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Lévinas Emmanuel - Trascendenza e intellegibilità |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Oggero, F., L'Indice 1991, n. 3
Si tratta di una conferenza dal titolo "Trascendenza e intelligibilità" tenuta da Lévinas nel giugno 1983 all'università di Ginevra, seguita da una "Conversazione con Emmanuel Lévinas" registrata il giorno seguente, alla quale hanno preso parte alcuni amici ginevrini - "protestanti, cattolici ed ebrei" - e, infine, una postfazione di Franco Camera a commento dei due testi. La conferenza lévinasiana affronta la questione della possibilità di un'intelligibilità del Trascendente che non si converta in "sapere" essenzialmente annullante la trascendenza del saputo. La cartesiana "Idea dell'Infinito", idea di Dio nell'uomo, sembra a Lévinas liberare proprio questo tipo di intelligibilità. In essa infatti l'"ideatum", sottraendosi alla "presa del pensante", volge in positivo intelligibile la propria negazione del sapere, producendosi immediatamente nel pensante stesso come urgenza etica, come sua responsabilità nei riguardi del prossimo prima e al di là di ogni sapere: "idea di Dio come amore del prossimo". Nella conversazione che segue Lévinas è poi chiamato a rispondere a una serie di questioni riguardanti soprattutto le relazioni tra rivelazione biblica e filosofia, tra ebraismo e cristianesimo (Lévinas dichiara di accettare la nozione di "kenosi"), tra "singolarità ebraica" e universalità greca.
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