|
|  |
Mazzucco Melania G. - Vita | Premio Strega 2003. New York, 1903. Nella città delle occasioni, in cui sbarcano dodicimila stranieri al giorno, in cui gli italiani sono aborriti come alieni superstiziosi e criminali, approdano da un minuscolo paese sul Garigliano, in provincia di Caserta, due ragazzini di dodici e nove anni: Diamante e Vita. Lui è taciturno, orgoglioso e temerario; lei istintiva, gelosa e dotata della misteriosa capacità di spostare gli oggetti. In una caotica pensione di Prince Street, nel ghetto italiano di Downtown li aspettano il padre di lei con la sua nuova compagna, Rocco, Geremia e Coca-Cola, tre ragazzini che si sono giurati eterna amicizia e, soprattutto, l'America.
| La recensione de L'Indice |

Cosa si aspetta il lettore che prende fra le mani un romanzo intitolato niente meno che Vita, ammesso che non legga i risvolti di copertina per non guastarsi la sorpresa? Certo, potrebbe conoscere l'autrice, ancora giovane (Roma, 1966), ma già pluripremiata (Premio Napoli e Premio Vittorini nel 2000 con Lei così amata, Rizzoli, 2000; cfr. "L'Indice", 2000, n. 6) e plurinominata (due volte finalista dello Strega, con il suo romanzo d'esordio, Il bacio della Medusa, Baldini&Castoldi, 1996; cfr. "L'Indice", 1996, n. 5; e con La camera di Baltus, Baldini&Castoldi, 1998; cfr. "L'Indice", 1998, n. 7). Qualche indicazione in più gliela offre subito la copertina - da una bella fotografia seppiata, databile ai primi del Novecento, lo scrutano i volti maliziosi e sorridenti di alcuni ragazzini e di qualche donna, tutti radunati in un vicolo cittadino stretto e mal tenuto - e l'epigrafe tratta da Mon oncle d'Amérique di Resnais ("L'America non esiste. Io lo so perché ci sono stato"). Poi, ogni aspettativa di largo respiro viene rapidamente bruciata tra la terza e la quarta riga di testo ("Il capitano cerca con lo sguardo i limoni e gli aranci di cui gli parlava Vita..."), quando scopre che Vita è "solo" il nome della protagonista, "una bambina di nove anni, con una gran massa di capelli scuri e due occhi profondi, cerchiati di nero". Questa figurina prende corpo dalle parole del padre dell'autrice, Roberto Mazzucco, dedicatario del romanzo, che traccia la storia della propria famiglia, di Vita, appunto, e del dodicenne Diamante, che insieme lasciano il loro paese d'origine, in provincia di Caserta, per salpare con il piroscafo White Star alla volta di New York. È la primavera del 1903. Forse l'America non esiste, ma certamente è esistito il sogno americano: Vita, Diamante e tutti i personaggi che man mano emergono dalle pagine di Mazzucco (lo zio Agnello, la bellissima e mite Lena, Rocco, Geremia, Nicola detto Coca-Cola...) lo sperimentano sulla propria pelle, ed è un sogno così reale che fa male, brucia, divora, asseta, distrugge; solo pochi sopravvivono e si risvegliano ricchi, magari quasi annientati sul piano fisico, ma arrivati. I più soccombono, non oltrepassano mai il confine dei quartieri degli emigranti e dei diseredati, o portano la loro giovinezza a morire nelle miniere, nelle sparatorie tra gangster, in cima ai nascenti grattacieli della metropoli, oppure ancora si vendono al miglior offerente perché non hanno più la forza né la speranza per riuscire a realizzarlo, per entrare a far parte della grande nazione che li ha accolti - a onor del vero non proprio a braccia aperte. Sul piano della narrazione si intrecciano, secondo un montaggio variamente alternato, le vicende di molti personaggi (Vita e Diamante - il nonno paterno di Melania Mazzucco - in primo luogo, e poi via via tutti gli altri), ma anche più livelli temporali: i primi del secolo a New York, l'attualità in cui l'autrice è alla ricerca delle fonti necessarie per portare a termine un compito di cui sente l'urgenza e, in qualche modo, la cogenza, gli anni della seconda guerra mondiale, quando il figlio di Vita e Geremia (Diamante, anche lui) viene in Italia per combattere e per ritrovare le proprie radici, e quelli del dopoguerra, in cui Diamante senior e Vita si ritrovano, troppo tardi per realizzare un'unione che sembrava scritta nel loro destino, ma che le circostanze, l'orgoglio, la sfinitezza di un'esistenza impossibile hanno di fatto impedito o rimandato troppo a lungo. Di vita, dunque, in queste pagine, se