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Imogene è giovane e bella. Bacia come una diva del cinema e sa tutto di tutto su qualsiasi film. È morta, ma aspetta Alec Sheldon nel Rosebud Theater in un pomeriggio del 1945... Arthur Roth è un tipo solitario con grandi idee e un talento per attirare i guai. Non è semplice farsi degli amici quando sei l'unico "ragazzo gonfiabile" in città... Francis non è felice. Un tempo era umano... un tempo, appunto. Adesso invece è un insetto gigante di un metro e mezzo e tutti a Calliphora tremano quando lo sentono cantare... John Finney è rinchiuso in un seminterrato macchiato del sangue di altri ragazzini assassinati. Lì con lui c'è un vecchio telefono che, nonostante sia stato scollegato da un bel pezzo, squilla sempre di notte. E all'altro capo del filo c'è... la voce agghiacciante dei morti. Una raccolta di racconti dell'orrore che mescolano il soprannaturale alla vita quotidiana, l'incubo alla normalità, il panico allo humour senza disdegnare un pizzico di romanticismo.
Media Voto: 5 / 5Cody Edwards (22-11-2010) Non c'è che dire: grazie a questa antologia, Joe Hill ha dimostrato di essere l'autentico erede del Re. Ciascuno di questi sedici racconti, infatti, è a suo modo speciale e con una morale di fondo che riesce a superare egregiamente la sua barriera orrorifica. Ci sono i rancori profondi, l'odio, le delusioni della vita, i bulli e i genitori incapaci, ma anche alcune tra le più profonde e sincere amicizie, e amori che, nonostante gli anni, non sono mai sopiti del tutto. Fra tutti segnalo "Un fantasma del Ventesimo Secolo", "Pop Art", "Il telefono nero", "L'ultimo respiro", "Bobby Conroy ritorna dal mondo dei morti" e "Ricovero volontario". Ma ora ascoltate: non c'è un telefono che sta squillando, da qualche parte, in fondo ad una stanza? Forse, fareste meglio a rispondere: ne rimarrete piacevolmente sorpresi... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (27-03-2010) Mai come in questo caso è giusto dire che buon sangue non mente: Joe Hill è il figlio del Re e si vede. Grande Joe, ti vogliamo bene come ne vogliamo a tuo padre, continua così!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
danilo arrigoni (16-12-2009) La miglior antologia d'esordio che mi sia mai capitato di leggere! Un variegato caleidoscopio di meraviglie che vi sapranno divertire, terrorizzare, commuovere. Almeno i 2/3 dei racconti contenuti sono autentici capolavori (cito solo "La maschera di mio padre", inquietante racconto alla Ligotti e il perturbante, claustrofobico, lovecraftiano "Ricovero volontario", una perla che consiglierei di leggere abbinata a N., dall'ultima raccolta di papa'Stephen). Il Re ha allevato in famiglia il proprio degno successore e, se fossi in lui, comincerei a proccuparmi sul serio. Ma, si sa, che "le colline hanno gli occhi" e li tengono ben spalancati su indicibili Altrove! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anticonemico (17-09-2009) Nell'attuale deserto della letteratura horror questa antologia di Joe Hill brilla come un diamante in mezzo ad una discarica. La copertina non invogliava certo a comprare il libro, ma superato il primo impatto visivo e acquistato il libro assicuro i lettori che non avranno da pentirsi. Pur non avendo la forza dirompente della prima antologia di King " a volte ritornano " i racconti di Hill brillano di luce propria consegnandoci un'America piena di bulli pronti a tormentare compagni di scuola piu' deboli, persone tormentate per l'amore perduto e disadattati che vivono la vita letteralmente alla giornata. Gli U.s.a scintillanti e da carta patinata sono lontani anni luce dagli scritti di Hill e la sua nazione assomiglia molto di piu' a quella descritta da certe canzoni di Springsteen. I racconti da tenere d'occhio sono "un fantasma del ventesimo secolo " (che occhieggia al "re")" il telefono nero" " il mantello" " l'ultimo respiro (grande omaggio al compianto Bradbury) la colazione della vedova e il fantastico "Bobby Conroy ritorna dal mondo dei morti" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alice (13-07-2009) ero molto scettica se comprare o meno questo libro,tra me e me pensavo "è davvero possibile che il talento letterario possa presentarsi in due generazioni successive?",capisco che joe hill abbia voluto scrivere con uno pseudonimo,il confronto con l'ingombrante padre è davvero pesante,soprattutto se scrivi racconti di paura e tuo padre è il re dell'horror.
be,ora so che la risposta alla mia domanda può essere si.
Si,il talento può riprensentarsi in una stessa famiglia per la seconda volta: joe hill scrive racconti meravigliosi,degni se non superiori a quelli del padre.
tra tutti segnalo pop art,forse il racconto più struggente che abbia mai letto,i ragazzi van helsing,il telefono nero,la maschera del padre (che mi ha lasciato come stordita anche molto dopo averlo letto)e,soprattutto,ricovero volontario.
Ho amato ricovero volontario come mai,mai avevo amato un racconto.
E' pazzesco signori e signori,ma joe hill scrive storie horror in maniera a dir poco perfetta,e ha solo una trentina d'anni.
Un libro assolutamente consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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