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Salza Alberto - Niente. Come si vive quando manca tutto. Antropologia della povertà... | Come si fa a capire la povertà del mondo di oggi? Basta pensare al sifone del gabinetto (quello all'occidentale, non il semplice buco nel terreno che va per la maggiore nel resto del pianeta): chi sta in alto respira aria pulita e guarda verso il cielo. Chi sta nella strettoia centrale si industria a galleggiare sulla schiuma. Ma chi sta sotto la curva del sifone, per quanti sforzi faccia, non ha modo di risalire. In altre parole: i poveri sono sempre più poveri. E ciò accade tanto nei Paesi del cosiddetto Terzo Mondo, quanto nelle nostre città. Dalla giungla al giardino di casa nostra, il mondo è disseminato di trappole che si chiamano assenza: di cibo, acqua, casa, patria, diritti, istruzione, salute. Alberto Salza, antropologo irriverente e, in qualità di viaggiatore, grande narratore di storie, per quarant'anni ha vissuto pericolosamente a contatto con la miseria estrema, dalle periferie delle nostre città agli slum delle megalopoli di Africa e Asia. Ne ha ricavato un pugno di teorie e molti taccuini di aneddoti e incontri con personaggi impossibili da dimenticare. Il risultato è questo volume: fra scienza e racconto, humour nero e tragedia, un libro di antropologia che si legge come un reportage e si chiude con una domanda tanto paradossale quanto inquietante. Ci prepariamo ad assistere alla nascita di una nuova specie? Homo nihil, il povero più povero, sarà il prossimo anello dell'evoluzione umana?
Media Voto: 5 / 5Marco amicizia32@hotmail.com (31-05-2010) Davanti a un libro come questo perdono tutti. Perdono i potenti del mondo con i loro G8, G10, G20. Perdono i sostenitori dello sviluppo sostenibile che si riempiono la bocca di teorie gonfie di aria fritta. Perdono le ONG, le associazioni umanitarie e gli organismi come l'ONU, la FAO, l'UNICEF e via di seguito
Perdono i tanti economisti e intellettuali che vivono nel loro mondo di panglosse. Perdono i politici demagoghi e le veline dello spettacolo con la loro beneficienza esibita.
L'autore affronta il tema della miseria nera con un approccio simile al positivismo ottocentesco di un Zola (Germinal) per esporre la teoria del neinte, arricchendo la narrazione con un'ironia amara, sottile, geniale, a volte quasi di sapore manzoniano. Niente cibo, istruzione, diritti, alloggio...ogni capitolo è un anello della catena che viene tolto. Finchè Cosa rimane? Appunto Niente. E' l'amara realtà di almeno un quarto della popolazione mondiale, a cui bisogna aggiungere due quarti che stanno appena appena sopra il sifone del WC. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro (13-10-2009) libro bellissimo di agevole lettura. sintetico , crudo ! . Con passo sicuro ti fa entrare nelle miserie del mondo , quello vero. Difficile lamentarsi dopo averlo letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franz (02-09-2009) Colto, interessante, originale. Una lettura indispensabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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