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Narrativa straniera  Horror e narrativa gotica 

King Stephen - Joyland

Joyland TitoloJoyland
AutoreKing Stephen
Prezzo
Sconto 15%
€ 16,92
(Prezzo di copertina € 19,90 Risparmio € 2,98)
Dati2013, 351 p., rilegato
TraduttoreArduino G.
EditoreSperling & Kupfer  (collana Pandora)
 
Disponibile anche usato a € 9,95 su Libraccio.it

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Descrizione
Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.

La recensione di IBS
È il 1973, a Heaven's Bay in Nord Carolina l'estate regala giornate assolate. C'è poco da fare a Heaven's Bay, soprattutto se sei uno studente universitario squattrinato e con il cuore spezzato. Non resta che trovarsi un lavoro per racimolare qualche spicciolo e passare il tempo... Quasi per caso Devin trova proprio quello che ogni ventunenne sogna: lavorare in un parco giochi per la stagione estiva. Così, mentre la ragazza di cui è innamorato se ne va a Boston sostenendo che la distanza avrebbe fatto bene alla loro relazione, Devin accetta il lavoro a Joyland.
Joyland è molto diverso da un tradizionale parco divertimenti. Chi l'aveva progettato doveva nutrire una vera e propria ossessione per i cani perché tutto sembra ruotare intorno a questo animale: persino la specialità del carrettino degli hot dog si chiama Cucciolotto Goloso. La concorrenza dei grandi parchi come Disneyland è forte.
Devin sarà uno degli Allegri Aiutanti al servizio dei clienti del parco giochi. I suoi colleghi sono personaggi decisamente strambi, come la veggente Madame Fortuna, una delle prime persone che incontrerà. Devin riuscirà a stringere amicizia con i coetanei Tom ed Erin, e diventeranno presto inseparabili.
Giostre, scivoli acquatici, ruote, tazze rotanti ...e non manca ovviamente il Castello del Brivido. Ma gira voce che all'interno del Castello sia rimasto imprigionato il fantasma di una ragazza uccisa quattro anni prima, Linda Gray. Quelli che lavorano a Joyland giurano di averla vista più volte, vestita come il giorno che fu ritrovata morta.
In breve tempo nuovi particolari si aggiungono a questa vecchia tragica storia. Si scopre che l'omicidio di Linda Gray non sarebbe un caso isolato, ma segue un modello ben preciso. Ma sembra che il Male si sia impadronito del parco e che proprio Devin sia stato scelto per combatterlo. E per salvare un nuovo amore che sta sbocciando...
Che dire? Stephen King muove gli ingranaggi della sua ruota narrativa come un abile giostraio, come sempre. Le sue specialità, si sa, sono ricreare meticolosamente la vita quotidiana e stabilire una magica sintonia con i suoi personaggi; e così ci troviamo immersi nella particolare realtà di Joyland, con i suoi riti, le sue gerarchia, una ricca varietà di personaggi e di linguaggi.
King riesce a divertirci e a farci anche un po' riflettere. Perché sotto la trama avvincente del thriller c'è molto di più: c'è la storia di un giovane nel passaggio all'età adulta che si trova a fare i conti con ciò che conta davvero nella vita. E un senso di inquietudine che serpeggia in tutto il testo.
Una giusta dose di mistero, una scrittura instancabile e un ritmo perfetto: Joyland è la lettura ideale per l'estate, per rinfrescare le torride giornate sotto l'ombrellone.

A cura di Wuz.it

http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788820054274 Joyland Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato. 16,92 new EUR in_stock
I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 60 recensioni presenti.  Media Voto: 3.5 / 5 | Invia recensione

