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King Stephen - Desperation | A meno che non si vada a Las Vegas per giocare a Black Jack, il Nevada è una grande distesa di deserto che si attraversa per raggiungere qualche altro posto. E con qualcun altro, se si è fortunati... Perché il Nevada, soprattutto il nord del Nevada, può essere un luogo terribilmente spaventoso. C'è qualcuno che dice: "È pieno di gente molto emotiva". Ma questo qualcuno non conosce che la metà dello stato. Perché nella piccola città mineraria di Desperation c'è qualcosa che va terribilmente male e ci sono persone, sulla Route 50, che non raggiungeranno mai la loro destinazione, persone che, mentre il sole sta tramontando e il vento si sta alzando, scopriranno il vero significato della parola "desperation"...
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.44 / 5Kekko 85 (04-03-2010) Un buonissimo romanzo.Partenza fulminante,ritmo angoscioso e violento,personaggi analizzati a 360 gradi,sangue,polvere e...TAK!!!E' la 'disperazione' la vera protagonosta di un libro sporco e sgradevole ke stravolge totalmente i canoni comuni narrativi(la famiglia americana che nonostante le disavventure ne esce indenne e più forte di prima)e lascia trasparire un' apparente forte vena nichilista.L'unica cosa che ho trovato un pò esagerata è stata la tematica religiosa.Mai un titolo fu così azzeccato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MatteoF. (25-01-2009) Nel complesso la trama è buona, rovinata da un finale piuttosto scadente e poco soddisfacente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marcello T (08-05-2008) Concordo parola per parola con il commento di Jackal, qui sotto; a differenza sua pero' ritengo che il finale sia uno dei migliori mai scritti da King e per questo meriti il massimo dei voti. Secondo me uno dei 3-4 libri piu' belli scritti da King. Da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jackal (21-06-2006) L’incipit di questo romanzo è forse uno dei migliori di King. Ti prende a poco a poco, ti fa prima rilassare mostrandoti una situazione pressoché normale (una coppia di sposi che fa un viaggio in macchina), e poi ti fa calare gradualmente nell’orrore, personificato da un tutore della legge (ancora!) completamente pazzo. Così veniamo a conoscenza della cittadina di Desperation, un paese desolato, svuotato, in cui non c’è presenza umana. Almeno in apparenza. King si diverte un po’ a creare questa situazione assurda, a inorridire il lettore, ad offrire qualcosa di gratuito a colui che legge. Ma poi ecco che entrano in scena le collaudate ambientazioni e caratterizzazioni kinghiane. Ci viene presentato un bambino (un topos nella narrativa dello scrittore) non propriamente normale. Infatti David è in grado di comunicare con Dio. Ed è questo il tema portante di questo romanzo, il rapporto tra l’uomo e Dio. La religione è sempre stata in qualche modo presente nella sua produzione, ma in questo libro l’argomento divino è preso di petto. Tutto quello che subiranno i personaggi in questo libro (che non è propriamente gradevole), sarà la prova a cui Dio li sottopone. Grande importanza ha nel romanzo il ruolo di uno scrittore (altro topos), Johnny, che sarà colui che più confuterà le argomentazioni del piccolo David. Desperation è gradevole, ben scritto, qualche volta mette anche un po’ paura ed orrore, il ruolo dei personaggi cattivi è come sempre marginale rispetto ai personaggi buoni presi in esame, unica pecca potrebbe essere il finale, un po’ arrangiato, ma King (come sa chi lo conosce bene) non ha una predilezione a concludere le storie, vorrebbe che non finissero mai. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
daniele benna82@tin.it (29-10-2005) Incredibile come King riesca a creare un romanzo stupendo fino a metà quando si dovrebbe entrare nel vivo, e poi spegnere la fiamma accesa con una caduta di tono incredibile! Il genio gli si spegne proprio sul più bello. peccato Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giò (09-09-2005) Troppo, troppo troppo tirato per le lunghe: la storia è un po' troppo prevedibile, magnifici sono i personaggi, come sempre, però ne poteva venir fuori un bel racconto, non questa lunghissima narrazione. Già solo per entrare nel vivo del problemi vi ci vogliono 200 pagine, ci si stanca troppo in fretta, che peccato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paolo Azzarello (02-02-2001) Decisamente un gran bel libro!Qualche trovata un pò banalotta ma comunque degno del maestro dell'horror. anche se il bambinetto tutto casa e chiesa mi sta un pò sulle palle! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefano pennywisefs@yahoo.it (15-12-2000) Il libro parte benino ma si spegne verso meta', tanto che non sono neppure riuscito a finirlo. Come finisce?...e chi se ne frega! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gino Galdi pulp_gino@yahoo.com (09-03-2000) [...]
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...e con la visione del cadavere di questo povero esserino inerme, prende il via la nuova sarabanda di orrori a cui il vecchio zio Stephen da tempo ha abituato i suoi Fedeli Lettori. Dal momento in cui una coppia di turisti vede questo gattino attaccato ad un cartello di segnaletica stradale, il lettore viene preso per mano da un sempre più in ottima forma Stephen King, e con lui inizia a volare verso Desperation, immaginaria cittadina posta a pochi chilometri dalla Route 50. Desperation è (era) un tranquillo paesino di minatori, ma come ogni piccolo centro che si rispetti, anch'esso ha i suoi bei scheletri nell'armadio. In questo caso si tratta di scheletri di cinesi, venuti alla luce dopo l'ennesimo scavo minerario. E con i resti dei poveri cinesi, viene anche fuori anche qualcosa di antico e tremendo al tempo stesso, qualcosa di cui i lettori faranno conoscenza man man che si addentrano nella lettura del romanzo. Quindi nuovo capolavoro di King, che con qualche spruzzata di ecologia (tra le altre cose: denuncia dei metodi di estrazione del rame, perchè causa di morte delle aquile; rivolta di insetti, topi, serpenti ed animali vari verso gli umani; riflessioni introspettive di un leone di montagna) riprende la vecchia lotta tra bene e male (demone e dio), rivisitando persino il miracolo dei pani e dei pesci, moltiplicando crackers e scatole di sardine.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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