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Pezzuto Vittorio - Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora |
Penna caustica e corrosiva, uomo di spettacolo a tutto tondo, autore radiofonico e teatrale, padre della tv moderna. Una carriera esplosiva, costellata di successi. Una fama di innovatore geniale, conquistata a colpi di creatività e talento. Poi, la caduta, quando nel 1983 viene accusato di associazione per delinquere di stampo camorristico. È l'inizio della sua seconda vita. Si ritrova, innocente, in carcere. Potrebbe essere l'inizio della fine e invece è l'esordio di una nuova sfida, condotta con determinazione e generosità, che lo porta al Parlamento europeo per portare avanti le battaglie dei Radicali. Arriverà l'assoluzione, con formala piena. E il "caso Tortora" diventerà il simbolo della malagiustizia.
Media Voto: 5 / 5PIETRO (23-09-2008) Uno dei libri più sconvolgenti che abbia letto. Nella tragedia di un uomo lo specchio di un paese, che da allora non è cambiato. Voto: 5 / 5 |
Alessandro (06-09-2008) Quando ho chiuso il libro tutto non era come prima. Ero piccolo all'epoca dei fatti, mi ricordo solo un pappagallo e le manette ai polsi, leggendo chi è stato Enzo Tortora, conoscendo la sua figura retta e onesta, si è aperto uno squarcio nella memoria...
Il libro di Pezzuto straccia qualsiasi Travaglio contemporaneo, è un libro documento onesto e veramente coraggioso: scavare nella parte più malata delle giustizia italiana, nell'invidia di certi autorevoli (a loro dire) giornalisti, riportare frasi di personaggi ai quali abitualmente riserviamo rispetto (in nome di chi poi?), tutto narrando la più grossa montatura giudiziaria, con colpevole dolo di magistratura e forze dell'ordine, dell'Italia moderna.
Un libro che rende omaggio in una parte ad un uomo perbene, un professionista serio e colto, e dall'altra che mostra una giustizia da incubo, farsesca, kafkiana, incompetente, delittuosa.
In pochi hanno chiesto scusa su tutte le diffamazioni e di tutti i comportamenti che un ridicolo circo mediatico di scribacchini (con illustri giornalisti) ha vomitato addosso ad un uomo innocente.
Un libro che dovrebbe far riflettere quando la distanza tra magistratura e giornalismo è quasi nulla. Voto: 5 / 5 |
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