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King Stephen - Notte buia, niente stelle |
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Titolo | Notte buia, niente stelle |
| Autore | King Stephen | Prezzo Sconto 15%
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€ 17,76
(Prezzo di copertina € 20,90 Risparmio € 3,14)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2010, 418 p., rilegato | | Traduttore | Wu Ming I |
| Editore | Sperling & Kupfer
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 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un agricoltore uccide la moglie e la getta in un pozzo. La sua colpa? Voler vendere un lotto di terra ricevuto in eredità. "La terra è affare dell'uomo, non della donna." Siamo in Nebraska nel 1922. Tess scrive gialli "rassicuranti", popolati da vecchiette che giocano ai detective. Una sera, viene aggredita e stuprata da un misterioso "gigante". Creduta morta e lasciata in un canale di scolo, sopravvive e medita vendetta. Streeter, bancario malato di cancro, incontra il Diavolo nelle fattezze di un venditore ambulante. L'affare che conclude decide la sorte del suo migliore amico, colpevole di avergli rubato la ragazza tanti anni prima. Due anni dopo le nozze d'argento, Darcy scopre che suo marito custodisce in garage un segreto. Un fiume di pazzia scorre sotto il prato fiorito del loro matrimonio. Che fare? Tirare avanti come prima o cercare una via d'uscita? I quattro nerissimi romanzi brevi raccolti in questo libro parlano di donne uccise, seviziate o comunque "rimesse al loro posto". È in corso, nel nostro Occidente, una guerra contro "l'altra metà del cielo". La combattono maschi frustrati, impauriti, resi folli dalla perdita del loro potere. Come in Dolores Claiborne, Stephen King esplora la psiche di donne forti che non accettano i soprusi e, quasi sempre, trovano la propria rivalsa. Che non coincide per forza con un "lieto fine". Dopo Le stagioni diverse e Quattro dopo mezzanotte il Re torna a presentare ai suoi lettori una antologia di racconti: Notte buia, niente stelle - Full Dark, No Stars -. Quattro romanzi brevi ciascuno con una propria singolare forza, tutti egualmente duri e impietosi. Ogni racconto riesce a mantenere una distintiva, cruda efficacia senza allontanarsi dalla linea che le quattro novelle seguono: l’analisi dell’odio, della rabbia, della violenza di uomini che, spinti dalla paura di perdere il proprio potere, compiono orribili soprusi verso donne forti e tenaci. Un testo di indagine e denuncia, un viaggio nella psiche di donne vittime di terribili violenze. Ogni storia narrata con semplicità è fatta di immagini disturbanti e sgradevoli, che intrappolano il lettore in un incubo da cui sembra impossibile risvegliarsi, da cui non si riesce a sottrarsi.
Una narrazione propulsiva e viscerale per indagare i lati più cupi dell’animo umano, quelli più oscuri e nascosti, e i loro terribili risvolti. Stephen King, nella postilla che chiude il volume, dice di aver faticato durante la stesura di questi testi, riconosce che sono “difficili da leggere”, ma lo afferma quasi con la consapevole soddisfazione del “ritorno alla sua parte (molto) oscura”. Scene che raccontano “persone ordinarie in circostanze straordinarie”, come quella di 1922, il racconto che apre il libro.
Un agricoltore affida a una lettera la lucida, macabra confessione dell’omicidio di sua moglie. Un gesto folle, dettato dalla paura di perdere la sua terra e tutto ciò che possiede. Un odio intenso, una profonda esasperazione che non lascia alternative se non l’uccisione di una “moglie così ingrata”, la cui unica colpa è stata quella di aver deciso di vendere un terreno ricevuto in eredità per abbandonare l’isolamento rurale e trasferirsi in città.