Alessandro (06-03-2014)
Devin, giovane universitario squattrinato e col cuore spezzato da una fidanzata str**za, sospende gli studi per andare a guadagnarsi qualche spicciolo come tuttofare in un importante parco divertimenti, la 'Joyland' del titolo. Nuovi amici, momenti belli e altri imbarazzanti, tante belle cose da imparare. E soprattutto un mistero inquietante che incombe dietro giostre e sorrisi... 'Joyland' è la dimostrazione pratica di una regola antipatica ma ferrea in letteratura: per partorire un buon libro non basta avere una buona idea di base, se non si ha la capacità o - più probabile in questo caso - la voglia di svilupparla come si deve; a meno che tu non chiami Stephen King, perché in questo caso potresti permetterti di fare qualsiasi cosa ed essere lo stesso osannato da un vasto pubblico. Questo libro, per piattezza stilistica e banalità di personaggi e trama, mi ha ricordato uno di quei libriccini horror per ragazzi che leggevo anni e anni fa: i 'Piccoli brividi'. I 'favolosi' (e giù le risate) romanzetti di Stine almeno avevano il dono di essere brevi e ben congegnati (per essere dei prodotti per un pubblico infantile). Questo 'Joyland', invece, è un romanzo di 300 pagine in cui non succede assolutamente nulla fino a pagina 180, pieno di elementi del tutto inutili che dànno la sensazione del riempitivo. Inoltre... mi viene da ridere.. sono pressoché certo che King, arrivato a pagina 250 e resosi conto di non aver scritto nulla, abbia fatto di tutto per chiudere il prima possibile per dare il manoscritto alle stampe. La conclusione del libro è farsesca.
Voto: 1 / 5
Simone (10-02-2014)
Cinque stelle, non scrivo altro per l'ennesimo (anche se "piccolo") capolavoro di King. A chi pensa che King sia soltanto uno scrittore di romanzi dell'orrore o splatter do un consiglio: se vi piace King (io lo leggo da trent'anni, leggendo praticamente i libri man mano che venivano pubblicati) mettetevi seduti, ricominciate dal primo, fermatevi a "Cuori in Atlantide", leggete la saga de "La Torre Nera", ricominciate da dove vi eravate fermate e troverete in King il più straordinario scrittore di storie di introspezione psicologica. Altrimenti aspettate l'eventuale nuovo libro della Meyer o della Kinsella per sfogarvi a suon di pareri positivi, dato che oggi siete stimolati solo da queste categorie. Lasciate in pace un maestro della letteratura.
Voto: 5 / 5
Silvia (08-02-2014)
non male come libro...il voto discreto è dovuto al fatto che secondo me la storia stenta un pò a decollare e quando lo fa ormai è quasi finita...ed è un peccato perchè da metà libro in poi la trama diventa davvero molto molto bella!!!
Voto: 3 / 5
henry il grigio (07-02-2014)
Una storia d'amore, di amicizia. Etichettare King come uno scrittore do horror è troppo riduttivo e sbagliato. Lui è " lo scrittore ". Lunga vita al Re !
Voto: 5 / 5
StefanoT79 (06-02-2014)
Concordo coi pareri positivi di qui sotto. Secondo me, semplicemente uno dei libri più belli e commoventi di King, pazzesco vedere veto così bassi.
Voto: 5 / 5
Orax (05-02-2014)
In realtà non ho molto da dire su questo romanzo di King che si potrebbe annoverare tra i "minori"... Ma minore rispetto a cosa? "Formazione" credo sia il termine adatto per riferirvisi compiutamente, un romanzo di formazione di alto profilo, da non sottostimare. Mi ha incredibilmente conquistato all'istante, personaggi stupendi, un percorso emotivo intenso e completo. Da leggere.
Voto: 5 / 5
TommyTheKid (03-02-2014)
Ed è così, che in una pubblicazione "minore", per la serie hard case crime, come un lampo in un cielo d'agosto, King se ne viene fuori con questo breve ma splendido libro. L'atmosfera è quella di Stand By Me e Il Miglio Verde. Si spera che Frank Daranbot sia pronto a farne un remake cimenatografico, in modo che anche gli scettici che qui sotto hanno assegnato voti bassi a questo libro, possano capire quanto si sbagliano... voto: 8 (ma do 5 stelle per alzare la media, che mi sambra assurdamente bassa).
Voto: 5 / 5
Salvatore (25-01-2014)
Abbastanza deluso da quest'ultimo racconto di S. King, perché di romanzo non possiamo parlare. Per chi ha letto tutte le opere del Re, è chiaro che in questo libro c'è qualcosa che non va: la trama in sè non è articolata, la fluidità perde ritmo con l' inutile introspezione dei personaggi, l'omicidio e l'assassino sembrano piazzati lì tanto per, tutto fuoco e niente arrosto insomma. Non mi piace fare paragoni con altri libri dello stesso autore, ma qui viene spontaneo: quale romanzo si avvicina di più a Joyland? Bho! A voi la scelta di leggerlo. Voto: 2,5/5
Voto: 2 / 5
Tiziana (22-01-2014)
