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Johnson Spencer - Chi ha spostato il mio formaggio?

Chi ha spostato il mio formaggio? TitoloChi ha spostato il mio formaggio?
AutoreJohnson Spencer
Prezzo
Sconto 20%
€ 11,60
(Prezzo di copertina € 14,50 Risparmio € 2,90)
Prezzi in altre valute
Dati2000, 112 p.
TraduttoreGuaraldo A.
EditoreSperling & Kupfer  (collana Varia. Economia)

Disponibilita immediata
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Descrizione
Una storiella breve, densa di significati e insegnamenti, che fa comprendere ai lettori l'importanza e il valore del cambiamento, della flessibilità e dell'apertura al nuovo. Nasofino e Trottolino sono topolini, Tentenna e Risolino sono gnomi grandi come topolini. Tutti e quattro vivono nel "Labirinto" e sono alla ricerca di un "Formaggio", che li nutra e li faccia vivere felici. Il "Formaggio" è la metafora di quello che vorremmo avere dalla vita: un lavoro soddisfacente e appagante, una bella relazione d'amore, tranquillità economica. Il "Labirinto" è il mondo in cui cerchiamo quello che desideriamo: l'azienda in cui lavoriamo, la famiglia, la comunità in cui viviamo. I personaggi devono fronteggiare dei cambiamenti inattesi, uno di loro affronta il mutamento con successo e scrive sui muri del Labirinto quello che ha imparato dalla sua esperienza. E proprio queste parole saranno lo spunto per scoprire come gestire il cambiamento, per subire meno stress e avere più successo nel lavoro e nella vita.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti.  Media Voto: 4.04 / 5

Silvano (06-02-2012)
Un riassunto della società lavorativa odierna: una schifezza. Manca il rispetto per chi dà tanto e crede al proprio lavoro e che si ritrova spesso alla mercè di una classe dirigenziale sempre meno all'altezza e sempre più strapagata che vede ogni sottoposto come un numero al servizio del Dio euro. Io formaggio l'ho visto un pò come il nostro lavoro che oggi c'è e domani se lo vuoi mantenere, devi recarti in Cina perchè, come per magia, la tua azienda si è spostata là.
Voto: 1 / 5
LiveALive (02-10-2011)
Anzitutto, chiarisco un attimo il modo in cui giudico un libro. Se parliamo di un libro nuovo, uscito da poco o che vive ora il suo momento di maggior successo, a dare il mio voto contribuisce soprattutto la trama. Ovviamente se parliamo di qualcosa come un manuale di economia il giudizio avrà criteri diversi da un raccolta di poesie, che a sua volta avrà un criterio diverso da un romanzo. Per un romanzo di letteratura classica non considero invece la trama: ne parlerò nella recensione, ma non influirà sul voto in quanto se uno si cerca la divina commedia sa quello che sta cercando, non gli interessa leggersi là il 5/5 perché è la più grande opera della nostra storia e ciucialì e ciucialà... per cui il voto, in quel caso, indica la qualità della edizione. specificato questo, Chi Ha Spostato il Mio Formaggio è una novella, una parabola, ragion per cui va interpretata e non certo presa per quello che si presenta. Partendo da un altro commento: "Un libro,secondo cui,bisognerebbe esssere grati della propria condizione di precarietà perchè questo ci rende più brillanti e flessibili...soprattutto all'occhio del capo." Questa è appunto una interpretazione. Che sia giusta o meno, sta a ognuno deciderlo... per quello che mi riguarda, però, non è certo questo quello di cui si parla. Non si parla di precarietà, anzi, si parla di evitarla in tempo! Non si parla di un capo che sposta il formaggio a destra e sinistra per far correre il suo operaio che deve obbedire. Non c'è nessuno che sposta il formaggio, il formaggio si consuma, si sposta, nascono nuovi modi per arrivare al Formaggio. Sta a noi sfruttare questi nuovi modi per arrivare, e accorgerci della loro formazione. L'errore che si fa è divedere il tutto come l'improvvisa apparizione di una crisi a cui si deve reagire, ma non è questo quello a cui si punta, ma è ad esempio il capire i colori della stagione, sapere che prima o poi la moda cambierà, e prepararsi.