La forma lineare e il linguaggio crudo e incisivo, fanno di questa raccolta un prodotto perfettamente confezionato, che mostra un King in forma smagliante. Nessun dettaglio viene risparmiato, per quanto pesante ciascuno di essi si rivela necessario a toccare certe corde, ad affrontare certe tematiche, che sono quelle che hanno accompagnato lo scrittore attraverso tutta la sua carriera. I suoi romanzi rappresentano per lo scrittore americano una maniera di cercare una spiegazione a eventi di questo genere, la sua personale maniera. Stephen King utilizza ciò che meglio conosce per farlo: “l’arte di scrivere storie” ed è in essa che si avventura per cercare il “senso nelle nostre vite e nel terribile mondo che ci circonda .” È lì che ci accompagna e lo fa con la naturalezza e l’abilità di cui lui e pochi altri sono capaci.
Recensioni 1 - 20 di 41 recensioni presenti. Media Voto: 4.21 / 5Simone (10-11-2011) Quattro racconti lunghi, quattro sguardi su un mondo di puro orrore. Stephen King qui è ai suoi massimi livelli di creatività e stile, anche se racchiusi nella limitatezza del racconto. "1922" è il più complesso dei quattro, ambientato in una casa di campagna di inizio secolo, un vero trattato sull'odio e sul senso di colpa, con immagini potenti e un senso di inquietudine che pervade le cose e le persone. "Maxicamionista" a mio avviso è il più bello. La vendetta di una donna stuprata diventa cartina tornasole delle amenità della provincia americana. Alcuni passaggi sono difficilmente sopportabili e il lettore non può fare a meno di immedesimarsi nel dolore della protagonista. "La giusta estensione" è il racconto più debole, anche se la scelta dell'uomo malato di cancro che è alla base della storia è assurda, crudele. "Un bel matrimonio" tiene sulle spine dall'inizio alla fine, è ben costruito, intrigante e disturbante allo stesso tempo. In ogni caso sono tutti e quattro da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
secken (18-09-2011) Il re dell'horror colpisce ancora, bellissimo, da leggere tutto d'un fiato!!!consigliatissimo.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone sim091@msn.com (08-09-2011) Una bella raccolta di racconti in stile Stephen King! L'autore ci mostra come le persone reagiscono di fronte a delle situazioni avverse in maniera incredibile. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristina (19-07-2011) Non so se lo noto solo io (forse ho ancora un po' il dente avvelenato dopo "The dome") ma prendo atto che anche in questa raccolta King non si è risparmiato l'ennesimo personaggio gay, l'ennesima lesbica (certo, abbastanza secondaria tra tutti i personaggi della raccolta)connotata ancora una volta in modo stereotipato e negativo. A quando un personaggio gay positivo nei suoi romanzi? Bello soprattutto il primo racconto. Del tutto inutile e scontato "La giusta estensione" che ripete la trita e ritrita storia del vendersi l'anima al diavolo di cui King ha ampiamente scritto in molti suoi romanzi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Zotik (10-07-2011) Il Re pubblica quasi un libro all'anno, da tempo al ritmo più o meno costante di uno buono e due schifezze, uno buono e due schifezze... Beh, questo è quello buono. E anche se ci sono ottime probabilità che il prossimo lavoro sia di nuovo una schifezza, è in un certo modo rassicurante
sapere che lui è lì, da qualche parte nel Maine, al lavoro per noi. Notte buia, niente stelle, raccoglie 4 racconti, di cui tre di ampio respiro. L'unico filo che unisce i racconti è la scarsa incisività dei titoli... come del resto
è per il titolo della raccolta stessa. Ma è garantito al limone che ntroverete almeno due racconti su quattro assai interessanti. Se questo è il livello delle idee su cui lavora, ci sono buone speranze che con il prossimo titolo il Re torni ad inanellare due buoni libri consecutivi. Sperare non costa nulla. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luigi (08-07-2011) semplicemente straordinario,quattro storie una più bella dell'altra,era da tempo che non mi divertito così tanto a leggere un libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo Simoni (08-06-2011) Lettore occasionale di King (secondo libro dopo Duma Key) sono rimasto avvinto dai quattro terribili racconti: tre straordinariamente avvincenti, uno,il più breve, disgustosamente avvincente (ricorda i telefilm storie ai confini della realtà degli anni 50/60). La non originalità dei racconti deriva dal fatto che riprendono quanto quotidianamente avviene, anche nel nostro Paese: storie terribili e disgustose, che annoiano gli intellettuali, ma che toccano la gente. King rimane un narratore straordinario: il problema, una volta iniziata la lettura, è quello di interrompere una lettura che vorresti continuare. Da leggere e rileggere. Massimo57 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro mauro.667@libero.it (30-04-2011) dopo qualche "basso" un buon libro.Non originali i primi due racconti come invece lo è il terzo..comunque il Re è sempre il Re Voto: 3 / 5 |  |  |  |
