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Wehr Gerhard - I padri della psicoanalisi. Profili, idee, destini | Il libro intende delineare il ritratto dei fondatori della moderna scienza della mente, dagli psicoanalisti della prima ora ai terapeuti dei tempi successivi. Nei ritratti si fa cenno anche ai reciproci riferimenti, in modo da mettere in luce quei fatali intrecci, a volte appassionanti, che segnano la storia della psicoanalisi: proprio coloro che intendevano spianare il terreno alla reciproca comprensione tra gli uomini, spesso dimostrano ben poca comprensione per i loro stessi colleghi.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Morelli, R. L'Indice del 1999, n. 03
L'autore, psicoterapeuta di matrice junghiana, ripercorre le tappe della nascita della psicoanalisi evidenziando come questa sia frutto non della geniale intuizione da parte di uno solo ma di un insieme di pių persone. La storica fotografia di gruppo dei partecipanti al terzo congresso internazionale di psicoanalisi, tenutosi a Weimar nel 1911, che appare in copertina, illustra il progetto di Wehr, teso a superare l'egemonia di Sigmund Freud come unico fondatore della teoria psicoanalitica. Al gruppo di colleghi č restituita un'immagine di primo piano che si distanzia da un'idea di semplici seguaci passivi e allinea le loro immagini a un livello pių vicino a quello sul quale si pone l'immagine di Freud. Continui sono i riferimenti agli scambi epistolari avvenuti tra Freud, Fliess, Jung, Adler, Andreas-Salomč, e sono proprio questi i documenti che svelano al lettore una trama complessa di interazioni fra coloro che hanno intrapreso il cammino per giungere a una comprensione pių profonda dei disturbi psichici. Emerge cosė il volto umano dell'apparato teorico sul quale la psicoanalisi si fonda. Il corpo di questa scienza č generato da uomini che si confrontano sul terreno della dialettica all'insegna di accese polemiche, dolorose separazioni, intense condivisioni e radicali scontri.
(R.M.)
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