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Hill Joe - La scatola a forma di cuore |
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Titolo | La scatola a forma di cuore |
| Autore | Hill Joe | Prezzo Remainder - 55%
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€ 8,10
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 9,90)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 367 p., rilegato | | Traduttore | Curtoni M.; Parolini M. |
| Editore | Sperling & Kupfer
(collana Narrativa) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| Il protagonista, mito invecchiato del rock death-metal, è un collezionista del macabro: un ricettario per cannibali, un cappio da boia di seconda mano, un film snuff. Ma niente può competere con quell'oggetto in vendita su Internet: "Vendesi il fantasma del mio patrigno al miglior offerente..." dice l'annuncio. E l'uomo ha già la carta di credito in mano. Per mille dollari diventa l'unico proprietario di un abito che appartiene a un uomo morto. Il protagonista non ha paura. È da una vita che gestisce una serie di fantasmi: quello di un padre molestatore, delle amanti abbandonate senza cuore, degli amici traditi. Ma quello che gli porta il corriere in una scatola a forma di cuore non è un fantasma come tutti gli altri. L'ex proprietario dell'abito è "morto e vegeto" ed è ovunque: dietro la porta della camera da letto, seduto nella Mustang, in piedi davanti alla finestra, dentro lo schermo gigante del suo televisore, nel corridoio con un rasoio affilato appeso a una catena nella sua mano scheletrica. E sempre in attesa.
Media Voto: 3.6 / 5A.M. (17-05-2011) L'opera prima del secondogenito di Stephen King non mantiene, purtroppo, le promesse. Mi aspettavo un romanzo più efficace, più evocativo. I personaggi non sono caratterizzati a sufficienza, tanto da non riuscire ad immedesimarsi in nessuno di essi. Ci sono salti temporali che disorientano il lettore, tentativi di flashback malriusciti. La storia non regge, non emoziona e soprattutto non spaventa! Rarissimi i momenti di tensione e suggestione. L'inizio è promettente, ma le avvisaglie della pochezza della trama si manifestano presto assieme al fantasma di Craddock McDermott. Come horror non convince affatto, risultando banale e grottesco. Di thriller ha poi ben poco e si lascia dimenticare in fretta. La penna è ancora acerba, ma nel DNA Joseph Hillstrom King possiede tratti del padre scrittore. Gli si può dare una seconda chance, anche se personalmente non penso lo farò. Non si tratta di una bocciatura, ma di un serio esame di riparazione certamente si! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Silvia silvia465@libero.it (20-11-2009) Beh direi che come esordio non c'è male. Buon sangue non mente, nelle parti iniziali mi pareva quasi di vederci lo zampino del padre, poi forse si dilunga un po' troppo, a volte certe scene sono troppo piene di dettagli, ma nell'insieme una buona storia, speriamo che continui così, un erede del re per raddoppiare i brividi dei suoi fans.
Per quanto riguarda il finale sono d'accordo con l'utente precedente, la storia è chiusa fin troppo bene, però a me non spiaciono i finali in sospeso del padre... anzi, li preferisco al "vissero felici e contenti" in cui viene spiegato tutto di tutti Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Seby Flavio Gulisano giovaguli@libero.it (09-01-2008) Carino...ma niente di più! A differenza di suo padre, che non sa scrivere i finali dei suoi libri, almeno lui s'è sforzato un po' di più, questo è certo. La storia è simpatica anche se non è che faccia tutta 'sta gran paura 'sto fantasma, lo stile di scrittura cmq è buono, riesce a farti vedere con gli occhi le scene che stanno vivendo i protagonisti, in questo riconosco all'autore di essere davvero bravo. Lo consiglio però solo agli amanti di Stephen King. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberto (23-11-2007) E' proprio il caso di dire che buon sangue non mente: il secondogenito del Re ci sa fare, sopratutto per essersi cimentato in una storia di fantasmi, cosa per nulla facile.
Anzi: niente è più difficile che raccontare una storia di fantasmi senza cadere nel ripetitivo, nei clichè vecchi e stravecchi rischiando di partorire qualcosa di noioso e prevedibile.
Invece - e qui sta la grandezza di Hill - questa non è solo una storia di un feroce fantasma che torna ma anche quella di tanti altri fantasmi, quelli di Judas Coyne, quelli di Anna, quelli di Marybeth, quelli che si sonono insinuati da bambini nell'animo e che ci si porta dietro tutta la vita.
I peggiori fantasmi sono quelli che infestano l'anima e, prima o poi, bisogna farci i conti.
Il figlio del Re promette grandi cose, lo salutiamo come Principe.
Un appello alla Sperling & Kupfer: pubblicate la sua antologia Twenty Century Ghost Stories che gli è valsa ben tre premi ? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo (23-10-2007) Ottimo esordio per il giovane Joe Hill. Che non si faccia notare che questo scrittore sotto pseudonimo non è altro che uno dei tre figli di Stephen King mi sembra, sinceramente, un peccatuccio che ci si poteva permettere.
Uno dei migliori libri di genere che ho letto negli ultimi anni. Alla prossima...signor Joseph King Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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