elanhyer alkatrazo@yahoo.com (15-04-2011) Il primo racconto l'ho trovato ottimo. Buona ambientazione, buoni personaggi e la trama è molto intrigante, ricca di suspence. Il secondo decisamente non è all'altezza del primo. La trama è scontata e la protagonista l'ho trovata patetica e alquanto prevedibile. Il terzo, l'ho considerato inutile. Non so neanche perché il Re l'abbia scritto. Non ho trovato alcun fine. Il quarto è leggermente più bello del secondo, tuttavia siamo molto lontani dal vecchio stile di King. Se dovessimo andare indietro nel tempo, potremmo trovare il caposaldo del horror, ovvero Pet Sematary. Al mio parere, quello è il miglior romanzo di King in assoluto. Andate a leggervelo e capirete cosa intendo dire. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
arnozz (01-03-2011) Sinceramente era da tempo che continuavo a leggere i romanzi del "re" più per rispetto per i suoi trascorsi capolavori che per l'effettiva validità dei suoi ultimi scritti , ma devo ammettere che quest'ultimo libro mi ha riportato indietro negli anni, e più precisamente a quando facevo nottata sulle pagine di "cujo" o della "zona morta" ; provando la stessa tensione nello scorrere le pagine l'una dopo l'altra.....humor nero , suspance e impeccabile narrazione fanno di questo suo libro uno dei più godibili. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisabetta (25-02-2011) Un libro che è in tutto e per tutto lo stile del grande Re. Bellissimo dalla prima all'ultima pagina, quattro racconti meravigliosi che tengono il lettore incatenato con il fiato sospeso. Devo dire che anche la traduzione, sulla quale onestamente avevo qualche dubbio visto il nuovo "traduttore", si è rivelata essere ottima.
Le atmosfere create sono talmente reali che sembra di sentire i rumori ed i sospiri. I personaggi sono quasi tangibili nella normalità e quotidianità delle situazioni in cui si trovano.
Un eccellente libro da aggiungere ad altri non meno eccellenti del Re. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea Kermit70 (21-02-2011) Beh che dire.....King e' un GRANDE!
Racconti che sono uno piu' bello dell'altro,un crescendo da leggere tutto in un fiato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lin (13-02-2011) King colpisce ancora. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Federico (01-02-2011) Davvero un libro bello e ben tradotto, dove i racconti sono uno più bello dell'altro: soprattutto Maxicamionista, è di una teatralità unica. La psicologia dei personaggi, poi, raffinata. Veramente un buon libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (01-02-2011) Sicuramente bello e appassionante, uno dei migliori tra i suoi ultimi lavori Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Il CRP (31-01-2011) Il paragone con Stagioni Diverse è improprio. Qui siamo lontani anni luce dall'emotività avvolgente di storie come "Il Corpo" e "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank". Lo stile è secco, diretto, le descrizioni incalzanti. King non lascia tempo al lettore di respirare, lo proietta nel buio che è dentro ognuno di noi, ci regala 4 racconti nerissimi di follia. "Un bel matrimonio", con le amare riflessioni che offre e l'ombra mal celata dell'omicidio (è forse il meno cruento dei quattro, ma anche il più crudele), spicca decisamente su tutti. Bene anche "Maxicamionista" (che invece è il più crudo) e quell'ordigno perfettamente congegnato che è "1922". Infine "La giusta estensione" è abbastanza inutile ai fini della raccolta, se non come conferma della magnifica cattiveria con cui King riesce a costruire le sue storie. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
zombie49 (30-01-2011) Raccolta di 4 racconti lunghi, il cui filo conduttore è la giustizia dalla parte delle donne. Ma la giustizia è soggettiva e King ci presenta la sua.
