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Levitt Steven D.; Dubner Stephen J. - Freakonomics. Il calcolo dell'incalcolabile | È più pericolosa una pistola o una piscina? Che cosa hanno in comune la categoria degli insegnanti e quella dei lottatori di sumo? Che collegamento c'è tra la legalizzazione dell'aborto e la diminuzione del tasso di criminalità? Steven D. Levitt, docente di economia all'università di Chicago, e Stephen J. Dubner, giornalista e scrittore, spiegano come la nuova economia usi i numeri per comprendere le dinamiche sociali.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.16 / 5Luca (22-02-2008) Levitt è un microeconomista che studia fenomeni di tipo sociale ed economico utilizzando un approccio basato su tre pilastri: analisi statistica dei dati (che però non compare nel libro, trattandosi di un'opera divulgativa e non specialistica); il ruolo degli incentivi nel comportamento umano; l'intuizione. Dubner, il giornalista del New York Times, affianca Levitt rendendo molto fruibile l'opera e gradevole la lettura. L'impatto più forte dello scritto proviene dal capitolo dedicato allo studio del tasso di criminalità negli USA, che da solo vale l'investimento del libro. Mi è piaciuta anche la sezione dedicata alle gang che spacciano la droga e quella sui lottatori di Sumo. L'approccio usato da Levitt è tanto più meritevole, a mio avviso, in quanto privo di connotazioni ideologiche, semplicemente fondato sulla ricerca oggettiva delle cause statisticamente rilevanti e sottostanti alcuni fenomeni socio-economici. A volte, è vero, si finisce per scoprire cose apparentemente ovvie (come nel caso dei nomi asseganti alla nascita). Comunque, in luogo di far calare dei postulati dall'alto, l'autore va alla ricerca della verità sulla base dei dati statistici a disposizione. Un approccio empirico, dal basso, così diverso dalla gran parte delle tesi vengono spesso spacciate per teorie inconfutabili. Sarebbe bello che un simile approccio fosse applicato -anche in Italia- allo studio di molti fenomeni. Verrebbero a galla tante verità ... scomode. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvio (20-02-2008) Consigliato. Libro originale e a volte sorprendente. Non lo ritengo un pilastro della letteratura nè un punto di partenza. Sicuramente di facile lettura, anche spiritoso, un buon regalo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
federico (23-02-2006) Libro originale e veramente interessante.....per chi ritiene gli economisti noiosi. Ritengo sia invidiabile l'approccio analitico usato, Cartesio sarebbe entusiasta! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nadir (27-01-2006) Sono in totale disaccordo con i precedenti commenti. Questo libro non vuole portare ad un nuovo modo di fare economia, ma semplicemente dimostrare che la saggezza convenzionale del quotidiano non è sempre vera, bensì almeno potenzilamente inesatta. Levitt dimostra con dati reali che a volte ciò che i giornali e i politici ci fanno credere non è sempre vero, riuscendo a far capire alcuni principi basilari dell'economia: gli incentivi, correlazione e causazione,...con esempi semplici e da tutti comprensibili. E' un libro entusiasmante! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea laguzzi (04-01-2006) Particolare, forse troppo reclamizzato. Sicuramente innovative alcune tesi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Valter Fumero (05-11-2005) Era stato presentato come la nuova frontiera dell'economia. È interessante, ma non c'è nulla di così sconvolgente. E il continuo autoincensamento dell'autore principale dà da pensare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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