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King Stephen - Colorado Kid | Fresca di scuola di giornalismo, la ventenne Stephanie McCann sta facendo uno stage presso il minuscolo quotidiano di un'isoletta del Maine, dove si occupa di picnic parrocchiali, sparizioni di gatti e altre amenità. Ma un pomeriggio i due anziani proprietari della testata le raccontano un vecchio caso di cronaca. Una storia del passato che parla di una coppia di reporter e di un cadavere chiamato Colorado Kid, di una morte che forse era un omicidio, ma senza movente, senza alibi, con tempi impossibili e indizi assurdi. Accaduto proprio lì. In venticinque anni, ogni scoperta anziché chiarire i fatti li ha ammantati di oscurità, ogni risposta anziché esaurire le domande le ha moltiplicate. Perché? Riuscirà Steffi a risolvere l'enigma?
Recensioni 1 - 20 di 64 recensioni presenti. Media Voto: 3.06 / 5Moreno C. (08-04-2012) Quello di "Colorado kid" è un piccolo passaggio a vuoto. Non perchè non valga nulla (spunti interessantissimi, anzi, si trovano in ogni riga e la particolare prosa di King fa sempre piacevolmente centro) e nemmeno per la scelta del costruire una suggestione fine a se stessa per il puro piacere di contemplare l'Enigma: soltanto questo brevissimo scritto non sembra avere la forza sufficiente per reggere il peso della pubbicazione come romanzo singolo. Una storia così concepita chiunque se la sarebbe aspettata inclusa in una antologia. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
federico (28-11-2010) l'ho letto in poche ore!travolgente e affascinante! non è il solito horror, ma si tratta di un giallo e anche in questo genere king non mi ha deluso...lo consiglio! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
zombie49 (05-12-2007) Un uomo è trovato morto sulla spiaggia di un'isoletta del Maine. Omicidio o disgrazia? Sempre grande lo stile di King, ma il racconto indiretto lo rende meno avvincente. Nelle storie gialle, King non offre il suo meglio. Senza soluzione, volutamente lasciata al lettore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marmar (22-09-2007) Breve, leggiadro, sottilmente umoristico, scorre che è un piacere e lascia l'amaro in bocca; qualche volta è più che giusto così. Da non perdere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto (15-05-2007) Ciò che dice Leonardo nel suo commento di ieri è assolutamente condivisibile: il mistero svelato non è più tale e credo che il mistero sia custode dell'immaginazione. Se lo sveliamo, l'immaginazione perde luce, si immiserisce e alla fine muore.
La grandezza di King sta proprio nel fatto di rendere con grande maestria (come sempre, del resto) "una storia che non è una storia", lasciando quella che io definisco "la meravigliosa possibilità"...tutto può accadere...e cosa c'è di più bello che immaginare il possibile e l'impossibile che si incontrano e lì, sul confine, noi a camminare, ora come su un sentiero ora su un bordo di un baratro senza fine...come la magia di un romanzo breve che io annovero fra i migliori di King.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leonardo Da Gressignano (14-05-2007) Ciao a tutti!Il senso del libro viene svelato dallo stesso autore nella postfazione.Non si deve fare della fatica interpretativa.DESCRIVE IL RAPPORTO CHE OGNI UOMO HA CON IL MISTERO(le domande alle quali non sappiamo dare una risposta:Chi siamo?Da dove veniamo? Tutte cose dette nella postfazione).I modi in cui l'uomo affronta il mistero dice King sono molteplici: 1)C'è chi cerca di dare risposte preconfezionate a tutti i costi anche tirandole per i capelli, anche falsando i fatti solo per vendere (Globe - Confessioni Religiose); 2)C'è chi non le cerca affatto ma ottusamente si preoccupa della burocrazia e della formalità e non dei fatti (Agenti Investigativi - Rituali qui esemplificati nel tracciare la zona del delitto con il nastro segnaletico tralasciando invece il pacchetto di sigarette);3)C'è chi li cerca nonostante le ali tarpate da incontri sbagliati (il tuttofare degli Agenti Investigativi);4)C'è chi non si arrende e cerca una risposta e preferisce non darne nessuna piuttosto che darla sbagliata e non convincente (Dave, Vince e l'aspirante giornalista);5)C'è chi non cerca delle risposte da se ma lascia che siano gli altri a fornirgliene una (I lettori del Globe e tutti quelli a cui non è piaciuto questo libro).6)C'è chi forse "è più importante il volere (e il cercare) che il sapere".Aspetto volentieri commenti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Burtlet (03-03-2007) Per me nn vale nemmeno i soldi per comprarlo.inutile se lo compariamo con misery,le notti di salem e shining.C'è da dire che comunque e scritto magicamente perfetto quindi a qualcuno potrebbe piacere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Manuel lolli.manuel@libero.it (03-02-2007) Non male! Originale e non scontato.