Voto: 4 / 5
Deborah (30-08-2011)
Due anni fa, la società per cui lavoravo da tempo, venne assorbita da un'altra società con sede operativa a Verona. Decisi quindi di trasferirmi per non perdere il lavoro. Il nuovo capo regalò a tutti i suoi collaboratori questo libro. Lontana dalle miei abitudini, dai miei affetti e con dei nuovi colleghi questo libro mi ha aiutato a superare una realtà lavorativa diversa e ad affrontare con entusiasmo questo cambiamento. A me è servito!
Voto: 5 / 5
stefano (14-07-2010)
bellissimo esempio di come si possa utilizzare una semplice storia per trasmettere in modo forte e chiaro cio' che ci muove ogni giorno.....occorre capire bene qual'è il ns. "formaggio" e poi tutto ci sembrerà piu' semplice e chiaro.....consigliato a chi ha bisogno di motivazioni o a chi deve motivare al cambiamento
Voto: 5 / 5
filippo braccoit@inwind.it (05-11-2008)
Mi rivolgo a chi ha letto il libro pensando solo al lavoro ed alle frustrazioni che questo può creare : il libro vale in generale, quello che sia il cambiamento che arriva nella vita di tutti i giorni. In natura tutto muta, anche noi e le nostre azioni/vita. Certe volte i cambiamenti sono rapidi,destabilizzanti, evidenti (tipo terremoto); altre lenti e soporiferi (come l'erosione della marea). Il libro sembra dirmi : sii cosciente ed allerta dei cambiamenti e decidi se e come vuoi cambiare. P.S. In particolare sui cambiamenti del lavoro, qualora il capo "a forza" ti cambia il lavoro, a forza ti devi adattare. Stai allerta! Vigila!
Voto: 5 / 5
kghisla kghisla@gmail.com (13-04-2008)
tra i numerosi messaggi che il libricino vuole dare, eccone alcuni: - umilta' di riconoscere che c'e' qualcosa che non funziona e che non va. - muovere il sedere e non aspettarsi che la soluzione ai problemi/felicita' piova dal cielo. - non arrendersi mai. - anche quando le cose sembrano tutto ok, tenere un'occhio aperto e prevenire i problemi. - il cambiamento forzato non sempre deve essere visto negativamente. - passare all'azione ed avere fiducia in se stessi. autonomia ed indipendenza. - essere intelligenti non e' sufficiente. bisogna avere anche costanza. non capisco come si possa criticare negativamente questo libretto, tanto positivo quanto semplice, che non ha assolutamente la presunzione di rivelare alcuna formula universale al successo, ma solo fornire nella sua piccolezza ed umilta', un minimo spunto di riflessione sull'unica risorsa presente in ogni essere vivente: la voglia di vivere.
