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Garrido Antonio - Il monastero dei libri proibiti | Germania, anno 799. Theresa è una giovane apprendista che realizza pergamene pregiate in un laboratorio di Wurzburg, un lavoro "da uomini" che richiede abilità non comune e dimestichezza con la pelle degli animali scuoiati. Suo padre, Gorgia, un esperto scrivano bizantino, le ha trasmesso la passione per i libri, oltre al carattere indomito. Ma un giorno nella piccola bottega fa irruzione la storia. Carlomagno, re dei Franchi, sta per essere incoronato imperatore e, in gran segreto, ha commissionato a Gorgia la traduzione di un documento di vitale importanza per la cristianità: la celebre "donazione" con cui Costantino cedeva alla Chiesa di Roma vasti possedimenti. Ma un terribile incendio distrugge il laboratorio e Theresa, accusata ingiustamente, è costretta a lasciare la città. Dopo una rocambolesca fuga, trova rifugio presso il monastero di Fulda, dove conosce Alcuino di York, erudito ed esperto di antichi manoscritti. Da quel momento, insieme all'arguto frate, Theresa dovrà fare luce su una serie di misteriosi eventi che stanno sconvolgendo la regione: epidemie letali, improvvise sparizioni, omicidi efferati, tradimenti sospetti che ruotano attorno a un archivio di libri proibiti. Finché la ragazza si troverà intrappolata negli ingranaggi di una cospirazione che mette a rischio, oltre alla sua stessa vita, il destino del mondo occidentale.
8 recensioni presenti. Media Voto: 1.12 / 5ALINA (11-12-2011) In verità il libro è proprio moscio, lento, con personaggi mal delineati. La donazione di Costantino è un fatto trito e ritrito, che qui risulta pretestuoso per ingarbuglairci una trama poco accattivante. Ignoro se sia la traduzione a fare acqua o è proprio l'autore a scrivere in questo modo pedestre. Comunque, e lo dico a chi non ci ha fatto caso, la Rizzoli tiene in programmazione un libro dal titolo pur accattivante: "I custodi della pergamena proibita" di un certo Gritti. Non so chi sia, ma mi auguro che qui, di proibito, ci sia qualcosa di nuovo e accattivante. Buon Natale Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maurizio ghemau60@yahoo.it (25-05-2010) me lo hanno regalato....e l'ho letto. ho commesso l'errore di leggerlo (per scelta personale porto a termine sempre la lettura di un libro). eh si perchè è di una noia fuori misura. investite i vs soldi in altri libri: non sarà certamente difficile trovarne di migliori. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
mauro chessmate1960@yahoo.it (17-09-2009) concordo con chi ritiene il paragone a "il nome della rosa" alquanto azzardato; il libro non mi ha mai coinvolto più di tanto e sinceramente viste le premesse del titolo e la trama anche io mi aspettavo qualcosina di più. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maurizio geo307pgt@yahoo.it (16-09-2009) purtroppo anche io mi devo associare ai commenti già espressi in precedenza: nella lettura di questo libro, in certi frangenti noiosa, non è mai scattato quel feeling che invano ho atteso dalla prima all'ultima pagina. personalmente trovo fuori luogo il paragone a . un libro "piatto" dove di interessante c'è solo...il titolo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
anita (29-06-2009) Un libro veramente inutile. Che non ha dato emozioni e null'altro se non il rimpianto di aver sprecato tempo a leggerlo. Scritto male e, credo, tradotto anche peggio. Certo che aver impiegato sette anni della propria vita per scrivere un romanzo come questo ... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Renato Ceres (17-06-2009) Mi spiace aggiungere un commento e così dare l'impressione che questo sia un libro che li meriti, i commenti. Confermo quelli di chi mi ha preceduto, e vorrei solo mettere in guardia chi fosse indeciso se investire tanti euro in questo romanzo. Anche io sono caduto come un'allodola nela trappola del titolo, lo ammetto; quindi complimenti all'editor della versione italiana. Uno dei pochissimi libri che non sono riuscito a terminare, e pensare che l'epoca e i luoghi dell'ambientazione promettevano tanto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Domenico (03-06-2009)
Concordo con la rece di Gabriella.
Sono un amante dei romanzi ambientati in epoche passate,specie nel Medio Evo;IL NOME DELLA ROSA e I PILASTRI DELLA TERRA sono due tra i miei romanzi preferiti,quindi ho acquistato questo nuovo romanzo pieno di fiducia e sparanza.
Fiducia e speranza che si sono dissolte dopo solo un centinaio di pagine e se non ho chiuso e messo da parte il libro è solo perchè una volta iniziato a leggere un romanzo lo devo portare a termine.
Trama che non ti piglia mai,personaggi privi di un qualsiasi spessore,dialoghi ridicoli...e mi fermo qui.
Personalmente lo sconsiglio a tutti,poi ognuno fa come crede
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gabriella (25-05-2009) Un libro decisamente brutto,non ci sono eufemismi.
Paragonarlo alla Cattedrale del mare e ai Pilastri della terra é un delitto.La storia non coinvolge, mancano i dialoghi tra i personaggi che non hanno nessuna caratterizzazione.In definitiva sembra di leggere un lungo articolo di cronaca. Non mi piace dirlo,ma non leggetelo!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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