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Chabon Michael - Wonder Boys | Grady Tripp è uno scrittore di mezza età che sette anni prima ha conquistato la gloria col suo primo romanzo e non riesce a concludere il secondo, giunto ormai all'imbarazzante mole di 2600 pagine. In più, ha un debole per la marijuana e i matrimoni falliti, un'amante che ha appena confidato di aspettare un figlio da lui e una meravigliosa studentessa che vorrebbe sposarlo. James Leer è il suo migliore allievo all'università, ha anche lui un romanzo nel cassetto e l'inclinazione a mentire. Sono loro i Wonder Boys, i ragazzi prodigio del secondo romanzo di Chabon, che in un weekend di folli avventure cercano di dare un senso alle loro vite.
Media Voto: 3 / 5Lomax (15-02-2010) Romanzo bellissimo, in cui si affacciano i temi cari a Chabon (la famiglia, l'amicizia, l'omosessualità) ma che è interamente percorso dal senso di incompiutezza che grava, come un macigno pesantissimo, sulle spalle del protagonista. Perché incompiuto non è solo il suo libro (in realtà il mai finito "Fountain City" di Chabon), ma anche il suo matrimonio, la sua relazione extra-coniugale, i suoi approcci (peraltro carichi di tensione sessuale) con la studentessa modello e, finanche, la macchina che guida, priva del libretto di proprietà. Una storia a metà tra l'autobiografico e il referenziale (il modello è Chuck kInder) impreziosita da un vocabolario ricchissimo e da fulminanti gags di irresistibile ironia. Un "degno" prologo a quel capolavoro immenso che sarà "Le fantastiche avventure...". Da ultimo, una piccola nota di colore: è vero che la scrittura, in quanto forma d'arte, è liberamente intepretabile e, quindi, giudicabile; tuttavia, di fronte a certi commenti, non si può che rimanere interdetti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vinci vincsan@yahoo.it (21-01-2005) Non ho visto il film, ho letto il libro (strano, per me).
Posso dire: delusione?
Si: a parte qualche spezzone leggermente superiore, rispetto a una narrazione abbastanza normativa, non ci smuove.
Forse le aspettative erano troppo alte? Però non chiedevo il capolavoro. Forse solo un maggior approfondimento dei personaggi (c'è sempre puzza quando si caratterizza un giovane genio virgulto, ancor di più quando costui si impegna nella scrittura...), o un diverso trattamento delle situazioni chiave. Come se ci mancasse sempre qualcosa.
Eppoi non si può utilizzare la bionda scrittrice di turno in quel modo. No, abbi il coraggio di completare ciò che hai iniziato, Michael! Senza sbracare, ma abbilo... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
GIORGIO ZAPATAVIVE@LIBERO.IT (17-10-2002) AVENDO VISTO PRIMA IL FILM,NON PROPRIO BRILLANTE, MI SONO AVVICINATO AL LIBRO CON UN CERTO SCETTICISMO;TUTTAVIA MI SONO PRESTO RICREDUTO PERCHE'QUELLO DI CHABON è UN LIBRO MOLTO PIACEVOLE E SPASSOSO.LA TEMATICA PUO'RISULTARE FORSE LEGGERA,GIOVANILISTICA,MA IL PERSONAGGIO DI GRADY TRIPP NON PUO' NON ISPIRARE UNA NATURALE EMPATIA.BEN SCRITTO.SUL GENERE CONSIGLIO -LUNE DI MIELE-(l'autore,chuck kinder ha ispirato il personaggio di grady tripp)
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lazzaro (09-09-2002) La sensazione di girare a vuoto, come su di una vecchia automobile ammaccata, ha accompagnato la mia lettura di questo tanto osannato romanzo di Chabon. Un girovagare, appesantito da troppi inutili bagagli, tra personaggi-macchietta, noiose ed inconcludenti digressioni (le riflessioni su scrittura e scrittori, le informazioni gratuite su personaggi marginali), trovate che vorrebbero essere divertenti ma che, a mio parere, sanno solo di troppo alcol e troppa marjuana... Lo stile trascina alla lettura ma... per portarci dove? A un senso diffuso di gonfiore e di nausea, come dopo una sbronza o un'eccessiva fumata di canne! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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