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Rawls John - La giustizia come equità. Saggi (1951-1969) |
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Titolo | La giustizia come equità. Saggi (1951-1969) |
| Autore | Rawls John | Prezzo Sconto 15%
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€ 35,28 
(Prezzo di copertina € 41,50 Risparmio € 6,22)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 1995, 340 p. | | Curatore | Ferranti G. | | Traduttore | Catello F. |
| Editore | Liguori
(collana Filosofia pubblica) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| La pubblicazione nel 1971 di "Una teoria della giustizia" ha segnato una svolta nella filosofia politica, riportando all'attenzione del pubblico i temi classici della società giusta, dei fondamenti dell'ordine politico legittimo, dell'accettabilità delle diseguaglianze di potere e status in una società democratica. Gli articoli qui raccolti, dal 1951 al 1969, documentano le fasi di elaborazione della grande opera del 1971, nonché alcuni dei contributi più significativi del filosofo americano.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Galeotti, A.E., L'Indice 1996, n. 3
In questo volume vengono raccolti e tradotti nove saggi del filosofo di Harvard John Rawls, precedenti e preparatori dell'ampiamente nota "Una teoria della giustizia" (1971). La raccolta, preceduta dalla bella e utile introduzione del curatore e seguita da una bibliografia degli scritti di Rawls, è di grande interesse, e non solo per chi sia interessato a ricostruire lo sviluppo del pensiero del filosofo che ha segnato uno spartiacque nella filosofia politica del Novecento, ma in generale per chi sia interessato al ragionamento morale applicato alle questioni pubbliche.
Fin dal primo saggio, "Uno schema di procedura decisionale per l'etica", apparso nel '51 in pieno rigoglio della metaetica analitica, Rawls si pone fuori dalle prevalenti discussioni metalinguistiche del tempo e imposta il programma di una filosofia normativa, affrontando il problema del metodo proprio della costruzione teorico-normativa. Se in questo saggio, dove emerge il primo abbozzo dell'idea di equilibrio riflessivo, Rawls come fonte dei giudizi etici sembra riferirsi alle intuizioni morali, nel secondo, sui "Due concetti di regola", si muove invece nell'ambito dell'utilitarismo, pur assumendo al riguardo una posizione critica e particolare. Sarà invece a partire dalla "Giustizia come equità" del 1958 che Rawls entrerà direttamente in contrapposizione all'utilitarismo, scegliendo l'approccio che dopo di lui è divenuto noto col nome di contrattualismo. In realtà proprio ripercorrendo questi saggi si capisce come il riferimento allo schema del contratto sociale sia, da una parte, molto lontano da una semplice ripresa anche innovativa delle teorie contrattualiste del Sei-Settecento e, dall'altra, costituisca non già la sua teoria, ma solo un suo elemento, anche se molto importante. L'idea del contratto, infatti, serve non a costruire una teoria politica, o a giustificarne il contenuto, quanto piuttosto a definire una prospettiva deontologica, o meglio a render conto dal punto di vista deontologico di principi che sono in equilibrio riflessivo con i nostri giudizi intuitivi ponderati. Ma altrettanto importanti sono nella teoria di Rawls non solo l'illustrazione dei principi, il loro ordine e la messa a punto del principio distributivo vero e proprio, ma anche il problema della stabilità e dell'ordine che diventeranno i principali oggetti della riflessione più recente sfociata in "Liberalismo politico".
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