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Caprarica Antonio - Dio ci salvi dagli inglesi... o no!? |
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Titolo | Dio ci salvi dagli inglesi... o no!? |
| Autore | Caprarica Antonio | Prezzo Remainder - 55%
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€ 8,10
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 9,90)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2006, XV-239 p., rilegato |
| Editore | Sperling & Kupfer
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| Antonio Caprarica è stato giornalista politico de l'Unità e condirettore di Paese Sera, corrispondente del TG1 in Medio Oriente e corrispondente capo da Mosca. Attualmente è a capo della sede Rai di Londra e collabora con diversi periodici. In questo libro compie, con il garbo che lo contraddistingue, un viaggio nella cultura, nei costumi, nella testa degli inglesi attraverso le storie grandi e piccole, le testimonianze, gli aneddoti raccolti nel corso degli anni.
14 recensioni presenti. Media Voto: 2.21 / 5Giovanni (29-10-2007) Bruttino. Concordo con le osservazioni finora espresse: superficiale, pieno di pettegolezzi da portinaie, perfino noioso quando enumera dati e cifre, scritto in uno stile "brillante" ma che dopo qualche riga stanca, pieno di ironie e ammiccamenti che non rendono la lettura fluida ma la appesantiscono. Frequenti cambi di argomento, repentini e ingiustificati, neanche i titoli dei paragrafi corrispondono a qualcuno dei temi in essi trattati. Francamente una lettura di cui si poteva fare a meno. Peccato, un'occasione persa! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Honeyblossom (13-09-2007) E' un libro che ho letto volentieri, e che ha l'enorme pregio di raffigurare davvero l'Inghilterra come è stata nell'epoca di Blair, con dettagli insoliti, particolari sconosciuti, e molto realismo.
Esauriente dove si addentra negli aspetti politici, economici e sindacali dell'Inghilterra di questi ultimi anni.
Luoghi comuni? L'inghilterra è questa, piaccia o no. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Selene (19-02-2007) Tanta la curiosità di leggere questo libro e ora troppa delusione...non mi è piaciuto per niente,è stato solo una delusione completa!Mi spiace ma trovo noioso il modo in cui è scritto, si parla troppo del primo ministro e poco dell'Inghilterra, troppo della politica e poco del resto.Mi è piaciuto solo il primo capitolo dedicato alla regina,il resto totalmente negativo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Luca (11-10-2006) Completa delusione. Da un giornalista che ha vissuto 10 anni a Londra mi sarei aspettato molto di più. Come gia' ricordato da molti, il libro è banale e pieno di inesattezze. Ma a ben vedere la cosa che mi ha stupito di piu' è che è scritto veramente male.
Avevo ritenuto il libro di Augias carino ma un po' ruffiano. In confronto a questo appare un piccolo capolavoro.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Sandra (05-10-2006) Un libro mal scritto, che non dice niente di nuovo dell'Inghilterra, ad eccezione di qualche gossip da sala d'attesa del parrucchiere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Goemon (03-10-2006) Con questo libro Caprarica dimostra di NON conoscere la citta' e di avere passato il tempo solo tra conferenze stampa, lettura dei quotidiani, insomma frequentazione dei giornalisti della stampa estera.
Avrebbe potuto fare lo stesso lavoro stando nella sede RAI di Roma e collegandosi via internet ai siti inglesi.
Ci propina ancora la storia del te delle 5 di pomeriggio che e' un falso mito (chiunque vive a Londra sa che l'"afternoon tea" e' molto prima, verso le 4, e se verso 5 si parla di te si intende la cena).
Ci parla della classica differenza tra birre "lager" e "smooth": caro Caprarica, sono contento che lei non abbia preso il brutto vizio di frequentare i pub inglesi, ma almeno non racconti scemenze. Se c'e' una differenza classica, e' tra le "lager" (chiare) e "bitter" (scure, amare). Ma l'aggettivo "smooth" non fa parle del linguaggio comune, e' spesso solo nelle etichette.O ancora avrebbe potuto parlare della venerazione degli inglesi verso le tradizionali "ale".
Metto in guardia chiunque trovi questo libro interessante: e' tutto inesatto e rispecchia molto quello che purtroppo leggiamo ogni giorno sui giornali quotidiani. Ma quando un giornalista decide di pubblicare un libro, a mio avviso dovrebbe controllare e ricontrollare quello sche scrive.
Non spendete i soldi in questo libro.
