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Pastor Ben - Le Vergini di pietra | Torna l'impavido Elio Sparziano, soldato, storico e agente speciale per conto di Roma. Siamo nel IV secolo dopo Cristo, l'Impero si estende a Oriente fino al Mar Nero. Proprio in quelle terre è ambientata stavolta la missione solitaria del giovane ufficiale. Oltre la frontiera, nelle selvagge regioni dell'Armenia, qualcuno minaccia la stabilità dei confini: è Ter Vishap, il Signore dei Draghi. Di lui si raccontano storie incredibili, che intrecciano verità e leggenda: un mostruoso gigante semiumano splendente di luce propria, che domina gli elementi, soggioga le popolazioni, commette eccessi ed efferatezze indicibili. Sotto la sua guida migliaia di fedelissimi che lo venerano come un dio seminano il terrore nella regione. Ma nei campi militari si bisbiglia che altri non sia che il generale romano Curzio, scomparso in battaglia e dichiarato morto. Chi si cela dietro la maschera? E perché? È mai possibile un simile tradimento? L'indagine si tinge subito di rosso: poco prima dello sbarco di Elio il persiano Sanazar, che doveva fare da collegamento tra lui e il ribelle, muore sotto il crollo di una tribuna assieme a decine di altre persone. Per scoprire la verità l'inviato dovrà valicare le terribili Vergini di Pietra, i picchi che vegliano sul passo, per inoltrarsi in una landa favolosa. Un viaggio attraverso l'oscurità dell'anima, della Natura, che dopo ogni sorta di pericoli condurrà Elio, inerme, al cospetto del vero mostro...
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.28 / 5cristiana (30-11-2010) Bellissima storia, affascinante, coinvolgente, colta e nello stesso tempo popolare, piena di azione e colpi di scena e, assieme, di riflessioni, pensieri sul perché si è al mondo, su cosa vuol dire essere da una parte (anche se perdente, a ben vedere) piuttosto che da quella del potente di turno. L'ennesimo esempio della magistrale Ben Pastor (a proposito, a quando il prossimo Martin Bora?) della sua capacità di unire divertimento, azione, riflessione. Un occhio febbricitante che ti rende i paesaggi come se fossero in 3D; un'acuta capacità di esaminare dall'interno i personaggi, nel bene e nel male, con tutti i loro vizi e le loro virtù. Un eroe malinconico ma risoluto, un affresco visionario ma credibilissimo di un'epoca dove, malgrado le infinite crudeltà che la caratterizzano, sarebbe stato bello vivere. Per favore, ridateci l'impero romano, almeno come lo descrive la Pastor, anche se in decadenza! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gaetano (29-07-2010) Concordo con le osservazioni degli altri lettori, soprattutto quelle che hanno colto l'aura western del romanzo. Penso che sia impossibile per uno scrittore americano (anche se nato in Italia) non fare i conti con l'immaginario americano, anche a costo di riplasmarlo molto abilmente dentro una storia che si svolge nell'antichità romana. Mi sa tanto che è più forte di loro. Comunque sia, a me il duello finale ha ricordato, più che "Il gladiatore", le rese dei conti finali dei film di Sergio Leone (tanto più che Elio Sparziano ha parecchio a che spartire con il giovane Clint Eastwood, sigaro e poncho esclusi) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ruggero (26-07-2010) La consueta bravura della Pastor nel rendere situazioni e ambientazioni. Il racconto del viaggio coinvolge e appassiona e Sparziano rimane uno dei personaggi più interessanti e meglio tratteggiati del mondo del giallo storico.
Il finale, però, è davvero improponibile (omaggio al Gladiatore?) (e anche l'episodio della donna scimmia appare slegato dal contesto e tutto sommato inutile). Con una degna conclusione sarebbe stato molto più godibile Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea Senator (08-07-2010) Bel romanzone, di quelli che ti fanno felice perché mancano ancora 200 pagine al "finito di stampare" e quindi hai ancora di che divertirti. La scelta di rifare "Cuore di tenebra", ambientandolo sullo sfondo del declino dell'impero romano (americano?) mi sembra, ma magari mi sbaglio, la classica strizzatina d'occhio agli ambienti colti (20 persone suppongo, e chissa se ci sono ancora) degli Stati Uniti d'America, patria d'adozione, secondo le informazioni della copertina, di questa scrittrice che direi essere un po' mutante (italiana? americana? italo-americana? boh!), ma, a parte questo, l'indagine di Elio Sparziano-Barack Obama (il provinciale che è più romano di tutti i romani messi assieme e che non accetta compromessi sui principi di civiltà e rettitudine, salvo conoscere a menadito i bordelli più esclusivi dell'impero) alle vergini di pietra, sul confine del mondo allora conosciuto, funziona a tutti i livelli dalla citazione colta all'intrattenimento da ombrellone e indubbiamente ti prende fino in fondo (per la serie: e adesso come diavolo se la cava?). Però un paio di duelli o scazzottate in più non ci sarebbero stati male... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nicola50 (26-06-2010) Questo romanzo, oltre ad essere molto divertente, ha il pregio di fare dell’epica, raccontando con dovizia di particolari (forse addirittura troppi) una “storia più grande della vita”. Paesaggi sconfinati (un’Armenia che sembra l’Afghanistan del giorno d’oggi, con signorotti locali che fanno affari sporchi con l’esercito romano), personaggi di ogni genere che, pur avendo un loro mondo interiore, non passano il tempo a contemplarsi l’ombelico, un eroe un po’ soldato, un po’ filosofo e un parecchio cowboy del basso impero, un andamento da film western dove tutto procede senza strappi apparenti salvo poi accelerare nelle improvvise scene d’azione, un mistero giallo che corre sotterraneo per tutto il libro per poi esplodere e trovare la sua spettacolare soluzione nel finale. Insomma, una bella avventura che ti fa andare avanti pagina dopo pagina per vedere come andrà a finire. Che l’italo-americana Ben Pastor sia una specie di Salgari con la laurea? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giulia (23-06-2010) Terzo libro con Elio Sparziano, dopo i notevoli “Il ladro d’acqua” e “La voce del fuoco”, e anche stavolta il risultato è davvero ottimo. Stile elegante, grandissima capacità di ricostruire luoghi e tempi lontani e di farli sembrare veri, un intreccio giallo che, pur non complicatissimo, assicura una sorpresa finale abbastanza spiazzante. C’è poi il riferimento al mitico “Cuore di tenebra” di Conrad, che già ispirò “Apocalypse Now”, il film di Coppola sul Vietnam: nel libro, ambientato nel IV secolo, ovviamente non ci sono elicotteri, nonostante questo la Pastor riesce lo stesso a tirare fuori qualche esplosione, e in maniera credibile! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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