ne trova rappresentata una porzione abbondante: il lettore non aveva poi sbagliato a immaginare che di questo si trattasse, di un romanzo che parla della vita in senso lato, della sua straziante bellezza e inutilità, dei maccheroni e delle parole, del mare e della musica, del mito e del commercio di rasoi usa e getta. Dell'amore e, guarda un po', della morte; dell'appartenenza e del tradimento, dei pidocchi che alloggiano perennemente tra i capelli degli emigranti, della Mano Nera, delle grandi vie ferrate americane e persino di Charlie Chaplin (proprio lui!) che, giovane attore inglese emigrato negli Stati Uniti, salva la vita a un Diamante disperato per l'inaspettato tradimento di Vita e ostinatamente intenzionato a trascurarsi fino all'estremo. Analogamente, anche molti generi letterari sono ben rappresentati, dal romanzo storico (i documenti sono manzonianamente disseminati nella trama e opportunamente sfruttati) all'autobiografia, dall'epica al romanzo picaresco: insomma, di tutto, forse di troppo; i due protagonisti sono personaggi riusciti, complessi, spesso struggenti, ma anche sommersi dal desiderio - un po' ossessivo - di doverne giustificare lo statuto, l'identità, la maternità. Una volta chiuso il volume, rimane l'impressione, non completamente positiva, che l'autrice, cedendo alla tentazione di trattare una materia "familiare" e perciò molto coinvolgente, non abbia saputo rischiare abbastanza, consentendo alle proprie creature di sperimentare una libertà di movimento che avrebbe permesso loro di crescere e spiccare il volo. |
Recensioni 1 - 20 di 63 recensioni presenti. Media Voto: 4.11 / 5Laura Ramerini (30-04-2012) ho trovato questo libro bellissimo e assolutamente degno del premio che ha vinto. La Mazzucco scrive veramente bene e incanta con le sue parole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rigarossa (03-04-2012) Mi sorprende come questo libro abbia qui ottenuto un punteggio così alto e come abbia fatto a vincere .. il premio strega 2003: è noioso, pesante. Per me è stato un incauto acquisto, una vera sorpresa che non sono riuscito a leggere fino alla fine: lettura abbandonata anzitempo.
Se questo sarà lo stile dell'autrice, non credo leggerò più qualcosa di suo per non ritrovarmi con un altro mattone. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
star63 (28-11-2011) Intenso spaccato sulla storia di emigrazione dei nostri connazionali verso il nuovo continente. Bel libro. Da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
arnaldo (16-03-2011) Vita è una saga : il racconto dell'emigrazione di una famiglia dell'Italia del sud nell'America del primo 900, la storia tragica di centinaia di migliaia di famiglie che lasciarono le proprie radici per fame per andare a morire ,senza nome, in un mondo sconosciuto, America, Argentina, nord Europa dove le speranze vennero tragicamente schiacciate prive di pietà. Un racconto triste, dettagliato e minuzioso senza una luce in fondo per i protagonisti. Si legge ansiosi fino al termine, nell'illusione che si scorga un barlume. Ma niente. E subito - ovviamente - si pensa a quelle migliaia di emigranti che sperano a pochi passi da noi. Nemmeno un puro grande amore tra due adolescenti - Vita e Diamante - riesce ad far sgorgare una goccia acqua in quel deserto di dolore. E dolore si prova per un mondo così, che ci circonda. E' da leggere ,anche se nel racconto ci sono troppi flashback o fughe in avanti che rendono la lettura inutilmente faticosa . Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giorgio g (04-01-2011) In questo periodo, in cui è viva la polemica sulla presenza degli extracomunitari nel nostro Paese e sentimenti xenofobi affiorano da più parti, la lettura dell'opera della Mazzucco è non solo raccomandabile ma indispensabile: per ricordare da quali abissi di miseria noi discendiamo, non meno profondi di quelli da cui oggi provengono i nostri sfortunati immigrati dal terzo mondo. Non possiamo neppure immaginare cosa volesse dire per i genitori vedere i loro figli morire letteralmente per la fame, come non possiamo immaginare quali fossero le condizioni di vita con cui gli accoglieva l'America, quel favoleggiato nuovo mondo che regalava sì un sogno ma solo a coloro che faticavano duramente e in condizioni inumane