Se vi piace Londra consiglio "I segreti di Londra" di Corrado Augias, che e' si' noioso ma almeno e' veriterio e ben documentato. Un abisso rispetto al libro di Caprarica. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Federica (11-09-2006) Ho letto il libro tutto d'un fiato e l'ho trovato davvero travolgente. Per chi ama Londra, vezzi, difetti e pregi sembra quasi un manuale per cercare il vero cuore della città. In fin dei conti solo un inglese natio avrebbe potuto far di meglio. Anche se credo che ciò che è scritto nel libro sia solo ciò che l'autore ha voluto rivelare... il resto è lasciato (magari) all'esperienza diretta di questa sorprendente città. Del resto non si può credere che un giornalisdta del livello di Antonio Caprarica riveli 10 anni di corrispondenza a tutti...il mestiere gli impone quasi di non farlo. Per quanto riguarda le critiche sul linguaggio le ritengo davvero superflue. Basta leggere un articolo di giornale per comprendere che un bravo giornalista non può stimolare alla lettura in modo differente in un periodo in cui la lettura del quotidiano sta diventando un optional. Consiglio vivamente la lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Kinsy (05-09-2006) Chi pensa di leggere notizie e dati sulla famiglia reale non compri questo libro.
Caprarica, con un linguaggio sciolto e molto semplice, descrive l'inghilterra ai giorni d'oggi: mode, integrazioni sociali, vita moderna e molta politica (cfr. Blair).
Interessante per chi è affascinanto dagli inglesi, ma pur sempre un saggio: nulla di divertente come promette il titolo.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gaetano gaetano.lapenta@vipnet.it (03-09-2006) Un libro piuttosto interessante anche se, come ha detto elisa, ha alti e bassi. è vero, a volte è difficile afferrare la connessione tra un discorso e l'altro in quanto cambia spesso argomento senza troppa connessione logica. Interessanti tuttavia alcuni punti sulla società inglese e alcune abitudini, anche se tutti i riferimenti a giornali, libri, persone e soprattutto statistiche appesantisce troppo il libro e in molti punti lo rende noioso e ripetitivo.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
caterina (04-07-2006) Oltre il titolo nulla e' interessante in questo libro. I soliti luoghi comuni sul popolo inglese sono snocciolati in modo saccente e per nulla divertente. Spendete meglio i vostri soldi Voto: 2 / 5 |  |  |  |
elisa (02-07-2006) Il libro ha alti bassi: Alterna il gossip a dati statistici e politici ma in modo estremanete piacevole. Per chi ama Londra, obbligatorio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Enzo (07-06-2006) Un libro pessimo. E stracarico di gossip inutili, troppo sarcastico e critico verso gli inglesi ( e meno male che nella prefazone l'autore dice di essere pro-England). Non è un libro ma semmai un lungo articolo di giornale che, in quanto tale, alla lunga stanca. Stancano le frasi brevi e troppo ricche di aggetivi, stancano gli innmerevoli modi di dire inglesi tradotti alla bell'e meglio e stancano i continui riferimenti ai titoli dei giornali. Stufa l'attesa, mai sodisfatta, di arrivare finalmente a leggere qualcosa sui pregi e difetti degli inglesi. E' un patckwork confuso e irritante di stupidi dettagli, demagogie e luoghi comuni. L'autore passa da un argomento all'altro come in una delirante confusione forzando paragoni e collegamenti tra aromenti diversissimi tra loro. Insomma, un libro scritto male che non dice nulla su come siano, in bene e in male, gli inglesi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea (15-05-2006) Una vera delusione. Il libro e' si' ricco di informazioni e curiosita' sulla vita inglese, ma e' pieno di errori e imprecisioni.
Faccio alcuni esempi:
1) Caprarica cita il "Gherkin", il nuovo grattacielo della city (30 St Mary Axe) a forma appunto di cetriolo che e' uno dei nuovi simboli di Londra. Ma dalla descrizione si capisce che lui si riferisce invece all'edificio del City Hall a lato del Tower Bridge. Ma quello mica e' il "Gherkin"!
2) Parla dell' "Hyde Park Corner", dove ogni domenica si posso sentire discorsi pubblici e dibattiti. Ma anche qui sbaglia: e' lo "Speaker Corner", non l'"Hyde Park Corner"!!! Non voglio credere che non sappia neppure questo, ma almeno ha riletto quello che ha scritto?
E cosi' via via con questo genere di inesattezze.
Tutto il libro e' solo una "copia e incolla" dal "Daily Mail" per i gossip e dal libro "The English: A Portrait of a People" di Jeremy Paxman per il resto.
L'unica cosa che mi e' piaciuta e' la descrizione di una cena in un vecchio college di Cambridge (il Pembroke). Ho provato le stesse sensazioni.
Ma e' davvero poco per un giornalista della sua fama. Spero che adesso che sta a Parigi esca un po' di piu' di casa e veda come la gente vive veramente.
Sono un lettore deluso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luigi (24-04-2006) troppo bello e troppo interessante.Obbligatorio per chi ama Londra Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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