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Talbot Roger R. - Il cenacolo delle sorelle | Ekaterinburg, Russia: una famosa attrice muore in un tragico incidente sul set. Il marito, l'oligarca Gavrijl Derzhavin, sospetta si tratti di omicidio. La figlia Nadja ne è convinta, anche se l'unico indizio è un vecchio fondale teatrale, riapparso dopo decenni di oblio. Perché quel pezzo di scarso valore aveva incuriosito sua madre, negli ultimi giorni di vita? E come mai aveva colpito Lena Leskov, la bellissima amante di Gavrijl? Nadja si getta a capofitto in un'indagine inquietante e pericolosa, ma a vegliare su di lei c'è Kirill, ex soldato e guardia del corpo di Derzhavin, un siberiano silenzioso e all'apparenza impenetrabile. La loro caccia all'assassino incrocia più personaggi e si sposta da Mosca a San Pietroburgo, dal Kazakistan all'Irlanda, sulle tracce di un'antichissima e occulta "sorellanza" e del suo segreto finora inviolato: una formula con cui, da tempo immemorabile, le adepte hanno dominato il mondo, soggiogando gli uomini di potere al proprio disegno. Una formula che non deve cadere nelle mani della donna sbagliata... In un crescendo di suspense, dove le sorprese si moltiplicano pagina dopo pagina, il romanzo corre verso l'imprevedibile epilogo, confermando il talento di Roger R. Talbot nel miscelare magistralmente storia e avventura, esoterismo e tecnologia.
17 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5luca (27-07-2011) "Ti insegnerò a usare le tue paure come cibo, il tuo corpo come mezzo, la tua voce come arma". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
HOLMES (23-07-2011) Vorrei tanto capire tutto questo accanimento editoriale per questo Talbot. Ma chi è? 3 edizioni dei "Numeri della sabbia" e quest'altra messinscena, per questo libro che presume di mettere in scena le donne. Una mattonata, resa tale, anche dal fatto che ad ogni capitolo si va a pagina nuova!!
A pag 345 leggo "Madame...Io non riesco ad andare più avanti". Ed è così. Io credo davvero di avere un'ottima resistenza, se ho retto sino a questa pagina. Non m'interessa neppure il finale...Che presa in giro! Il magnate russo, l'isola di Lambay. Parolacce per fare credere a un giovanilismo, che non c'è. Libro assolutamente privo di anima e di suspence. Un'elaborazione forzata dove l'autore sembra sperdersi. Assolutamente da sconsigliare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
roby granger (29-09-2010) Ho letto questo libro in poco tempo,non perchè era talmente coinvolgente da non farmi staccare gli occhi dalla pagina, ma perchè non vedevo l'ora di finirlo per poter leggere qualcosa di meglio!Noioso, banale, superficiale, e truffaldino.Sì,perchè dalla trama si evince tutt'altro,e sinceramente pensavo che ci fosse più attenzione per i casi del passato (Anna Bolena, Cleopatra, Jackeline Kennedy, Marylin,come si poteva evincere dalla quarta di copertina,mentre vengono solo citati per attirare le lettrici a comprare,illudendole di leggere un libro pseudo-storico.Queste figure invece non c'entrano assolutamente nulla.Al centro c'è un fondale marino (ma perchè, poi),un codice celtico,figure avvolte dal mistero più totale anche per lo scrittore,che ogni tanto si perde,e "culti esoterici"al limite dell'inverosimile.Si è cercato di ripetere l'effetto dan brown,ma il risultato è stato solo un banale libro di serie C. Voto 2 perchè almeno sono riuscita ad arrivare all'ultima pagina.