per realizzarlo. E moltissimi non ce la facevano e continuavano a vivere (se si chiamava vivere...) fino alla fine dei loro giorni nelle misere condizioni nelle quali avevano traversato l'Oceano oppure ritornavano sconfitti al paese di origine con i pochi dollari risparmiati a furia di inumane privazioni. Vita non era tra questi: partita ancora bambina e praticamente da sola era riuscita con tenacia e determinazione a crearsi una vita dignitosa. La Mazzucco, sua discendente e scrittrice di valore, ne ha cercato le tracce ed è riuscita a ricostruirne le vicende fino ad un certo punto, quando ogni traccia è svanita. La storia d'amore di Vita e Diamante, suo compagno-bambino nel viaggio verso la speranza ma che fece la scelta del ritorno in Italia, aggiunge pathos alla vicenda che, ripeto, merita di essere letta, anche per il particolare taglio narrativo con l'uso magistrale dei "flash-back". Chi, poi, volesse approfondire la conoscenza delle condizioni di vita dei nostri contadini del meridione può leggere "Racconti siciliani" e "Banditi a Partinico" di Danilo Dolci. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pasquale (08-06-2008) Un libro a tratti anche struggente, ben scritto nella miglire tradizione dell'autrice. Voto 4 Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GEA (04-02-2008) Un titolo importante.All'inizio credevo che fosse lo fosse un po' troppo per descrivere le avventure di due ragazzini,ma dopo ho capito che Vita è il nome della protagonista(tra l'altro mlt bello) e nn è la vita in generale.MI è capitato tra le amni per caso ed è stata la copertina ad incuriosirmi e nn me ne sn pentita:complimenti alla Mazzucco,è un libro stupendo!Però io preferisco la prima parte,quando Vita e Diamamnte sn ancora bambini,quella che termina cn la promessa d'amore sulla spiaggia,perchè le due parti seguemti sn tristi e hanno infranto i miei sogni,mi hanno fatta piangere,soprattutto quando ho capito che Diamante era cambiato e quando l'ha capito anche Vita dai suoi occhi,nn + azzurri cm un tempo,ma grigi.In ogni caso mi è piaciuto molto,mi ha emozionato,diciamo che un'accanita lettrice cm me ha trovatao"pane per i suoi denti":) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vito calabrese vitoc56@libero.it (23-11-2006) Un grande romanzo. Denso, a volte prolisso, ma di quei libri di una "vita". I personaggi di Diamante e Vita ti rimangono dentro e pian piano cominciano a chiedere e a interrogare i personaggi di te lettore in uno di quei processi che rendono la letteratura un recupero di senso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leonardo (03-10-2006) Ho letto Vita dopo Un giorno perfetto e sinceramente mi aspettavo di più.
La storia sarebbe bella ma non mi piacciono i continui racconti personali dell'autrice che per me interrompono la lettura e basta. E poi conoscere il finale a 2/3 del libro toglie la voglia di andare avanti nella lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
piera (01-09-2006) mi sono completamente calata nella storia e nell'epoca. Chiaramente grazie alla scrittura dell'autrice e alla particolare descrizione del mondo di allora. Quando mi accade questo avverto il desiderio di "vivere" quell'epoca, e poter sentire quegli odori, quei dialetti, quelle emozioni forti... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alberto (28-08-2006) Un Libro Importante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
azzurra (01-02-2006) "Vita" è un romanzo che inevitabilmente ti coinvolge. La sua lettura ti immerge in una realtà così lontana, ma anche vicina e palpabile(gli extracomunitari che invadono le nostre città), ricca di desolazione, miseria, crudeltà.. in cui tante vite lottano per ritagliarsi ugualmente e rubare alla sorte un piccolo spazio di felicità. Storie di emigranti.. persone che vivono costantemente la nostalgia del distacco e affrontano con sparute speranze o malcelata rassegnazione il presente che la terra, che li ospita, offre loro.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lara luvy2002_d@libero.it (11-01-2006) ho appena finito di leggere questo entusiaamante libro e mi sono catapultata in rete per cercare qualcosa di più su questa deliziosa scrittrice che è riuscita a farmi commuovere come non mi succedeva da tempo.
