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| La recensione de L'Indice |

recensione di Bianco, L., L'Indice 1995, n. 5
"Mai mettere una parola dove puoi piazzare un paragrafo, mai piazzare un paragrafo dove puoi mettere un intero capitolo": più o meno così qualche anno fa, un malevolo recensore commentava l'ipertrofia che sembrava affliggere le storie di Stephen King: n‚ il lettore di " It" (Sperling & Kupfer, 1987) se la sentiva di dargli torto. Le cose sembravano cambiare con il dittico composto da "Il gioco di Gerald" e "Dolores Clairborne" (Sperling & Kupfer, 1993 e 1994): in quei romanzi con pochi personaggi, atroci 'Kammerspiele' di una piccola America distillata e invecchiata come una bottiglia di bourbon, King sembrava aver trovato il coraggio di abbandonare il suo gigantesco supermarket del soprannaturale i cui scaffali traboccavano di presenze maligne, sempiterne adolescenze, filastrocche macabre e psicologie d'appendice. "Insomnia" è qui a dimostrare che quel supermarket era semplicemente chiuso per ferie; il lettore, tuttavia, non riesce a decidere se esserne contento o meno.
Certo la vacanza nel realismo e nel thriller psicologico ha portato alcuni cambiamenti nell'ambientazione e nei personaggi: anziché ragazzini armati contro l'incubo o maturi intellettuali insidiati dalle loro instabilità, i protagonisti di "Insomnia" sono due settantenni, vedovi entrambi, tolleranti e clintoniani, acciaccati quanto basta per suscitare simpatia. Anche i prodromi dell'Armagheddon si annunciano con un inquietante crescendo che parte da basi minime: l'insonnia del titolo, le conseguenti perdite di memoria, la comparsa di misteriose "aure" che circondano tutti gli esseri viventi. Questo per quanto riguarda i buoni. I cattivi, invece, sono reduci impazziti della Woodstock generation che massacrano di botte le mogli mentre ascoltano i Jefferson Airplane; e, incredibile dictu, sono tutti antiabortisti fanatici e molto politically incorrect.
L'idea più bella del romanzo, a ogni modo, sono i personaggi soprannaturali. Non parliamo tanto del Male Assoluto di turno, che in questo romanzo si chiama Re Sanguinario e appare a un certo punto come un gigantesco, malvolente e ridicolo pescegatto degno degli incubi di Huckleberry Finn. Piuttosto ci piace l'idea delle sue antagoniste, le Tre Parche, Cloto, Lachesi e Atropo, che per la loro visita a Derry, Maine, scelgono di travestirsi da extraterrestri; non i marziani verdi con antenne e occhi da insetto, naturalmente, ma quei piccoli ometti completamente calvi che negli anni sessanta e settanta venivano continuamente disegnati per illustrare articoli di rotocalco che si intitolavano all'incirca, "Sono stato catturato da un Disco Volante per accoppiarmi con una Venusiana". Una garbata, deliziosa e dimenticata icona della cultura di massa che, ormai, si trova soltanto più nel supermarket di Stephen King.
