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Pansa Giampaolo - I gendarmi della memoria

I gendarmi della memoria TitoloI gendarmi della memoria
AutorePansa Giampaolo
Prezzo
Sconto 15%
€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
Prezzi in altre valute
Dati2007, XVI-503 p., rilegato
EditoreSperling & Kupfer  (collana Saggi)
 Disponibile anche in ebook a € 9,99

Disponibilita immediata
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Descrizione
Chi sono i "gendarmi della memoria" evocati nel titolo del nuovo saggio di Giampaolo Pansa? Sono tutti coloro - dalla sinistra radicale a molti intellettuali che vi si richiamano ideologicamente - che tengono sotto chiave la memoria della guerra civile, per impedire che chiunque dissenta dalla loro versione ci metta le mani, la "revisioni", racconti verità scomode che possano intaccarne l'immagine oleografica da loro custodita e tramandata nel tempo. Questo libro ripercorre l'esperienza vissuta da Pansa nell'ultimo anno, dopo l'uscita del suo "La Grande Bugia". Un lavoro scomodo, documentato e duro, che rimetteva in discussione il mito resistenziale e il ruolo giocato dai comunisti nel costruirlo, criticando al contempo quanti non accettavano nessuna forma di ripensamento o di autocritica. La reazione contro Pansa è stata durissima, costellata da gravi episodi di intolleranza. Ma l'autore non si è fatto certo intimidire e nelle sue nuove pagine dimostra la validità delle tesi che ha sostenuto, rivelando parecchie delle storie "proibite" dai gendarmi: da quelle di comandanti partigiani comunisti eliminati dal Partito perché dissenzienti rispetto alle sue direttive, al ruolo ambiguo che esso svolse in una zona cruciale come l'Emilia nel periodo successivo alla Liberazione. Insieme a queste, Pansa racconta molte altre vicende della resa dei conti sui fascisti sconfitti, grazie alle testimonianze di persone che, dopo 60 anni di silenzio, oggi parlano.