P.S.Ciò che si evince da tutto questo mattone è che almeno 350 delle pagine del libro sono forzate per far aumentare di volume un libro che poteva concludersi in 100 pagine. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
julie93 (10-09-2010) Non mi è piaciuto. Devo ammettere che la trama mi aveva attirato e le premesse c'erano tutte. In realtà mi ha deluso. In alcuni punti noioso, in altri l'autore avrebbe potuto approfondire certe questioni. Nemmeno il finale ha risolevvato il giudizio. Il voto è due e non uno semplicemente perchè uno lo metto solo ai libri che non riesco nemmeno a terminare. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
luigi (01-09-2010) sono sorpreso dei voti così alti riservati a questa storia per me così ridicola e brutta all'inevrosimile, da evitare! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Antonella (30-08-2010) Beh se qualcuno aveva dubbi sul potere delle donne, con questo libro se li toglie definitivamente......Buon libro da "estate" , scritto bene, forse il finale un po' fantastico, ma che dire ? A confronto di certi gialli o presunti tali.......da comperare e leggere su una bella sdraio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MaryD (09-06-2010) Secondo me dietro questo libro tutto al femminile c'è proprio un cenacolo di sorelle scrittrici. Troppi gli elementi e gli indizi disseminati nei capitoli che lo confermerebbero... persino la chiusura ironica del finale (o_-). Per me diventerà un classico... insieme all'identità delle autrici... ops dell'autore. ;) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Thrillermania (08-06-2010) Un thriller intriso di mistero e magia, così come l’autore, Roger R. Talbot, che nessuno ha mai visto e di cui ben poco si sa, tranne che è un irlandese, italiano d’adozione (e se fosse una donna?). Il romanzo è scorrevole e coinvolgente e man mano che si girano le pagine conquista e convince sempre di più. Difficile raccontare la trama, vista la quantità di sottotrame abilmente intrecciate: diciamo che il tema principale segue le vicende di una "sorellanza" che da secoli orienta di nascosto gli uomini più ricchi e potenti del mondo. Il romanzo si apre con un episodio della Seconda Guerra Mondiale, quando il Cenacolo subisce la perdita di due delle tre Migliori, i massimi vertici della “sorellanza”. Il segreto non può morire con loro, e viene quindi criptato in un fondale teatrale, che diventerà leggenda per le altre Sorelle. Si passa ai giorni nostri e il fondale fa da sfondo - è il caso di dirlo - alla morte dell'attrice Catherine Derzhavin e il mistero finisce per coivolgere il marito, il potente e chiacchierato oligarca Gavrijl e la figlia Nadja, medico di guerra. Nel frattempo a Londra la giovane Victoria viene scelta dall'algida Madame Iv per alcune lezioni private di recitazione, molto diverse da quelle che ha sempre frequentato. "Ti insegnerò a usare le tue paure come cibo, il tuo corpo come mezzo, la tua voce come arma" le promette Madame Iv (e manterrà l'impegno nel corso del libro). Anche lei conosce bene la leggenda del fondale: quando poi scoprirà che non si tratta di leggenda ma di realtà, Madame Iv diventerà una dei protagonisti della caccia. Lo scenario sarà però ben più ampio di quello di un fondale: da Londra a Dublino, dall'Afganistan al Kazakistan, da un palco del Bolshoi (dove tre donne si raccontano una storia di sorelle) fino alle spianate erbose di Lambay Island (dove due bambini si raccontano una storia di pirati) e poi gallerie d'arte con artisti-stiliti, uffici post-atomici, riti ancestrali, codici arborei, etc etc etc. Un libro raro per ricchezza di plot e qualità di scrittura.