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Pansa Giampaolo - Prigionieri del silenzio |
All'inizio di questa storia c'è un giovane sardo, solitario e ribelle: Andrea Scano. Negli anni Trenta, su una piccola barca a vela, scappa dal paese natale, Santa Teresa, in Gallura. La meta è la Corsica che sembra promettergli una vita diversa, la libertà, un po' di fortuna. Dalla Francia, Andrea va in Spagna, arruolato nelle Brigate internazionali. Di lì passerà al confino di Ventotene, alla guerra civile a Genova e sull'Appennino ligure e infine alla vittoria del 25 aprile 1945. È a questo punto che il suo percorso di militante comunista subisce una svolta tragica. Per aver nascosto le armi da usare nella tanto attesa rivoluzione, Scano è obbligato a riparare in Jugoslavia. Sarà qui che scoprirà come un vincitore possa trasformarsi in un vinto.
15 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5luca xmel1@hotmail.com (02-01-2008) epopea di alcuni idealisti finiti nel tritacarne dei cinici. un caso particolare a lezione per gli idealisti di qualsiasi colore. Voto: 5 / 5 |
daniele (23-03-2007) Ecco come i comunisti trattavano altri comunisti. Ed ecco perchè i comunisti nostrani hanno sempre nascosto tutto ciò. Ottimo Voto: 5 / 5 |
MAXIM (27-12-2005) E' un altro libro di Pansa che descrive fatti del tutto sconosciuti, cancellati dalla storia ufficiale del nostro Paese come sempre avviene quando si tratta di episodi scomodi alla sinistra nostrana.
Mi fa veramente piacere notare come finalmente certe storie del passato (le foibe, le violenze del dopo 25 aprile, i comunisti italiani internati da Tito, ecc.) che per tanti anni sono state volutamente ignorate, riemergano alla luce.
Voto: 5 / 5 |
gabriele gherardi (31-10-2005) Anche in questo libro ,Pansa dimostra il coraggio di riferire fatti che dimostrano , ancorchè ce ne fosse bisogno , che i sistemi politici criminali del 900 furono 2 ( due ) , il nazional-socialismo ed il COMUNISMO e che il secondo nulla aveva da ividiare al primo.Il far " custodire "gli internati dell'isola calva ( tutti comunisti ,se pur accusati di non essere allineati )ad ex ustascia la dice lunga sugli abissi di crudeltà che anche Tito raggiunse , tanto da far affermare a chi ne aveva sperimentato " l'ospitalità " che i lager nazisti erano più sopportabili ( come del resto affermò la Neuman , nel suo libro " io , prigioniera di hitler e di stalin "). A Pansa
do' il massimo dei voti( 5/5), se non altro per il coraggio morale dimostrato ,al punto da non temere le inevitabili ritorsioni cui sarà oggetto per aver detto la verità . Voto: 5 / 5 |
GIANNI giannifav@libero.it (28-07-2005) Ottimo libro, scritto in modo scorrevole ed appasionante. Il tema piuttosto pesante, non ne rallenta la lettura, anzi! Libro fortemente da consigliare ai vecchi e nuovi comunisti, dovrebbero, almeno un pochino, restarne "illuminati". Penso che questo libro, avrebbe meritato una maggior divulgazione, ma si sa quando si toccano certi tasti......i codidetti "intelletuali" si offendono. Voto: 5 / 5 |
Gianni (14-07-2005) Ottimo libro, Pansa dimostra di essere un grande scrittore, scevro dalla faziosità che ancora oggi alberga a sinistra quando si parla di resistenza, di crimini dei partigiani rossi contro i vinti della Rsi e di come il Pci dimenticò i compagni in Jugoslavia. Ottimo libro, da leggere senza alcun dubbio. Voto: 5 / 5 |
elena (16-05-2005) Non sono riuscita a finirlo. Al di là della storia, senza dubbio interessante, secondo me soffre della tipologia testuale: la forma di intervista lunga è estenuante, un dialogo infarcito di date, episodi, nomi che personalmente ho faticato a tenere in ordine nella mente. Piatto, nonostante l'argomento. Voto: 2 / 5 |
Caudio (10-05-2005) Ottimo lavoro. Ce ne fossero di libri così, coraggiosi e appassionanti. Dovrebbe essere pubblicizzato in modo diverso, più incisivo....altro che "Con le peggiori intenzioni"!!!!! Voto: 5 / 5 |
Mark (06-05-2005) Giampaolo Pansa è bravissimo: riesce a scrivere di storia in modo semplice e piacevole ma mai banale. Qui racconta un capitolo raccapricciante della nostra storia recente.
Quello che più mi ha colpito e lasciato sgomento è il racconto della fede cieca, più che religiosa, di tanti uomini anche perbene nell'ideologia comunista. Una fede che li ha spesso condotti a calpestare tutto: amore, amicizia, affetto e, talvolta, persino la propria dignità umana. Voto: 4 / 5 |
luca_130 luca_130@yahoo.it (01-01-2005) Storia esemplare della mentalità di molti comunisti conosciuti con fede assoluta nel partito quale ragione di vita ma anche del tutto sordi a qualsiasi presa di consapevolezza. Da ammirare o da compatire.
Avevano però un ideale; chi può dire altrattanto oggi?
Pansa stupisce sempre di più; a cosa è dovuta la sua conversione negli ultimi anni? e sembra sincera Voto: 4 / 5 |
Severino Saccardi s.saccardi@fol.it (01-01-2005) Il libro è bello e tratta, con grande chiarezza, di un tema drammatico, importante e colpevolmente "rimosso". Come tutti i libri di G. Pansa è chiaro, lineare, ben scritto.
Discutibile, anche se conferisce scorrevolezza, l'introduzione di interlocutori immaginari in un libro di storia. Voto: 4 / 5 |
luber (27-12-2004) intelligente, documentato, obiettivo e coraggioso come sempre, in attesa del prossimo. Voto: 5 / 5 |
MARCO (08-12-2004) GIAMPAOLO PANSA SI CONFERMA AUTORE ILLUMINATO E RIESCE SEMPRE CON OBIETTIVITA' A DARE UNA VERSIONE REALE DEI FATTI ACCADUTI.
L'ENNESIMO CENTRO DI UN GRANDE AUTORE. Voto: 4 / 5 |
Enrico (23-11-2004) Ottimo e coraggioso lavoro. Voto: 5 / 5 |
ant lomell@libero.it (19-10-2004) Mi rammarico di non poter più leggere, da quest'autore speciale, quelle splendide digressioni sulla vita di Casale Monferrato e dintorni. Anche questo libro come ormai i 3 precedenti, non è altro che un trattato storico senza ne brio ne e scorrevolezza. Dov' è finito il Pansa di : Siamo stati così felici, o del Romanzo di un ingenuo? Voto: 2 / 5 |
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