I vostri commenti
15 recensioni presenti.  Media Voto: 3.33 / 5

benito ottomeni (28-10-2008)
Una semplice precisazione: a pag. 308 viene scritto che il PCI propose al comune d'intitolare una via a nostro padre....... Ciò non è vero fu l'Anpi provinciale a chiedere ciò il 13 marzo 1986 ,è solo il 14 luglio 1987 che il sottoscritto quale consigliere del pci chiede di conoscere le intenzioni del sindaco, che risponde il 19 dicembre 1987 esprimendo contrarietà, ma è solo il 28-11-1989 che il Consiglio Comunale discute una mozione presentata da 3 consiglieri del pci e 3 psi, che poi verrà bocciata con 6 voti a favore 9 contrari e 4 astenuti sindaco compreso. Cordiali Saluti Benito Ottomeni.
Voto: 1 / 5
Latinese (21-07-2008)
Pansa avrebbe fatto meglio a scrivere un pamphlet sulle reazioni al Sangue dei vinti (e in certi casi ha le sue ragioni), e poi, separatamente, un altro libro sui lati lasciati nell'ombra della resistenza. Invece ha mischiato le due cose, e il risultato non è che convinca più di tanto. Poi permangono i soliti problemi, certe volte cita le fonti certe volte no, le cita male, senza note a piè di pagina (che snellirebberlo il libro e lo renderebbero più leggibile)... così com'è mi pare più un regolamento di conti che altro.
Voto: 2 / 5
ant lomell@libero.it (20-07-2008)
Fa bene Pansa a rivendicare il coraggio di aver scritto certe cose, ma siamo a 7 l'abbiamo capito! L'unica nota di demerito è che si paragona alla Fallaci e a Magdi Allam...insomma per arrivare così in alto ce ne è ancora di strada
Voto: 3 / 5
Antonio66 (25-03-2008)
Finalmente qualcuno che ci raccontà la verità che per anni gli eredi del '68 ci hanno nascosto con spudorata vergogna...grazie Pansa
Voto: 5 / 5
luca xmel1@hotmail.com (02-01-2008)
bello, divulgativo di quanto molti sanno e troppi nascondono, caustico con chi ha cercato di smentire le sue precedenti ricerche con superficialità. fantastico il ritratto di Guccini (che è uno dei cantautori che preferisco)
Voto: 4 / 5
Valeria (27-12-2007)
Pansa, ovvero com' è bello far fronda pseudo-intellettuale. Libro che ha l' unico pregio di essere scorrevole, a patto di non prenderlo come un saggio storico seriamente documentato ma come una interpretazione parziale o in alcuni casi congetturale delle vicende della Resistenza. Pansa si prepara la strada per i prossimi anni, in cui i testimoni diretti e i protagonisti della Resistenza saranno tutti morti, e ciascuno potrà dire, paritariamente, la propria verità , anche se improbabile, senza tema di smentita.
Voto: 1 / 5
VINCENZO DE STEFANO vincenzodestefano@yahoo.it (08-12-2007)
Pansa, con la solita chiarezza ed onestà, completa la sua opera di informazione storica. I meriti di questo giornalista sono grandi perchè contribuisce alla verità e alla giustizia nella storia. La reazione di certa sinistra mostra con evidenza che essa è tuttora abituata alla menzogna e all'occultamento della verità. Il libro è da leggere e da consigliare.
Voto: 5 / 5
Pietro Ferrari (19-11-2007)
Contestualizzare: questo l’invito che ci rivolgono incessantemente gli apologeti della resa dei conti post 25 aprile 1945, senza rendersi conto che quella da loro utilizzata è un’arma a doppio taglio. La “contestualizzazione”, infatti, è un argomento che si presta benissimo ad essere speso per giustificare qualunque atto di violenza, commesso da uomini ai danni di altri uomini, a seguito di una violenza precedentemente subìta. Non vi è, infatti, alcun periodo (o contesto) storico che vada esente da elementi da tensione, o da motivi, anche fondati, di rivendicazione, poiché in ogni epoca vi sono etnie, nazioni, classi sociali che patiscono gravi ingiustizie. Non infrequentemente accade che i popoli si lascino trascinare da questo o quel regime, più o meno dispotico, in avventure belliche, talune vittoriose, talaltre disastrose. Ciò dovrebbe giustificare l’esercizio periodico di sanguinose vendette collettive? Se applicata in modo sistematico, questo genere di “logica” trasformerebbe la Storia in una spirale senza uscita di brutali carneficine.
Voto: 3 / 5
Francesco (10-11-2007)
Credo che Pansa sia una delle poche figure che permettano di avere fiducia in una "vera" sinistra in Italia. Quella parte politica dovrebbe tenerselo caro anzichè attaccarlo "a prescindere" (in modo figurato e non!). La "parte nobile" della nostra sinistra dovrebbe battere un colpo, ma invece... Questo è un ottimo libro, come al solito quando si parla di Pansa, anche se, a mio parere, un poò al di sotto di "Sconosciuto 1945" che resta il migliore di questo filone. Consigliato.
Voto: 5 / 5
Andrea (10-11-2007)
Pansa scrive bene, legge, ed è informato sul dibattito storiografico contemporaneo. Ma non riesce a mettere tutte queste cose insieme. Impressiona il tono e l'atteggiamento autistico del discorso. Pansa coglie nel segno, ma non sembra riuscire ad uscire da una lettura su se stesso. Questo libro davvero assume l'aspetto di esplosione dell'IO. I contenuti sono quelli di un libro "revisionista" alla De Felice (per Pansa non credo sia un'offesa)In alcuni punti usa l'arma dei negazionisti (alla Mattogno) che utilizzano le inevitabili incongruenze nei ricordi dei sopravvissuti per inficiare l'impianto (cataste di 30 metri di morti? Impossibile). Quando attacca Capogreco perché nel citare il suo libro "Il Sangue dei Vinti" commette un evidente errore di battitura (“2005” invece che “1945”) e su questo errore imbastisce tutto un ragionamento. Ma nelle ricostruzioni di Pansa (le quali sono vere così come le accuse al PCI) viene taciuto che la "mattanza" del dopo 1945 non avviene in un paese normale. Non è l'Italia del 1978 e del rapimento Moro ma un Italia distrutta dalla guerra e la guerra la iniziarono i fascisti e nazisti (Bisognerà pur dare i nomi alle cose). E'un Europa distrutta dalla guerra totale e ideologica, di sterminio, con 60 milioni di morti. Civili e militari considerati alla stessa stregua. In tale temperie selezionare alcuni episodi estrapolandoli da un terribile clima di sangue e odio è fuorviante, soprattutto rivolgendosi ad una platea che vive in pace da 60 anni. Le stragi, i bombardamenti, Le rappresaglie in tutto questo manca qualcosa. Cosa manca? il fatto che ci si rappresenta sempre come vittime. L'Italiano medio, di qualunque colore, si trova d'accordissimo nel condannare le stragi in Italia. L'Italia non è stata una vittima del fascismo ma ideatrice e allo stesso livello del nazionalsocialismo Chiediamo la condanna dei criminali di guerra nazisti ma nel documentario Fascist Legacy si scopre che criminali di guerra italiani ricercati dopo la 2° guerra Mondiale erano oltre 1200!
Voto: 2 / 5
maxb (09-11-2007)
...lunare...
Voto: 1 / 5
Stefano (29-10-2007)
Come al solito Pansa continua, con la solita bravura, a descrivere fatti tragici accaduti subito dopo la liberazione. Non mi stancherò mai di ribadire che solo dicendo la verità sui crimini commessi da entrambe le parti in causa, l'argomento Resistenza e Fascismo in futuro potrà essere affrontato con più serenità. Continuare a negare o nascondere certi fatti accaduti in quel periodo non fa certo onore a chi ha lottato seriamente per la Resitenza.
Voto: 5 / 5
daniele (18-10-2007)
Contestualizzare degli stupri? La solita scusa....Pansa continua nella sua meritoria opera di informazione. Ottimo!
Voto: 5 / 5
Andrea Liscio (16-10-2007)
Sinter parlare di verità mi sembra sempre un poco infantile, tant'è. Pansa continua il viaggio cominciato anni fa, meritevole ma perverso. Perverso perchè nella foga dell'illuminare aspetti lasciati nella penombra (non nell'ombra, ricordiamocelo) tende a decontestualizzare gli accadimenti.
Voto: 3 / 5
Luigi gbebeto@libero.it (15-10-2007)
Pansa colpisce ancora nel segno. A leggere questo libro (come il sangue dei vinti e sconosciuto 1945) si ci si arrichisce di una verita' che e' mancata per troppo tempo al nostro bagaglio culturale.
Voto: 5 / 5

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