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8 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5MatteoF. (25-01-2009) Un ottimo romanzo, trama molto emozionante che ti tiene incollato alle pagine fino alla fine, cosa che spero torni presto ad accadere nelle opere di King. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
KINE (31-08-2008) Ho letto questo libro a cavallo dell 11 settembre. Mi ha appassionato moltissimo, forse uno dei suoi migliori a livello descrittivo (quando vede in strada tutti quei colori così vivi non vi sembra di vederli anche voi?) E poi si è immedesimato perfettamente nei pensieri di una persona parecchio anziana, credo sia molto difficile. Complimenti e consigliato.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Jackal (14-06-2006) Dopo molti libri dedicati all’infanzia, all’adolescenza, alla maturità e ai loro rispettivi incubi e paure, Stephen King approda nel regno della vecchiaia, della terza età. In questo romanzo lo scrittore americano ci mostra la solitudine e l’aridità nella quale vengono relegati gli anziani dalla società contemporanea. Il protagonista, Ralph Roberts, è un pensionato che è da poco vedovo, vive le sue giornate con monotonia una dopo l’altra, fa jogging, gioca a scacchi con gli amici anziani, discute con un ex professore, ed è immerso continuamente nella nostalgia di un passato perduto. Ma poi le sue giornate subiscono una scossa, comincia a vedere qualcosa di anormale in ciò che lo circonda, scorge strani esseri che si aggirano silenziosamente nell’oscurità della notte e comincia ad avere strane percezioni della realtà. Le persone gli appaiono circondate da un’aura luminosa e colorata che ne evidenzia lo stato d’animo e il loro futuro prossimo, e gradualmente gli si dipana davanti gli occhi un mondo altro, un piano diabolico e i segreti inconfessati dell’universo. Questo romanzo, oltretutto, ha anche qualche collegamento con l’opera omnia dello scrittore di Bangor, La Torre Nera, a quel tempo a meno della metà della sua realizzazione, ma comunque già straordinariamente ambiziosa. Se si vuole trovare un difetto a questo libro lo si dovrebbe ricercare nell’eccessiva lunghezza e prolissità (lo scrittore oramai sembra non saper più trattenere il dilagare della sua fantasia), e in un avvio un po’ troppo lento e scoraggiante. Ma comunque verso metà libro la storia ti prende, l’entrata in scena delle tre Parche (qui in versione maschile) è davvero originale e spassosa, i dialoghi sono piacevoli e ricchi di sorprese e il finale, a dispetto dell’ormai leggendaria fama dell’autore della sua incapacità di dare una conclusione adeguata alle sue storie, prende alla sprovvista. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
daniele benna82@tin.it (29-10-2005) Per l'ennesima volta King dimostra di saper incollare il lettore al romanzo e di sconvolgerlo! Ma ancora una volta il romanzo cade sul finale e viene voglia di smettere di leggere quando invece si dovrebbe entrare nel cuore del libro! uno dei migliori però! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
genny genny81@isp.com (17-08-2003) INSOMNIA...il primo libro che ho letto di KING.favoloso....pensavo di essere entrata a far parte della storia..è stata una lettura travolgente..sarei curiosa di vedere un film..Adesso continuo con altri libri...finito uno ne inizio un'altro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SISSI calis@email.it (05-03-2002) Ok, King è sempre King. Ma a prescindere dalla suspence kingniana tipica e dalla narrazione capace e coinvolgente qual sempre è, ho trovato un po' di confusione narrativa con i tre personaggi: Cloto-Atropo-Lachesi. L'intento e Re Sanguinario: tutto il clan mi è parso un po' confuso e confusionario. Ottima l'idea dei personaggi settantenni, che attirano simpatie immediate. King trasforma qualunque personaggio in un Personaggio, una trama in un'avventura spasmodica e affascinante e una finzione in una realtà possibile.... E' Stephen King. Che altro dire? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo matzam@hotmail.com (12-01-2002) Non mi trovo affatto d'accordo con la rencensione proposta per questo libro. Se la persona che scrisse questo articolo avesse letto altri libri di king e in special modo i libri legati alla saga della torre nera si sarebbe reso conto che questo libro manca solo del sottotitolo di libro appartenente alla torre nera. I riferimenti sono molteplici e che quindi possono distrarre il lettore saltuario dalla trama del libro. Il famoso re sanguinario è un'altro di molteplici esempi di mal traduzione e incoerenza che ha contrassegnato negli anni le traduzioni legate ai libri di King. Crimson King: questo è il nome in originale di questo RE , che talvolta è sanguinario e talvolta è rosso!!! Come faranno mai a capire i lettori che si tratta sempre dello stesso personaggio e che forse si tratta dell'entità più maligna creata dallo stesso King?
Ragazzi buona lettura, perchè questo libro è si un difficile, ma si tratta di uno dei migliori mai scritti da King. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna (15-07-2001) Di questo libro posso solo dire che le ultime 50 pagine le ho lette col contagocce perchè non sopportavo l'idea di separarmene!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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