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Rovatti P. Aldo - Il declino della luce |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bonola, M., L'Indice 1988, n. 8
Il tema del rapporto tra filosofia e metafora è senz'altro assai antico. Ma il tentativo di ridefinizione della metafora come via del linguaggio filosofico è condotto da Rovatti in una prospettiva strettamente contemporanea. Esso muove infatti dall'"esigenza della filosofia di collocarsi in un 'oltre' rispetto alla metafisica, ma nella consapevolezza dell'illusorietà di ogni congedo definitivo" (p. 7) e si articola in una raccolta di dieci saggi, in parte già editi e tutti risalenti agli anni Ottanta. Nell'arco della sua ricerca l'A. conferisce un ruolo di assoluto rilievo al pensiero di Heidegger, cui sono dedicati i primi cinque saggi, per dirigersi poi, sulla scorta del recente dibattito tra Derrida e Ricoeur, nella direzione di una più vasta esplorazione della filosofia contemporanea. Attraverso un itinerario che va da Nietzsche, Bergson, da Levinas a Blumenberg, il filo conduttore della presenza metaforica nella filosofia sembra indicare una nuova identificazione teorica della metafora per raccogliersi intorno ad una immagine paradigmatica, il declino della luce, fortemente suggestiva ed allusivamente ontologica. Essa richiama infatti il rivelarsi dell'essere solo indirettamente, come una luce che appare dietro l'oscuramento della visibilità ordinaria degli enti, ricordando inoltre la necessità di istituire un rapporto diverso tra pensiero metaforico e metafisica.
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