Voto: 5 / 5
sandro (08-01-2008)
molti commenti dipingono questo libro come un testo dalle capacità quasi miracolose, capace di risollevare un individuo dalle stuazioni più tragiche. il messaggio è chiaro e sicuramente incoraggiante.. ma non penso che bisogna leggere un libro per rendersi conto della "morale della storia". credo sia inquietante che venga classificato nella sezione "economia" e che spesso venga fatto leggere nei vari corsi universiitari di management, gestione di impresa etc. etc. ... immagino il manager di un'impresa che distribuisce le copie ai propri dipendenti cercando di diffondere la filosofia del "cambiare è bello", e immagino la reazione del dipendente di 50 anni poco reciclabile magari con una famiglia da mantenere, davanti a tale filosofia... io mi sentirei preso per il ...... quasi offeso.. insomma con tutti gli sforzi che uno può fare per non essere vittima del cambiamento non si finisce sempre col trovare il proprio "formaggio", ma di questo la favola sembra non tenerne conto.. e mi sembra una grave mancanza. ma daltronde sembra essere piu una favola, e si sa, nelle favole c'è sempre il lieto fine
Voto: 2 / 5
giuliano (17-12-2007)
E' un libro assolutamente da leggere, a qualsiasi età: il formaggio è la metafora di tutto ciò che vogliamo dalla vita, non di ciò che "gli altri" vorrebbero farci desiderare. Costruire da soli il proprio formaggio è possibile se lo si preferisce, ma bisogna essere brutalmente onesti con se stessi nel riconoscere quando mancano gli ingredienti ed è quindi necessario "muoversi" per cercarli altrove. E' un libro che sprona ad agire sempre, correggendo la mira in base agli inevitabili cambiamenti dell'ambiente esterno, e lo fa in un modo sublime.
Voto: 5 / 5
Flaviano flaviano74@yahoo.it (05-02-2007)
Non posso che rifarmi a quello che dice Luigi,una metafora del perfetto schiavo,mosso come un burattino servizievole.Un libro,secondo cui,bisognerebbe esssere grati della propria condizione di precarietà perchè questo ci rende più brillanti e flessibili...soprattutto all'occhio del capo.Capaci di non pensare e ragionare come un uomo,ma più come un cane(topo),che servizievole e pronto insegue il bastone che il padrone gli tira dove meglio crede.E chi non ce la fa? Semplcemente soccombe(Tentenna).Un insulto all'intelligenza umana.
Voto: 1 / 5
Gabriella Botta (02-02-2007)
UNA CARA AMICA MI HA INDICATO QUESTO LIBRO. LA RINGRAZIO DI CUORE. L'HO LETTO D'UN FIATO, MA IL MESSAGGIO E' DURATURO E IMPORTANTE.
Voto: 5 / 5
rosanna (14-10-2006)
In un momento in cui sto mettendo in discussione tanti miei comportamenti non potevo leggere libro migliore sulle modalità di cambiamento. Sembra veramente una favola nella quale, con estrema semplicità, si analizzano vari atteggiamenti personali di fronte al cambiamento. In un modo o nell'altro tutti cambiamo.....a noi scegliere la nostra modalità.Fantastico
Voto: 5 / 5
Leonello Vesentini (23-03-2006)
Io l'ho trovato molto bello per come ha saputo sottolineare alcuni passaggi che sono contemporaneamente resistenze/opportunità in un momento di cambiamento. E' una favola non un trattato di psicologia sociale, tenendo conto di questo merita proprio di essere letto.
Voto: 4 / 5
Luigi sposato.luigi@tiscali.it (03-08-2005)
L'ho letto, ovviamente, suggeritomi dal mio capo. Qualcuno dice che è un libricino utilissimo per aiutarti a gestire il cambiamento, per il management, qualcuno dice che è utile al dipendente per imparare ad affrontare il cambiamento, non subirlo. Uhmm io credo sia una storiella per turlupinare chi lavora e chi nel lavoro ripone aspettative di dignità e di libertà. Non dice il libro chi è che sposta il formaggio, non dice se il formaggio che inseguiamo è realmente il nostro, oppure no, non spiega l'autore se veramente noi lo vediamo quel formaggio quando c'è oppure se qualcuno astutamente ci fa credere che ci sia o che non ci sia più. E quel che dico è lampante, manca in tutta la storiella una REGIA. Chi l'ha letto avrà senz'altro percepito quel "manca qualcosa". Già, che cosa? Eh, manca quello che non si dice, che il l'uomo comune non deve sapere, il buon operaio non deve intuire, non deve pensare. Deve correre, in un labirinto, sempre e comunque verso dove gli si fa capire ci sia il formaggio. E prima corri e più veloce corri prima scoprirai che in realtà il formaggio è già stato spostato e riprenderai a correre. Nessun topino o gnomo si è mai chiesto il perchè. No, miei cari, assolutamente, E' una storiella per chi ammira 300 operai cinesi in uno scantinato, corrono, corrono. Mi dispiace, è tutta una bufala. Perchè il formaggio, spesso, non è il nostro. Perchè più ne trovi e meno ne mangi. Perchè c'è chi aspetta che tu trovi il formaggio e glielo porti a casa sua. E quando non ne puoi più e chiedi la tua parte.. è troppo tardi. Devi ricominciare a correre per cercare altro formaggio e poi altro ancora e ancora. Manuale del mediocre dipendente assiduo economico e servizievole. Il foglietto illustrativo di un buon elettrodomestico. Il manifesto della nuova schiavitù. Io il formaggio lo creo, non lo cerco. Lo produco, non lo raccolgo. Che vadano loro a cercarselo, se ne vogliono di più.