Capisco chi è rimasto deluso ma purtroppo, come anche nella vita vera, NON TUTTE LE DOMANDE HANNO SEMPRE DELLE RISPOSTE! Anche solo per questo messaggio che trasmette, ritengo sia un libro da far leggere; in fondo sono solo 180 pagine, poche, ma che vi faranno riflettere......spero! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Busillis (08-12-2006) Non sempre il popolo comprende subito le azioni del proprio Re, che in questa piccola gemma ha cercato di parlare ai suoi appassionati sul senso del suo scrivere. Lasciate perdere i riassunti, e leggetelo: due simpatici tipi (un giornalista e un contabile) che lavorano in un oscuro giornaletto locale spiegano ad una loro apprendista perché non hanno voluto raccontare la storia di Colorado Kid a un giornalista di un quotidiano importante (il Globe di Boston) che li aveva cercati proprio per scrivere dei pezzi su misteri e storie irrisolte nel New England. La ragione - dicono i vecchietti - è che quelli del Globe vogliono leggere storie che hanno già in sé una risposta, mentre quella di Colorado Kid, da loro vissuta, non ce l'ha; perciò, anche se formalmente era proprio quello che il giornalista cercava, la raccontano solo all'interessata apprendista. Ora, fuor di metafora, provate a sostituire i vecchietti col Re, l'apprendista con i suoi fan più attenti (quelli che si fanno domande, e cercano le ragioni al di sotto delle storie), e il Globe e i suoi lettori con quelli che vogliono leggere, dal Re, sempre le solite storie. King insomma ci svela, con imbarazzante levità e precisione (non sempre rispettata nella edizione italiana), la sua difficoltà a riscrivere o ripetere le storie che hanno una soluzione (per quanto imprevedibile e fantastica possibile), perché nella vita le storie non hanno quasi mai una risposta o un senso. Resta chiaro che per molti (vedo anche tra i recensori qui: proprio come i lettori del Globe!) l'interesse principale nella lettura è rappresentato proprio dal trovarvi una risposta consolatoria ai misteri, e dunque restano delusi, dispiaciuti, traditi nel non trovarla in un libro di King; ma talvolta, crescendo, ci si può rendere conto che la letteratura non può limitarsi ad essere un'isola felice, troppo lontana e diversa dalla vita. Viva il Re! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudia (16-11-2006) Beh, che cosa dire di questo libro....Ti tiene con il fiato sospso fino all'ultima pagina, ma si interrompe sul più bello! Forse King vuole che traiamo noi stessi le conclusione della storia, ma se avessi voluto farlo, allora dovremmo dividerci la percentuale sul guadagno di questo libro no?! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ste (14-11-2006) :D Parto con una sonora risata nel ricordare la profonda delusione per il finale del libro!!
Massimo dei voti xè è scritto da grande maestro ed a pensarci a distanza d tempo (smaltita la delusione) il finale è il + adatto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
liquirizia85 (11-11-2006) Il libro è stato una piacevole lettura e mi ha incuriosito fin dalle prime pagine. L'unico neo di questo libro sono i personaggi che, forse a causa dello scarso numero di pagine (davvero inusuale per King), l'autore non è riuscito a descrivere efficacemente. Quando leggo un suo libro i personaggi mi diventano familiari quasi li avessi conosciuti davvero; Steffi, Vince e Dave invece sono rimasti degli estranei,e questo ha fatto si che anche la storia non mi abbia coinvolto totalmente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alessandro Costantino (06-11-2006) Ho letto abbastanza di King e sinceramente non capisco tutto questo accanimento contro questo libro.
