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Telese Luca - Qualcuno era comunista. Dalla caduta del Muro alla fine del PCI: come... |
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Titolo | Qualcuno era comunista. Dalla caduta del Muro alla fine del PCI: come i comunisti italiani sono diventati ex e post |
| Autore | Telese Luca | Prezzo Sconto 15%
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€ 18,70
(Prezzo di copertina € 22,00 Risparmio € 3,30)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 743 p., ill., rilegato |
| Editore | Sperling & Kupfer
(collana Saggi) |
| | Disponibile anche in ebook a € 6,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nove novembre 1989: crolla il Muro di Berlino, finisce un mondo. Pochi giorni dopo, il segretario del PCI Achille Occhetto pronuncia, davanti ai partigiani della Bolognina, parole destinate a cambiare per sempre la politica italiana. È l'atto iniziale della fine del più importante partito comunista d'Occidente. Nei quindici mesi successivi, fino al congresso conclusivo di Rimini del febbraio 1991, la dissoluzione del grande partito di massa si trasformerà in una vicenda intricata e piena di colpi di scena. "Qualcuno era comunista", come un romanzo corale, racconta questa storia e i suoi primattori: da Occhetto, il leader neoromantico, arruffato ed emotivo, al suo gelido alter ego Massimo D'Alema; da Pietro Ingrao, il visionario che voleva la luna, al granitico e "britannico" Giorgio Napolitano. Punteggiato dalle testimonianze dei protagonisti di allora questo libro svela in cosa consisteva la "diversità" del comunismo italiano, raccontando proprio il momento in cui i suoi valori si avviavano verso un turbolento e, per certi versi, incredibile epilogo. Ma c'è un altro motivo per cui rievocare il terremoto del 1989, vent'anni dopo, ha un senso profondo. Quella storia, infatti, non è finita. Ha lasciato in eredità una sinistra senza identità, incapace di vincere, una classe dirigente bloccata dagli stessi ex quarantenni che pretendevano il ricambio generazionale due decenni prima, un partito che ha mutato nome quattro volte, senza mai cambiare facce.
Andrea (08-10-2009) Telese è un bravo narratore, ho letto anche altre cose sue, questo l'ho appena comprato e non credo mi deluderà. Perché dunque un così voto basso? Perché sfogliandolo e arrivando alla pagina della bibliografia, l'autore mi ha davvero irritato.
Telese è un giornalista, ha scritto libri da giornalista: cioè usando un linguaggio scorrevole e tutte le armi che questa professione offre.
Perchè, dunque, credere di essere quello che non si è? Telese se la prende con le note e il noto (e obbligatorio) corredo dei testi storiografici, dicendo che non li ama (forse non li sa usare?). Ma Telese non è uno storico e questo non è un libro di storia. Così come Pansa se la prendono parlando di cose che non sanno (non sanno? mah!) Ambedue sono bravi nel loro mestiere. Non voglio fare la lezioncina da accademico, ma sarebbe come scrivere la biografia di Einstein dicendo che non si sono usate formule scientifiche perché "non si amano" e, non , semplicemente perché in QUEL con-testo non sono necessarie,
Ad ognuno il suo, per favore!
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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