leggetevi la storia degli Herero,leggetevi la parte in cui Slothrop e Geli sono sul monte Brochen,o fermatevi alle prime pagine dove "Pirata" Prentice entra in contatto con il rumeno;Pynchon ha una conoscenza della storia e delle cose del mondo ineguagliabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo (11-02-2007) Come si fa a dare un voto a un'esperienza che ti cambia la vita? Come si fa a valutare in termini esclusivamente letterari un'entità logica così densa, complessa, organica, che travalica non solo i limiti dei generi, ma ogni possibile classificazione? Come raccontare lo smarrimento, l'apparente mancanza di un senso, l'evidente e inquietante sottotesto che attraversa questo romanzo? Come poter formulare un giudizio sintetico e razionale di fronte a un mandala / labirinto di queste proporzioni? E come si può avere la faccia tosta di permettersi di disprezzare quello che oggi viene largamente considerato come un grande capolavoro della letteratura mondiale? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patroclo (17-12-2006) fatica immane per finirlo.
affascinante in qualche pagina, ma sinceramente incomprensibile (e datato) per la maggior parte del tempo.
dello stesso autore avevo apprezzato di piú "V" Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Vittorio Caffè (12-11-2005) Detto semplicemente: la seconda guerra mondiale è stato un evento immenso. Dopo sessant'anni dalla conclusione ancora non ci abbiamo capito tutto, anche perché c'è un forte interesse politico a raccontarla come fa comodo ai potenti di oggi (se uno da retta a Spielberg l'hanno vinta gli americani da soli con lo sbarco di Normandia... sì, e Cappuccetto Rosso, e Zorro!). A quest' evento complesso, labirintico, folle, che ancora oggi raccontiamo a pezzi e bocconi e tra mille contraddizioni, corrisponde questo romanzo complesso, labirintico, folle, pieno di contraddizioni e di trabocchetti. Un romanzo che è come un ottovolante narrativo: inutile resistere, devi lasciarti andare e goderti il viaggio. Anche se ti fa venire le vertigini e il mal di mare. Perché è uno di quei rari libri in grado di trasformare il lettore. E aggiungo: forse il libro non parla solo della seconda guerra mondiale, ma di tutto quello che è venuto dopo. Me e te inclusi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Van Norden (29-07-2005) Non riesco proprio a capire l'entusiasmo di qualcuno per queste 1000 pagine di nulla. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Bernard bernard.m.wrangle@virgilio.it (23-03-2005) "Onanismo letterario"? Già, per gli insoddisfatti la colpa è sempre del partner. La certezza assoluta di essere la misura di come le storie vadano raccontate; questo, è onanismo. Per "una sveltina", caro Paolo, c'è già tanta letteratura mercenaria. E mi raccomando, proteggiti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico enricocarosi@tin.it (09-09-2004) Non saprei! Non è stata una sensazione piacevole arrivare fino a pagina seicentoequalcosa, per poi continuare a domandarmi che cosa affettivamente stia leggendo.
Il punto è che mille interpretazioni possibili rischiano di lasciare il posto ad un vuoto di significato. Temo che ciò sia proprio il caso di questo libro di Thomas Pynchon. “L’arcobaleno delle gravità” è fuoco d’artificio, gioco letterario, esercizio stilistico…i protagonisti (tantissimi) sono poco raggiungibili e rimangono personaggi astratti di un’interpretazione fantastica del mondo.
Un’opera che ha il fascino e l’evanescenza di una bolla di sapone; in un attimo vi si può scorgere tutto e nulla.
Sarà anche, come molti dicono, una “grande prova d’autore”, ma non riesco a dare un significato pienamente positivo al senso di smarrimento che mi sta accompagnando fino alla fine della lettura. Resisterò fino ad arrivare alla fine? Nel caso non ci riesca ecco in anticipo la mia valutazione. Positiva! Tanto per incoraggiarmi!
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesco Aloe franzdistefano2003@yahoo.de (16-11-2003) Un viaggio psichedelico che t'ingoia e ti tuffa in uno stomaco rarefatto di pura letteratura, forse dopo L'ulisse di Joyce l'ultima grande opera epica del ´900. Una carellata di personaggi grotteschi che ti passano in rassegna bizzarramente e senza dare respiro alla tua fantasia, così come i luoghi, le situazioni. Pura estasi per chi ama leggere. Nonostante le mastodontiche dimensioni si legge tutto d'un fiato, e poi la prosa di Pynchon e di uno stile raffinato e unico, a volte ci si impiglia in periodi che sembrano non avere fine... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo paolo.alvino@rcs.it (22-09-2003) Credo ancora che un romanzo debba essere scritto per raccontare una storia. Sennò è puro onanismo letterario: come questo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
tyrone cristianodemajo@hotmail.com (05-02-2002) È un buco nero che ti inghiotte e in cui perdi le coordinate spazio-temporali senza più riuscire a trovare un via d’uscita. Comico, tragico, sensuale, surreale… Forse la più importante opera del Novecento insieme a L’uomo senza qualità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Di Stefano paolods@tiscalinet.it (15-10-2001) Do un voto 4/5 perchè la perfezione non esiste ma questo romanzo E' una perfezione della letteratura degli ultimi trent'anni almeno. Provare per credere. Una prosa che nella sua eccessività incanta, tramortisce, finalmente uno che sa scrivere. Concordo, poi, con chi mi ha preceduto. La storia della lampadina che si trascina per pagine, vale da sola un intero libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Il pomeziano (01-05-2001) Questo è un grande classico del XX secolo, e pure del XXI. Ma è anche un libro che fa ridere, che si fa leggere, nonostante le dimensioni imponenti, che fa pensare e commuove anche. Avevate mai pensato al lato umano delle lampadine? Solo la storia della lampadina Byron sarebbe un buon motivo per avventurarsi nella Zona insieme a Tyrone Slothrop, il protagonista (o meglio uno dei protagonisti) di questo romanzo monumentale. Ma più che un monumento questa è una grande, surreale e al tempo stesso più che reale, sfrenata, comica e tragica festa, un party smisurato nel quale si incontrano personaggi che non si dimenticano. Dire che è un capolavoro potrebbe intimidire il lettore; diciamo allora che è un viaggio sbalorditivo. Dal quale non si torna coem si era partiti. E' un libro che cambia i suoi lettori, provare per credere. Dopo averlo letto, i razzi nn saranno più la stessa cosa per voi--né le lampadine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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