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Ardito Barbara; Mignosi Elena - Vivo una favola e imparo le lingue. Giocare a parlare... |
| La recensione de L'Indice |

recensione di Pigliacampo, R., L'Indice 1995, n.11
In questi anni si è speso un impegno notevole per favorire l'apprendimento della lingua vocale (lingua di maggioranza) nei bambini sordi. Molti di loro hanno raggiunto, bene o male, la capacità di utilizzare i codici delle persone udenti. Ma proprio in questo loro sforzo di parlare come chi ode da sempre ed è immerso in quel che Piaget chiamava il "bagno sonoro", ci si è accorti che la lingua madre del bambino nato sordo non è la lingua uditivo-vocale del suo paese, ma la Lingua dei Segni. Il libro che segnaliamo presenta la prima descrizione di un'esperienza didattica di bilinguismo in cui i bambini sordi sono stati esposti alla Lingua Italiana dei Segni (L1) e all'italiano vocale (L2) attraverso un approccio costruttivo su una favola. L'incentramento del comunicare solo sui codici della lingua vocale è, spesso, una sconfitta in partenza. Molti educatori e operatori sociosanitari non tengono conto del fatto che il bambino sordo non si ode, e dunque non arriva all'autocontrollo della parola e a correggere l'accentuazione e le modalità, in genere, di emissione. La portata innovativa delle brave Ardito e Mignosi sta nell'uso alternato dei due codici linguistici e nell'insegnamento della lingua vocale grazie a un metodo che permette ai bambini, divenuti veri e propri protagonisti del gioco, di esercitarsi tramite l'esperienza diretta, ossia vista-lingua. Il lavoro di Ardito e Mignosi ci favorisce nel comprendere la ricchezza linguistico-visiva dei bambini sordi. Le due studiose presentano tavole che mettono in evidenza, in percentuali comparative, con ricchi esempi, che se gli educatori favoriranno il bilinguismo sin dai primi anni di vita, il bambino sordo, una volta adulto, potrà prendere coscienza della sua reale lingua ed essere, nella società, un protagonista vincente. Di fatto la pregiudiziale domanda di tanti (compresi i genitori) che il sordo impari la lingua vocale di maggioranza perché... Cosi si esprime la comunità, è solo non conoscenza dei processi psicolinguistici dei bambini sordi. Questo tipo di intervento tuttavia non è valido solo per i bambini sordi ma ha un suo fondamento didattico-apprenditivo anche per i più piccoli, nella scuola materna, nel momento in cui entrano in contatto con una seconda lingua, o per i bambini stranieri (figli di immigrati) che vogliono imparare la lingua italiana.
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