Voto: 1 / 5
Patrizia pienne_13@hotmail.com (18-07-2005)
l'ho letto una settimana fa in una serata.Può aiutare a riflettere sul proprio stile di vita.L'ho consigliato ai colleghi.Uno di sicuro lo ha già acquistato e gli è piaciuto.
Voto: 5 / 5
ama (01-05-2005)
La storiella raccontata di per sè è un pò noiosa e banale, e regala spunti di riflessione semplici, e a volte disarmanti. Nonostante tutto, (e purtroppo), sono piuttosto interessanti, e così quello che ti rimane più di tutto alla fine del libro è quel senso di insidioso fastidio e lieve frustazione, per aver dovuto constatare che a tutte quelle 'illuminanti' considerazioni ci potevi benissimo arrivare anche da solo, senza dovertelo leggere. Ma si sa, che di semplice a questo mondo c'è solo il modo di complicarsi la vita.
Voto: 3 / 5
Laura (26-01-2005)
Un mio collega mi ha imprestato questo libro. E' arrivato in un periodo intenso della mia vita e sicuramente lo consiglio a chiunque si senta fuori posto, nervoso, preoccupato... insomma a tutti quelli che non vivono bene. Buona lettura!
Voto: 5 / 5
giancarlo critelli giancarlo.critelli@virgilio.it (27-10-2004)
l'ho letto in una serata, credo ke in quel momento ne avessi proprio bisogno e, la xsona ke me lo ha regalato mi ha fatto fare BINGO!!! Adesso lo utilizzo volentieri come regalo nei confronti delle xsone ke ritengo ne abbiano necessità, ha sempre funzionato.....Lo rileggo anke io di tanto in tanto, semplicemente EFFICACE ed EFFICIENTE..... Complimenti Johnson
Voto: 5 / 5
Lucio autem@bresciaonline.it (15-12-2002)
"A quale di questi quattro personaggi pensate di assomigliare?" E' questa la domanda chiave al quale l'autore costantemente rimanda e che rende interessante questo libretto. Una metafora, un racconto breve, ma intenso che ciascuno dovrebbe, prima o poi, leggere. Ma... come direbbe Risolino... meglio prima!
Voto: 5 / 5
Fabiana fabiana.fanella@virgilio.it (19-11-2002)
Si legge tutto d'un fiato. Gli insegnamenti che se ne traggono sono molto soggettivi e applicabili sicuramente a tutte le sfere della nostra quotidianità. Dopo averlo letto capiterà spesso di scegliere, nel quotidiano, di voler affrontare la situazione seguendo l'insegnamento di uno dei quattro protagonisti. Leggetelo!
Voto: 4 / 5
Domenico dmarchi@interfree.it (17-11-2002)
Ho letto questo libro dopo che mi è stato presentato ad un corso e sincermante dopo averlo letto in due sere ho capito che molte volte non bisogna dare nulla per scontato. Ve lo consiglio caldamente.
Voto: 5 / 5
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