Questo romanzo non ha le immagini o le suggestioni horror tipiche di King, ma trascina comunque fin dalle prime righe per quel suo modo di narrare così magnetico e incontrovertibilmente seduttivo. Adoro il suo modo di scrivere e descrivere, di aggettivare, di usare metafore, di sprofondare nell'animo umano. Anche se stavolta non si resta col fiato sospeso o con qualche inconscia paura sollecitata a dovere, rimane il sommo piacere di essersi lasciati avvolgere e cullare da un grande Maestro della parola e delle ambientazioni. Insuperabile King!
Voto: 5 / 5
freson (16-01-2014)
Che King sia il più grande in questo genere è un fatto assodato ma,purtroppo,anche lui non sempre coglie nel segno come in questo "joyland",uno dei suoi libri più fiacchi.Pur essendo piuttosto breve è riuscito ad annoiarmi,ad esempio tutte quelle pagine dedicate al gergo dei "luna park" sono tediose e la storia ha troppi punti deboli,scontati,sembrano scritti controvoglia,in certi punti sembra il peggior Koontz che,se in forma,sa scrivere romanzi più brillanti di questo RE in pantofole.Come giallo è prevedibile e gli elementi horror non sono niente di speciale,come la temperatura che si abbassa in presenza del fantasma,che poi ha un ruolo poco chiaro e che non da i consueti brividi.Ha creato anche il personaggio strappalacrime del ragazzo malato che sta per morire,un espediente non degno della sua fama.Sarà che ho letto gran parte dei libri di questo autore e sono un po' troppo smaliziato ma questo romanzo non merita la sufficienza,una delusione !
Voto: 2 / 5
Cristina (14-01-2014)
carino. forse dal maestro del brivido mi aspettavo qualcosa di più terrificante, ma è molto simile al miglio verde. Credevo si parlasse di più del fantasma e invece è un personaggio tutto sommato secondario... solo alla fine diventa un po'più importante. Comunque è scritto bene ed è molto scorrevole. però niente di entusiasmante.
Voto: 3 / 5
alain (12-01-2014)
libro spettacolare DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE!!!avevo abbandonato King dopo la delusione del libro 22-11-63 che è un corso di ballo con sottofondo l attentato di kennedy. Negli ultimi anni se al Re date meno di 500 pagine per scrivere un libro confeziona dei capolavori se le supera inizia ad allungare il brodo all inverosimile e diventa noioso ! questo discorso non vale naturalmente per i suoi più grandi cavalli di battaglia scritti in passato !
Voto: 5 / 5
taker (04-01-2014)
Non ho messo 5 soltanto perché quelle le ho date agli inarrivabili "it" "shining" "l'ombra dello scorpione", insomma ai capolavori. Sono stato pero' felicissimo (da assiduo e fedele lettore del RE) di averlo ritrovato in splendida forma in un romanzo che di horror ha poco e che dimostra ancor una volta quanto sia grande e sottovalutato questo genio della scrittura. Grande Steve..
Voto: 4 / 5
paola (19-12-2013)
libro bellissimo, scritto magistralmente, interessante il personaggio di Devin e gli estrosi popolanti del Luna Park
Voto: 5 / 5
max costantini max.costantiniudine@gmail.com (03-12-2013)
No king no , così non va bene , joyland mi ha completamente deluso sicuro di un tuo prossimo riscatto attendo con ansia l uscita del tuo prossimo libro capolavoro . mandi max 74
Voto: 1 / 5
Franz (14-11-2013)
Niente di eccezionale, lettura carina
Voto: 3 / 5
Sdy (06-11-2013)
Che noia! Uno dei romanzi peggiori di S. King. Mancano completamente pathos, tensione, coinvolgimento... sembra scritto "tanto per", soprattutto l'assassino e il suo movente sembrano messi lì senza senso! Se volete leggere King vi consiglio altro, perché ha scritto dei veri capolavori e quest'ultimo libro non appartiene neanche lontanamente alla categoria.
Voto: 2 / 5
Sweeney (01-11-2013)
Ho letto diversi libri di Stephen King. E questo tutto può sembrare, tranne che un suo lavoro. Evidentemente il Re si sta rivolgendo ad un pubblico diverso dai suoi affezionati lettori. A me Joyland è parso un libro "young adult", nulla più. Manca la tensione, manca l'ironia, manca il riconoscibilissimo graffio sornione di King. Adatto a ragazzini che vogliono vantare una lettura del Maestro.
Voto: 2 / 5
enrico (12-10-2013)
un buon romanzo minore di king,che non mi ha convinto a pieno,un pò come il simile colorado kid.è chiaro che in questi due casi cerca di fare qualcosa di diverso dal suo solito stile,ma se il lato introspettivo e nostalgico è spesso indovinato,quello giallo è molto banale,così come il lato parapsicologico del bambino,che vede e sente cose non si sa come o perchè.comunque,lettura piacevole
Voto: 3 / 5
Francesca (30-09-2013)
Non è nuova la caratteristica di King nell'interloquire con il lettore durante i capitoli, ma qui si esagera. Si è anche rovinato da solo il finale. E' scritto bene ela storia di per sè sarebbe anche intrigante ma è stata sviluppata per un target di nonlettori di King, direi quasi che sembra una favola per bambini. Dopo 22-11-63 non doveva giocarmi un tiro del genere King! Comunque se siete grandi fan aggiungetelo lo stesso alla collezione.
Voto: 3 / 5
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