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Barbara Vernazza (07-06-2010) Bel thriller, molto ben scritto, che mischia con intelligenza un bel po' di argomenti interessanti ed attuali. La vicenda, narrata seguendo più personaggi in più nazioni, è intricata eppure lineare, come si confà ai libri dei maestri del genere. Dentro si trovano: un bel po' di viaggi in posti non propriamente consueti (Afganistan, Russia, Kazakistan, Irlanda) e con mezzi non del tutto consueti (da un deltaplano a motore a una mucca), molte storie ma anche la Storia(dalle Sorelle alla tradizione gaelica, etc), attualità (guerra afgana, ospedali di Medici senza Frontiere, la Russia degli oligarchi, gli affari sporchi per le prossime Olimpiadi di Sochi, etc), esoterismo (i numeri ogamici, il Libro di Foglie), una visione interessante del ruolo della donna dal tempo dei tempi, ma soprattutto una storia che non lascia fiato e che spesso sfiora la letteratura "alta" (alcuni capitoli sono scritti davvero magistralmente e, pensando che sono frutto della fatica di un irlandese italianizzato, viene voglia di lasciar stare moltissimi paludati connazionali). Morale: bene, bravo, bis a Roger R. Talbot. Ps: in realtà gli avrei dato 4 (il cinque si riserva solo ai capolavori) ma leggendo qui sotto di gente che si divora oltre 430 pagine in due giorni o addirittura legge tutto il libro in libreria, mi rendo conto che merita un cinque. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tremalnaik (06-06-2010) Ho comprato questo libro incuriosito dalla stroncatura di Ambrogio: oggi come oggi un libro che suscita forti sentimenti è una perla rara, nella palude ipocrita della "letteratura da premio"...e ringrazio Ambrogio, perché ho fatto un buon acquisto: il libro me lo sono letteralmente bevuto, in questo week-end. Talbot mi ha strappato dalla noia della quotidianità, e mi ha trascinato nel suo mondo. O meglio, nei suoi mondi, tutti così reali e al contempo fantastici: la nuova Russia cialtrona e vitale, un vecchio scenografo ubriacone divenuto trafficante di testate, l'altra faccia dell'Afghanistan (né Frattini al tiggì, né Gino Strada sulla Repubblica, per intenderci...), e Kirill il siberiano, che pare antipatico solo perché è un eroe fuori tempo massimo. Grazie, Talbot, per due giorni di vera evasione, volati senza riuscire a fermarmi, a staccare gli occhi dalla pagina. Perché, in fondo, solo questo io chiedo ai buoni narratori (tu, Talbot, li chiameresti "i bardi"...), nulla di più. E poi, Ambrogio, non prenderla così sul serio, non illividirti così: a me la storia del Cenacolo è parsa un mero pretesto narrativo, e non certo un tentativo di riscrivere la storia...poi, a ben guardare, se fossi una donna, l'idea non mi dispiacerebbe affatto: imbottiti come siamo di Daddarie e di Gregorace, forse Talbot pare suggerirci una visione diversa: non basta un p... di f... per tirare più di una coppia di tori: serve anche un duro tirocinio di scuola, di cultura, di sofferenza e di vita. Il che riscatta tutte coloro delle quali pensiamo che sono diventate famose attrici, o conturbanti ministre, solo perché... In conclusione, viva Talbot: e non gli dò la quinta stella solo perché sono un salgariano indomito, e l'addestramento della giovane e intrigante Victoria è un po' troppo "psicologico", per i miei gusti d'avventura... ma mi rendo conto che proprio Victoria, più di tutte, porta quel fascino eterno e ineffabile cui, probabilmente, Talbot, sorridendo, allude in filigrana... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
davide (05-06-2010) Credo che qui si stia facendo una sterile polemica. Basta chiarirsi, ma devo fare una premessa. Per lavoro, mi trovavo il 31 maggio fuori la mia città. Passando davanti a una libreria, ho veduto che due impiegati aprivano una scatola e estraevano fuori dei libri. Sono entrato e ho chiesto se si trattava di ultimi arrivi. Alla risposta affermativa, mi sono incuriosito e ho acquistato due libri. Uno di essi è il romanzo in questione. Quindi esso doveva uscire il 1° giugno, ma a me è stato venduto il 31 maggio. Cosa capitata probabilmente al lettore Ambrogio. Il libraio Danilo non se la prenda tanto. Qualche suo collega lo ha venduto prima dell'ora X. Attualmente io sto leggendo le pagine relative a IERI, al passato, che mi paiono noiose per le citazioni erudite non bene intessute nella trama col "filo porpora". Sulla questione se le donne siano state strumentalizzate, mi soffermo sulla copertina. L'immagine di Medusa che pietrifica di orrore non illumina in modo positivo la figura femminile. Anzi è un grande uomo, Perseo, ad ammazzarla!