1. 1922***** Nebraska. Un agricoltore uccide la moglie e la getta in un pozzo, e non solo x avidità di denaro. Stupendo racconto in cui King conduce per mano il lettore non soltanto alla preparazione e realizzazione del crimine, ma alle sue conseguenze: il coinvolgimento delle persone care, il terrore costante di essere scoperti, la consapevolezza di avere compiuto un gesto irreparabile trasformano la vita in un incubo senza fine.
2. Maxicamionista*** Una scrittrice di gialli viene stuprata e, creduta morta, abbandonata in un fosso. Ma sopravvive e medita vendetta. Apologia della giustizia fai da te dalla parte delle donne, dei deboli, di chi non crede nella giustizia troppo indulgente dei tribunali. Forse è un sentimento largamente condiviso, ma esiste una grande differenza tra pensare una vendetta e realizzarla. Non concordo e, di solito, non accade. Meglio dimenticare.
3. La giusta estensione**** Un uomo malato di cancro fa un patto col diavolo: la propria vita in cambio della sorte del proprio amico nemico, che ha odiato da quando gli ha rubato la ragazza e invidiato x i suoi successi. Forse la serie di catastrofiche disgrazie è esagerata, una storia da liceali avidi di racconti cattivi, ma invidia e rancore sono sentimenti insiti in molte persone. Ed è istintivo privilegiare la propria sopravvivenza.
4. Un bel matrimonio**** Una donna scopre casualmente che suo marito è un serial killer. Che fare? Continuare la propria vita come se nulla fosse o perseguire la giustizia? Argomento assolutamente intrigante, una situazione in cui forse tutti ci siamo teoricamente immedesimati, ma la conclusione mi ha deluso. Per istinto abbiamo una scala ben definita di valori: noi stessi, i familiari, gli amici, i conoscenti, e, per ultimi, gli altri, coloro che non conosciamo e di cui solo casualmente incrociamo le esistenze. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto T (28-01-2011) Non sono un fan di King, anche se ho letto molti dei suoi libri, ma questa antologia non mi sembra niente male. Nessuno ha notato una vena lovecraftiana nel primo racconto? Quanto alla traduzione, mi sembra impeccabile e in questo libro non ho trovato le sviste (o carenze culturali?) che ho trovato in altri. Per fare solo un esempio, preso da -Tommyknocker-, come può un traduttore esperto ignorare che il film da lui tradotto alla lettera come -Il giorno in cui si fermò la Terra- si chiama in realtà in Italia -Ultimatum alla Terra-? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annamarta (27-01-2011) Lontani anni luce dall'analisi affilata e accurata della psiche femminile in Dolores Claiborne, di cui alla descrizione, e un risultato finale decisamente nella media bilanciando i pro e i contro di tutti i racconti. Non eccelle ma non per questo non si fa leggere. Il Re, alla fine, riesce comunque a trascinarci nella lettura. Se non avete letto altri libri di King, non partite da questo. Un grazie alla Sperling che con questo libro mi ha convinto a riprendere a leggere il Re in originale, dopo anni di ottime traduzioni. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
rob (18-01-2011) Bah, che dire, si fa leggere. Non come Stagioni diverse, ma come sempre alcuni racconti sono più sentiti di altri (de gustibus) ma nel complesso godibile. Una sola nota: indubbiamente meglio l'originale. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 41
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