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Anno 1944: Giovanni Manes (Nino), prigioniero di guerra italiano, fugge dal campo dove è detenuto, negli Stati Uniti in Texas. La fidanzata Zita gli ha scritto una lettera: "Rinuncio alle nozze, sposo l'anziano matematico Barbaroux". Nino si mette in viaggio per tornare in Italia e impedire il matrimonio, ma finisce nelle mani di un tenente americano. Si dirigono insieme verso Est e a loro si unisce una malinconica prostituta giapponese. Alle loro spalle un inseguimento serrato, un enigmatico capitano e un romantico tenente. L'avventuroso viaggio attraverso gli States si concluderà a New York quando Nino scioglierà il mistero del tenente e della sua missione.
Media Voto: 2.4 / 5daniele (17-10-2005) Ho letto il libro qualche anno fa ,e vi ho ritrovato frammenti della storia "sconosciuta" dei sommergibilisti italiani. Probabilmente il romanzo è figlio di una precedente storia scritta direttamente da un marinaio prigioniero degli Alleati in USA.Adesso vedo che molti lettori esprimono un giudizio non solo negativo, ma a tratti derisorio; il mio intervento non è affatto polemico.Consiglio la lettura a coloro che apprezzano i romanzi con un sottofondo storico , ma che non vogliono essere ne istruiti ne sollazzati. Un bravo a Gianni che ha spolverato una frammento del nostro passato.
Saluti
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mara (18-03-2003) Concordo con i giudizi di chi mi precede. E' un bruttissimo libro, ma non tanto per la storia che racconta, che poteva anche essere gradevole, ma per gli ammiccamenti e i trucchetti, evidentissimi, per avvicinare il lettore e che invece lo allontanano irreversibilmente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Elisa Papa (13-12-2002) Non ero arrivata neanche a pag. 20 che scoppiavo dal ridere. E' mai possibile, mi chiedo, che le case editrici italiane pubblichino solo i nomi? Bisognerebbe avere un po' più di decoro e pensare più alla letteratura che al portafoglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Antonio Milani (26-11-2002) Riotta romanziere è un po' da ridere. I suoi personaggi sono "ideologici" non spontanei, non veri! Quando si fanno troppi mestieri succede spesso che non se ne "azzecchi" nessuno. Meglio un periodo di riposo in Tibet. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gabri (15-11-2002) l'ennesimo magnifico capolavoro di Riotta:
i suoi personaggi sono fratelli maggiori, che vorrei ascoltare sempre di più, così da lasciarmi ammaliare per affrontare la vita, novello ulisse che crede nell'umanità senza speranza.
consiglio a tutti la lettura;
grazie
tuo gabri
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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