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Daniele (04-06-2010) Avevo già letto i Numeri della sabbia e mi era davvero entusiasmato. Adesso ho letteralmente divorato il secondo libro sul treno che ogni giorno sono obbligato a prendere per lavoro. Che dire: ho ancora negli occhi tutti i paesi in cui l'autore mi ha fatto viaggiare. Mi sarebbe bastato avere "visto" il Kazakistan per poter dire di aver speso bene i miei soldi. Su questo autore si può dire tutto, ma certamente non si può dire che il libro sia scritto male e che non mantenga quello che promette. Per questo, complimenti alla lettrice che lo stronca e che afferma di essere riuscita a leggerlo tutto rimanendo seduta in Feltrinelli (un libro di oltre 400 pagine) e ora si mette a fare un manifesto protofemminista che proprio non riesco a capire. O al lettore che dice di averlo letto in 48 ore (visto che è uscito un paio di giorni fa) e l'ha talmente odiato che l'ha finito in un baleno. Io, se un libro mi fa schifo lo mollo lì e, al limite, me lo vado subito a rivendere cercando di recuperare un po' di soldi. Personalmente ho adorato il libro e lo consiglio vivamente, per la storia, i personaggi e per i viaggi che ti fa intraprendere. In più Talbot ti fa sempre imparare qualcosa di nuovo. Non è quello che si può chiedere a un romanzo? Per tutto questo, e perché mi ha permesso di rendere i miei spostamenti di città in città più sostenibili, le 5 stelle sono del tutto meritate. PS mitico il personaggio di Yuri e, per chi ha letto i Numeri, c'è un lietissimo ritorno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GERMANA (04-06-2010) Ho letto questo libro dalla Feltrinelli, ma NON l'ho acquistato. Come donna mi sento presa in giro da questo Talbot, il quale, in base alle statistiche che sanciscono il pubblico femminile maggior fruitore di libri, s'inventa tutta la storia della confraternita per prenderci per i fondelli. Impara a rispettare le donne, Talbot, non a strumentalizzarle!
Chiacchiere pseudoesoteriche, numeri e cavolate varie celtiche, in uno stile da intrattenimento industrializzato per deficienti. No, così non va.
Donne non cadete nella trappola arruffianante, come scrive pure Ambrogio! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Danilo, libraio in Siena (04-06-2010) Sono un amico di Roger Talbot, non intendo nasconderlo. Ma sono anche una persona che vive di libri. Perciò posso affermare che qui ci troviamo davanti ad un thriller eccellente. Ma il motivo per cui scrivo è un altro: questo libro è arivato in liberia martedì 1 giugno, perciò come è possibile che un lettore l'abbia letto "in 48 ore" precipitandosi a parlarne male su questo sito, che notoriamente pubblica le recensioni con almeno un giorno di scarto? C'è qualcosa che proprio non quadra, ma per fortuna se ne accorgerebbe anche il mio cane. Un saluto. Danilo, libraio in Siena Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franz (03-06-2010) Il libro è così vario e narrato così bene che, quando lo chiudi, Talbot ti ha convinto che le Sorelle esistano veramente. Se poi pensi alle varie Diana, Hilary Clinton e Carla Bruni etc la convizione diventa ancora più forte. Ma il buono del libro è ben altro: Il Cenacolo delle Sorelle vince per la varietà delle ambientazioni, per la rispondenza all'attualità, per il fascino dei suoi personaggi. Un thriller decisamente consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ambrogio (02-06-2010) Ho letto appena uscito il nuovo romanzo di Roger Talbot. Consumato (è il verbo giusto per un 'prodotto da banco') in meno di 48 ore. Dopo il femminino sacro di Dan Brown, non se ne può più di questo pseudoesoterismo declinato in salsa ruffianamente femminista. Perchè la scelta di questo tema? Sarà forse che le donne sono quelle che in Italia leggono di piu? Mah...Un libro che è la sagra dei luoghi comuni: "dietro ogni grande uomo c'è una grande donna"...e via banalizzando. Sinceramente speravo qualcosa di meglio e sono rimasto deluso. Solito gioco alfa-numerico caro a Talbot (usato meglio nei Numeri della Sabbia) più una serie di parolacce in stile finto giovanilistico per strizzare l'occhio al pubblico degli adolescenti...E sul finale un segreto sconvolgente che...ambirebbe a prendere il posto del ben noto detto bolognese sul potere delle donne: "Tira più un...di ....che un carro di buoi!" Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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