Brava, che dire, leggerò senz'altro le altre sue opere in quanto ho trovato il suo modo di scrivere scorrevole ed armonioso...
Complimenti, Vita e Diamante rimarranno per sempre nel mio cuore e forse, dopo quanto descritto, sulla povertà e il disicanto di quell'epoca, ritroverò me stessa!
Lara Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabby (27-09-2005) Una storia coinvolgente...credibile eppure incredibile ai nostri occhi di gente benestante! Lo stile può risultare un po' pesante, ma l'ambientazione, l'uso di documentazione storica e l'incontro con celebri personaggi reali, quali Enrico Caruso e Charlie Chaplin, fanno di questo libro una testimonianza autentica di come la vita poteva essere per gli innumerevoli Diamante, Vita, Rocco e Geremia che sbarcavano in America in cerca di una opportunità. Un romanzo veramente degno di nota da consigliare, però, ad un pubblico avvezzo alla lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola paola.ser@katamail.com (16-06-2005) Ho letto i commenti a questo libro... io non so scrivere bene come tutti gli altri... posso dire solamente che mi sono commossa fino alle lacrime leggendo quelle pagine... forse perchè parla della "mia" gente... del paese di mio padre (Minturno) e delle stesse scelte che hanno fatto i miei parenti quando nell'immediato dopo-guerra sono partiti per l'America. E' una storia che è "parte di me"... leggendola è stato come aver ritrovato la memoria... per questo avrei voluto scrivere a Melania per ringraziarla di averla raccontata... ci ho ritrovato le mie radici... persino quando parla dei problemi renali di suo padre, sembrava che parlasse del mio, perchè anche lui ed i suoi fratelli hanno avuto lo stesso problema... insomma senza dilungarmi oltre, è una storia che potrebbe essere quella della mia famiglia!
Ho comprato oggi un altro libro... lo regalerò a mia sorella e so già che si commuoverà almeno quanto me...
Di Melania Mazzucco ho letto anche "Il bacio della medusa", lo consiglio vivamente perchè è bellissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nikthenightfly ingnik@hotmail.com (07-06-2005) Libro molto interessante sul piano del contesto sociale e storico, ma in effetti abbastanza pesante e talvolta di difficile lettura per lo stile e per i toni più che per la trama. Alcuno personaggi sono veramente azzeccati (Rocco, Agnello anche Vita, mentre Diamanterimane un po' sfuggente, quasi immaturo e poco definito). La lettura resta intrappolata in questa architettura poco fluida e piena di rimandi, ricorsi e citazioni che spesso fanno perdere il filo e soprattutto il feeling con la storia, che come ho detto all'esordio è avvincente ed originale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
wyllyam wilvital@tin.it (07-04-2005) Meraviglioso! Dolce, amaro, divertente, triste, vero, come la vita!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MARGI (27-02-2005) UNO DEI LIBRI PIU' BELLI CHE ABBIA MAI LETTO IN VITA MIA! AMARO E COMMOVENTE, UN LIBRO DA LEGGERE E RILEGGERE! HO PIANTO DOPO CHE L'HO FINITO PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE ERA FINITO!!! IL PERSONAGGIO DI DIAMANTE MI HA COMMOSSO PER LA SUA SEMPLICITA' E EROICITA'. VE LO CONSIGLIO CON TUTTO IL CUORE. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
danielita80 (26-02-2005) mi è piaciuto,anche se alcune parti rimangono un pò lacunose.l'ultimo capitolo,quando sono nella nave, sarebbe la descrizione di quando sono arrivati in America? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Matteo (21-02-2005) Un libro che nelle prime pagine non ha suscitato i me grande interesse ma che successivamente mi ha fatto capire quanto sia bello leggere e immedesimarsi nei personaggi chiave.Consiglio di leggerlo anche perchè insegna a vivere e rispecchia perfettamente ciò che accade tuttora nel mondo. Veramente un gran bel libro,complimenti melania continua cosi! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 63
|
 | I più venduti di Mazzucco Melania G. |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|