E' un piccolo romanzo sperimentale, Colorado Kid, è una storia che parla di storie e del piacere di sentirsele raccontare, è una specie di saggio sul racconto.
Non capisco assolutamente coloro i quali si chiedono che fine abbia fatto King, alcuni addirittura parlano ancora di Ghost Writer... è roba vecchia, non vi siete ancora stufati?
Per quanto riguarda la diatriba finale-nonfinale, non sempre un prodotto artistico (sia esso un film, un libro, un dipinto) deve raccontare una storia, ne tantomeno deve dargli un inizio o una fine.
Delusi per il non finale? Allora consideriamo anche C'era una volta in America del grande Leone un pessimo film Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alex (19-10-2006) delusione totale. dopo aver letto più di 40 libri di King penso che questo sia il peggiore alla grande. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
filippo86 (05-09-2006) Ragazzi, LUCIANO ha detto quasi tutto, secondo me. ALE75, per piacere non fare sciocchezze, provane almeno un altro. I miei consigli: LE NOTTI DI SALEM, MISERY, CHRISTINE, IL MIGLIO VERDE. Un autore come King non può essere scartato dalla sola lettura di un libro, a maggior ragione se quel libro è Colorado Kid, una roba che con la materia abituale di questo scrittore non ha niente a che fare. Poi fai come vuoi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Trixter (05-09-2006) Non immaginavo che la maggioranza dei lettori di Stephen King fosse tanto superficiale: Colorado Kid è una bella storia, anzi, come la definisce lo stesso autore, una non-storia, è la vicenda di un mistero insoluto che, in quanto tale, così sarebbe rimasto. Dialoghi intriganti che a tratti divengono sopraffini monologhi; il racconto affonda nell'intrigo e nella suspence e sin dall'inizio si comprende che nessun esito arriverà nell'ultima pagina. Stavolta il Re gioca con la nostra fantasia, la nostra immaginazione: volete un finale? beh, stavolta createvelo da voi, non ne chiedete uno preconfezionato. Gli elementi per volare con la fantasia ci sono tutti. E dare un voto basso solo perchè manca un finale ad una storia che non ne deve avere nessuno, è proprio sconcertante. Piuttosto, il recensore della Sperling, la casa editrice, ha lasciato intendere che una soluzione dell'enigma vi sarebbe stata. Grave errore. L'unico dubbio, casomai, è se il romanzo sia veramente opera della penna di King, visto lo stile completamente diverso rispetto al suo. Ma tant'è. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jerry (30-08-2006) Bello! Peccato per il finale un pò troppo aperto.. che lascia al lettore troppe conclusioni.
Comunque scorrevole e ben scritto, con una profonda descrizione dei personaggi che caratterizza King Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pietro (08-07-2006) Un puro disastro (ma chi avrà scritto questo pesismo libro per King???). Una storiella tirata per le lunghe, annegata nel regno dell'indugio, senza neppure più la finezza psicologica del migliore King (che è un grande, ma qui no) Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luca (14-05-2006) Poche parole per descrivere questo libro: intrigante, si dilunga troppo in chiacchere e manca un finale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberto (08-05-2006) Chi ha stroncato King mostra evidentemente di non averlo letto o di averlo letto poco: in realtà, sebbene questo romanzo breve si allontani per certi versi dai suoi lavori più tradizionali, resta un gioiello che solo il Re poteva regalarci.
E' una bellissima riflessione sul senso di certe cose che arrivano, passano e lasciano dietro sè un qualcosa di inesplicabile, irrimediabilmente ignoto e sfuggente, come lo sono i sogni, le speranze, le paure, gli orrori.
Un giallo, sì, ma non solo: il finale che non c'è non guasta nulla, anzi credo che è bello proprio perchè lascia un senso di lieve smarrimento, come a dire ragazzi questo è quanto è accaduto, vedete voi cosa avrebbe potuto succedere se le cose fossero andate diversamente o che cosa vi piace immaginare di più.
Ecco il dono del Re: l'immaginazione.
La sua, potentissima, non ha voluto privarci del piacere di fare correre la nostra, come un gabbiano sul mare, al tramonto.
Unico ed inimitabile, grandissimo King.
Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 64
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